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Esteri
NordCorea, Putin: "Sanzioni inutili, rischio catastrofe globale"

La Russia condanna il nuovo test atomico della Corea del Nord, ma il presidente russo, Vladimir Putin ritiene che le sanzioni contro Pyongyang siano "inutili e non efficaci". Anzi, "un conflitto potrebbe portare a una catastrofe globale". Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin, dopo il summit dei Paesi Brics che si chiude oggi a Xiamen nel sud-est della Cina. Putin è convinto che "insistere sull'isteria militare" per risolvere il problema sia "senza senso, un vicolo cieco" e ha sottolineato che le sanzioni sarebbero assurde anche perchè tra Mosca e Pyongyang "gli scambi commerciali sono praticamente pari a zero".

Putin ha inoltre fatto un paragone molto scomodo per gli Usa: "Tutti ricordano bene cosa è successo in Iraq. Saddam Hussein aveva rinunciato alla produzione di armi di distruzione di massa; tuttavia, con il pretesto della ricerca proprio di queste armi, è stato distrutto il Paese e Saddam è stato impiccato. In Corea del Nord lo sanno bene tutti e se lo ricordano". "C'è davvero qualcuno che pensa che solo per l'adozione di qualche sanzione, la Corea del Nord abbandonerà il percorso, intrapreso per creare armi di distruzione di massa?", ha chiesto poi in modo retorico Putin.

"Il fatto che si tratti di un'area geograficamente molto lontana non evita all'Europa di fare la sua parte nel conflitto nordcoreano, l'Europa ha una voce importante nel mondo, deve usarla", ha detto invece la cancelliera tedesca Angela Merkel parlando al Bundestag, e sottolineando che ci possa essere "solo una soluzione diplomatica e pacifica per la quale ci si deve impegnare con tutte le forze".

Non concede tregua dunque l'impennata della tensione sulla penisola coreana. A 48 ore dal sesto test nucleare condotto da Pyongyang e a 24 dalla simulazione di attacco compiuta da Seul, sembra imminente un nuovo esperimento balistico per gli scienziati del dittatore Kim Jong-un. Fonti dell'agenzia Asia Business Daily, non smentite dal governo sudcoreano, riferiscono che un missile intercontinentale è stato spostato verso la costa occidentale nordcoreana. Si tratta della regione utilizzata finora per effettuare i lanci con i quali le truppe del regime hanno messo a punto tecnologie che, secondo gli specialisti, potrebbero raggiungere anche il territorio americano e comunque mettere nel mirino le forze navali Usa dislocate nel Pacifico.

L'agenzia che ha divulgato la notizia dei movimenti militari ha citato fonti di intelligence. E sembra confermare i timori espressi nella giornata di ieri dalle autorità sudcoreane che ritenevano imminente un nuovo lancio. E sullo sfondo c'è anche la possibilità di un settimo test nucleare. Uno scenario che, nella giornata di ieri, è stato al centro della discussione del Consiglio di sicurezza dell'Onu dove gli Stati Uniti hanno chiesto di applicare contro Pyongyang il livello più alto di sanzioni. Misure che hanno trovato una reazione fredda da parte di Cina e Russia. "La nostra pazienza non è infinita", ha tuonato però l'ambasciatrice di Washington nel Palazzo di vetro.

Maxi-esercitazione navale della Corea del Sud. Seul pronta alla guerra

Nuova prova di forza di Seul, che oggi ha condotto un'esercitazione e navale a fuoco vero, due giorni dopo l'ultimo test nucleare di Pyongyang. Le manovre di oggi mirano a "migliorare l'immediata risposta militare" a un eventuale attacco nord-coreano, ha spiegato il comandante della Marina sud-coreana, Choi Young-chan. "Se il nemico lancia una provocazione sopra o sotto l'acqua, risponderemo immediatamente per seppellirli sott'acqua". Alle esercitazioni hanno partecipato la fregata Gangwon da 2500 tonnellate, una nave per i pattugliamenti da mille tonnellate, imbarcazioni ad alta velocita' e navi con missili teleguidati. Tra i mezzi mobilitati anche i caccia F-15K e gli aerei da trasporto Cn-235. Nelle giornate di giovedi' venerdi' prossimo sono, invece, previste esercitazioni congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud nelle acque sud-coreane.

Gli esercizi navali di oggi seguono le esercitazioni a fuoco vero di ieri che si sono concentrate sul test dei missili balistici da parte di Seul e sulla simulazione di attacchi al sito nord-coreano di Punggye-ri, dove Pyongyang conduce i suoi test nucleari. Per contrastare le provocazioni di Pyongyang, il Ministero della Difesa di Seul ha confermato oggi di valutare "tutte le opzioni militari disponibili", un riferimento implicito alla possibilita' di un ritorno delle armi nucleari strategiche statunitensi, ritirate negli anni Novanta, ma ha anche dichiarato che "non c'e' un cambiamento nel principio di denuclearizzazzione del nostro governo", come confermato dal portavoce del Ministero, Moon Sang-gyun. L'opzione militare si accompagna a un rinnovo della richiesta di dialogo da parte del governo sud-coreano.

"La proposta di dialogo rimane in piedi come lo era per i colloqui sull'allentamento delle tensioni militari le urgenti questioni umanitarie", ha confermato un funzionario all'agenzia Yonhap, nonostante l'ultimo test nucleare di Pyongyang. Nelle scorse ore, alla riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, gli Stati Uniti hanno appoggiato nuove sanzioni nei confronti di Pyongyang. A favore di nuove sanzioni anche il presidente sud-coreano, Moon Jae-in, e il primo ministro giapponese, Shinzo Abe. In un colloquio telefonico nella tarda serata di ieri, Moon ha parlato con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Dalla conversazione e' scaturito l'accordo "in linea di principio" per rimuovere le limitazioni di peso dei missili a disposizione di Seul. Nella conversazione telefonica e' emersa anche la possibilita' di una nuova vendita di armi ed equipaggiamenti militari statunitensi alla Corea del Sud per miliardi di dollari, secondo un comunicato della Casa Bianca.

Gli Usa potrebbero vendere alla SudCorea armi per miliardi di dollari

Usa potrebbero vendere a Sudcorea armi per miliardi di dollari Casa Bianca: accordo di principio fra Trump e Moon Washington, 5 set. (askanews) - Gli Stati Uniti potrebbero procedere alla vedita di "miliardi di dollari" di materiale militare alla Corea del Sud: lo ha reso noto la Casa Bianca, al termine di un colloquio telefonico tra il presidente Donald Trump e l'omologo sudcoreano Moon Jae-in. "Il presidente Trump ha dato il suo benestare di principio per l'acquisto da parte della Corea del Sud di equipaggiamento bellico e armamenti per un valore di diversi miliardi di dollari" si legge nel comunicato diffuso dalla Casa Bianca, in cui non si fornisce alcun dettaglio sulla natura dei contratti.

Nel corso del colloquio Trump e Moon hanno discusso "la grave minaccia rappresentata per il mondo intero dall'ultima provocazione della Corea del Nord", che due giorni fa ha effettuato un nuovo test nucleare; inoltre, è stato raggiunto un accordo per eliminare il tetto massimo di 500 chili per le testate missilistiche sudcoreane. Tra il 2010 e il 2016 Seoul ha acquistato dagli Stati Uniti materiale militare per 5 miliardi di dollari, secondo le stime dell'International Peace Research Institute di Stoccolma.

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