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Esteri
Russia, sanzioni fino al 2023 e stop all'oro. Ma sul gas sarà razionamento
Ursula Von Der Leyen & Vladimir Leyen

Ursula rincara la dose sulla Russia: "Pacchetto di sanzioni fino al 2023 e stop all'oro"

La brutale guerra della Russia contro l'Ucraina continua senza sosta. Pertanto, proponiamo oggi di rafforzare le nostre pesanti sanzioni dell'Ue contro il Cremlino, applicarle in modo più efficace ed estenderle fino a gennaio 2023. Mosca deve continuare a pagare un prezzo alto per la sua aggressione", lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

La Commissione europea ha introdotto in particolare il divieto di importazione dell'oro russo, e rafforzando nel contempo i controlli sull'esportazioni europee delle tecnologie a duplice uso. Il nuovo pacchetto ribadisce inoltre che le sanzioni dell'Ue non colpiscono in alcun modo il commercio di prodotti agricoli tra Paesi terzi e la Russia. Allo stesso modo, il testo chiarisce l'esatta portata di alcune sanzioni finanziarie ed economiche.  

Infine, si propone di prorogare di sei mesi le attuali sanzioni fino alla prossima revisione alla fine di gennaio 2023. Il pacchetto sarà ora discusso dagli Stati membri in sede di Consiglio in vista della sua adozione. “Le sanzioni dell'Ue sono dure e colpiscono forte. Continuiamo a prendere di mira coloro che sono vicini a Putin e al Cremlino. Il pacchetto di oggi riflette il nostro approccio coordinato con i partner internazionali, compreso il G7. Oltre a queste misure, presenterò anche proposte al Consiglio per aggiungere nella blacklist più persone ed entità". Lo afferma l'Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Josep Borrell, commentando il rafforzamento del pacchetto di sanzioni di Bruxelles contro Mosca. 

Ma il gas costa dieci volte di più e si va verso il razionamento

Ma intanto, come scrive il Fatto Quotidiano, il prezzo del gas è già aumentato di dieci volte e "lo spettro che si aggira per l’Europa è quello dell’interruzione dei flussi di metano da parte della Russia. Le nuove forniture internazionali negoziate nei mesi scorsi da Eni e dal governo Draghi (Algeria, Angola, Egitto, Libia, Mozambico, Qatar, Repubblica del Congo) non potrebbero nell ’immediato compensare un eventuale stop deciso da Vladimir Putin, al massimo attenuarlo. Per questo una misura da mettere immediatamente in campo è il razionamento", che Besseghini presidente di Arera chiama più positivamente “risparmio energetico”. Vale a dire: “Consumi controllati di energia elettrica e gas significano meno necessità di produzione e meno necessità di importare gas e materie prime”, ha spiegato il fisico valtellinese al Fatto Quotidiano.

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