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Esteri
Russia, armi nucleari e soldati nell'artico. La Guerra Fredda non è finita
La Presse

Sono passati anni ma la guerra fredda fra Russia e Usa è finita solo in apparenza. Convenienze politiche e commerciali, nuove rotte marittime nell'artico dovute al surriscaldamento globale, test di nuove armi nucleari, sono lo scenario attuale che vede contrapposti i due stati.
Il palcoscenico è la zona intorno allo stretto di Bering. Gli attori sono i militari russi da un lato e quelli Usa dall'altro. Come buona usanza della storia geopolitica dell'ultimo secolo.
Secondo quanto si apprende, Mosca avrebbe deciso di ampliare in modo corposo la sua presenza nella zona dell'Artico, soprattutto nell'area priva di ghiaccio, situata nella zona più estrema del confine occidentale. Non una provocazione verso Washington, ma un dato di fatto.

Inoltre, starebbe costruendo magazzini militari sotterranei in grado di contenere droni subacquei e altre armi al momento sconosciute.
In silenzio Mosca starebbe ammassando nell'area migliaia di militari e armamenti. In netto anticipo sugli Usa che da quelle parti, quindi nelle coste dell'Alaska, non hanno mai avuto una gran presenza militare. Almeno non fissa.

In ogni caso, è partita in fretta e furia l'analisi di ciò che sta accadendo nella zona. Esperti militari americani, infatti, hanno espresso particolare preoccupazione per la presunta presenza di un'arma, il siluro Poseidon 2M39, ritenuta una vera e propria super arma. Il progetto del missile in questione gode di grande attenzione a Mosca tanto che il presidente Putin spesso richiede di essere aggiornato sullo sviluppo dei lavori in corso. E da quanto trapela dagli analisti militari Usa, i test sarebbero già a buon punto, in una fase chiave insomma. La partita fra i due colossi si gioca anche a colpi di spionaggio e controspionaggio con i satelliti che fanno i protagonisti.

Questo siluro invisibile è senza pilota, alimentato da un reattore nucleare e sarebbe stato progettato dai russi per aggirare le difese costiere sul fondo del mare. Il dispositivo ha lo scopo di fornire una testata di più megatoni, secondo i funzionari russi, causando onde radioattive che renderebbero inabitabili per decenni aree della costa bersagliata. Un'arma letale. Talmente tanto moderna da riuscire a inondare le città costiere degli Stati Uniti con tsunami radioattivi.

Ed è già partita la corsa delle intelligence internazionali per la ricerca di informazioni riguardo i nuovi armamenti di Mosca. I norvegesi, ad esempio che sembrano molto lontani dalla zona interessata ma non lo sono affatto, sostengono che queste sono nuove armi nucleari molto potenti e che il solo averle potrebbe essere usato come deterrente verso qualsiasi tipo di minaccia.
Intanto, però, i militari russi continuano ad ammassarsi nella zona. E con loro portano i materiali per la costruzione di basi e nuove caserme. Inoltre, avrebbero già ampliato anche alcuni aeroporti strategicamente posizionati nell'area.

Va ricordato che con il riscaldamento globale la zona del stretto di Bering potrebbe divenire un passaggio commerciale strategico da e per l'Asia e il suo controllo favorirebbe una supremazia economica non indifferente.
Dal canto loro gli Usa, forse presi un po' in contropiede anche perché non hanno mai dato un vero peso militare alla zona, sono corsi subito ai ripari inviando nell'area, ma stando a debita distanza, truppe e bombardieri B-1 Lance.

Ovviamente la Russia non può svelare ciò che sta facendo. Ma non può nemmeno sottrarsi alla presenza dei satelliti che inviano immagini h24. Quindi, per non dare troppo nell'occhio ha deciso di effettuare manovre militari delle durata di alcune settimane proprio nella zona di tensione. Un'azione legittima di un Paese sovrano nel suo territorio. A breve quindi si dovrebbero vedere manovre militari Usa e degli alleati al largo delle coste dell'Alaska. Perché una partita a scacchi si gioca così: una mossa a testa, fino allo scacco matto.

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