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Esteri
Rimpasto al Cremlino, "Putin è entrato in economia di guerra". L'intervista
Putin e Shoigu (LaPresse)

Rimpasto al Cremlino, "Putin è entrato in economia di guerra". L'intervista

La Russia col rimpasto di governo entra definitivamente in economia di guerra. Questa la vera notizia importante del cambio della guardia al Ministero della Difesa che ha fatto uscire dai ranghi dopo dodici anni Sergej Shoigu. Dopo l'era degli ultranazionalisti è giunta quella dei tecnocrati chiamati a governare un'economia mobilitata appieno a seguito della prolungata avventura ucraina. Sul tema discutiamo con l'analista geopolitico specializzato in questioni post-sovietiche Emanuel Pietrobon, tra i coordinatori del progetto Masirax. Il quale segnala come Vladimir Putin stia preparando il futuro del potere plasmando una elite di tecnocrati non ideologici ma fedelissimi e dinastie di uomini forti. "Shoigu non viene licenziato e resta un fedelissimo. Ma la Russia ora è entrata in una vera e propria economia di guerra". L'intervista

Pietrobon, in che contesto matura il rimpasto di Putin?

"Il rimpasto di governo e in particolare la svolta nel complesso militare-securitario della Russia avviene all'interno di due contesti. Il primo è la rielezione di Putin alla presidenza, fatto scontato che comunque ha spianato la strada ad un rimescolamento di carte nell'esecutivo, tra conferme, promozioni e declassamenti. Poi c'è il contesto del repulisti all'interno del complesso militare-securitario russo. In quest'ottica la partenza di Shoigu va letta come una partenza mascherata con la classica tecnica della maskirovka russa: Shoigu non viene licenziato, ma spostato a un altro ruolo al Consiglio di Sicurezza Nazionale. Resta un fedelissimo e per quanto ci siano stati screzi con Putin evidenziati dalla faida con Prigozhin, non ha mai tradito il presidente, anche se ha gestito abbastanza male il conflitto"

La Difesa usciva da una fase critica di scandali e malversazioni....

"Shoigu è stato colpito dalle inchieste per corruzione che hanno macchiato l'immagine della Difesa russa. Non è ancora chiaro se sia coinvolto o quanti suoi diretti collaboratori abbiano approfittato delle commesse, ma qualcosa è successo e il Ministero della Difesa, divenuto un'enorme macchina da soldi, chiedeva una gestione più oculata. La Difesa vale il 7% del Pil russo e ci sono state diverse malversazioni, comprese commesse mai arrivate in Ucraina e finite sul mercato nero per miliardi di dollari"

Il nuovo ministro è Andrej Belousov, vicepremier e tecnocrate: che profilo darà alla Difesa?

"Fuori Shoigu, dentro Belousov, altro fedelissimo di Putin. Uomo che non viene dai ranghi della Difesa, come del resto nemmeno Shoigu, che non era generale dell'esercito. Nella Russia contemporanea la Difesa è sempre stata gestita come un grande business. La gestione Shoigu si conclude in maniera confusa e viene succeduta da una guidata da un attento osservatore di questioni internazionali, tanto che ha un'intera squadra di consiglieri sul tema a sua dipendenza che gli offre briefing continui su diversi scenari con un grande focus sulla Cina, e con una formazione specifica nella gestione dell'economia. Belousov è un economista, un tecnocrate chiamato a mettere a posto i conti della Difesa, e non solo..."

A cosa pensa?

"Penso all'Africa Korps russo, all'esercito privato di Gazprom, a altri corpi paramilitari che riferiscono alla Difesa e vanno organizzati. La vera notizia non riguarda solo Shoigu, ma il fatto che il rimpasto segnala che la Russia è entrata in una vera e propria economia di guerra, subentrata alla modalità di "economia di resistenza" precedentemente applicata. Serviva un uomo che modificasse la gestione di questa macchina da soldi orientandola per essere non la pompa di benzina di pochi ma un fattore di creazione di valore. La Russia è il Paese più sanzionato dalla storia, ha bisogno di entrate e di una gestione virtuosa dell'economia in tempo di guerra. Qui entra in scena Belousov"

Shoigu sostituirà Nikolaj Patrushev, falco ultranazionalista, alla guida del Consiglio di Sicurezza Nazionale russo. Quest'ultimo entra nei ranghi del Cremlino come consigliere diretto del Presidente Putin. Come si spiegano questi giri di poltrona? Risulta corretto definire come "purgato" anche Patrushev?

"La questione Patrushev è interessante. A lungo è stato l'uomo più influente di Russia dopo Putin su determinate questioni strategiche: ex ufficiale dei servizi, profondo conoscitore delle dinamiche internazionali, sussurra all'orecchio di Putin da tempo. Non poteva essere purgato ed è tornato consigliere del Cremlino. I suoi figli stanno facendo carriera, tanto che nell'ultimo rimpasto Dmitrij, suo figlio, è divenuto vicepremier. L'altro figlio è il capo della strategia russa per lo sviluppo infrastrutturale dell'Artico. Mica male per i figli di chi era ritenuto un purgato. La realtà dei fatti è che Patrushev è il Kissinger di Putin e ora il suo ruolo è noto al mondo. Non ha più bisogno di essere a capo di un organo inconcludente come il Consiglio di Sicurezza Nazionale. L'ascesa di Dmitrij nel governo segnala che sta iniziando la crescita di potere dei figli degli uomini forti di ieri, i cosiddetti siloviki. Una tendenza destinata a rafforzarsi nel tempo"






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