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Esteri
Pillola abortiva, la Corte Suprema blocca i divieti: ma i giudici sono divisi
La Corte Suprema a Washington

La Corte Suprema blocca le restrizioni sulla pillola abortiva, ma due giudici non sono d'accordo

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha bloccato le restrizioni imposte all’uso della pillola abortiva. La decisione, molto attesa, è arrivata a Washington. La disposizione rappresenta una vittoria per il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, che si era opposto al divieto di accesso alla pillola. I giudici, in un breve testo, hanno accolto la richiesta d’urgenza del dipartimento Giustizia e della casa farmaceutica DancoLaboratories, produttrice del mifepristone, lo steroide usato per l’interruzione di gravidanza, respingendo la decisione del giudice conservatore del Texas Matthew Kacsmaryk. E’ la prima vittoria per i sostenitori del diritto all'aborto, da quando l’anno scorso la Corte Suprema ha soppresso a livello federale il diritto all’interruzione di gravidanza, stabilito nel 1973.

Dei nove giudici della Corte Suprema degli Stati Uniti, due hanno espresso pubblicamente parere contrario al mantenimento dell’accesso alla pillola abortiva: sono i conservatori Samuel Alito e Clarence Thomas. Al momento non è chiaro se la votazione finale è stata di 7 a 2. Tecnicamente la decisione potrebbe essere passata anche per 5-4. In questo caso altri due giudici potrebbero essere stati contrari ma non avrebbero reso pubblica la loro posizione. La Corte è formata da sei giudici conservatori e tre progressisti.

Biden applaude l'ok alla pillola abortiva: "La battaglia continua"

“Per decisione della Corte Suprema il mifepristone resta disponibile e riconosciuto come sicuro e efficace mentre noi continueremo questa battaglia nei tribunali”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, commentando la decisione della Corte Suprema che ha confermato il diritto all’accesso alla pillola abortiva, respingendo la richiesta di un giudice del Texas. “Io - ha aggiunto Biden - continuerò a contrastare questo attacco politicizzato alla salute delle donne. Ma sia chiaro, il popolo americano deve continuare a usare il proprio voto per avere voce, e eleggere al Congresso chi approverà una legge che reintrodurrà le protezioni garantite dalla Roe v. Wade”, cioè la sentenza che nel 1973 riconobbe il diritto all’interruzione di gravidanza.

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