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Esteri
Libia, l'ambasciatore russo attacca: i raid Usa anti-Isis sono "illegali"

Più volte in questi mesi si è parlato di incursioni dei reparti speciali francesi, britannici e americani in Libia. L’Italia ha negato la propria partecipazione, pur avendo approvato un decreto che concede al presidente del Consiglio la possibilità di autorizzare questo tipo di missioni, soprattutto potendo disporre di unità di intelligence e di soldati particolarmente addestrati. Di certo c’è che il premier Matteo Renzi ha escluso la possibilità, almeno nell’immediato, di inviare truppe nello Stato africano ritenendo troppo alti i rischi connessi ad un eventuale impiego di questo tipo.

Ora lo scenario si sta modificando. L’intervento statunitense solleva gli altri Paesi da un impegno in prima linea, ma soltanto nelle prossime settimane si potrà valutare l’evoluzione della vicenda e dunque la possibilità che si debba rispondere ad altre richieste provenienti dal governo libico. L’accordo firmato con gli americani per l’utilizzo di Sigonella impegna il governo italiano ad autorizzare «tempestivamente» la missione di fronte alla richiesta del comando militare statunitense e l’ordine per l’avvio dell’azione dovrà essere concesso in tempi brevissimi. Nella base ci sono undici aerei che potranno essere impiegati, tutti con missili Hellfire, guidati da un’unica centrale di controllo.

 

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