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Sberna: “Von der Leyen dimentica la coesione”. A La Piazza aveva già indicato territori, competitività e fondi Ue come priorità

Il 27 agosto a Ceglie aveva messo fondi, aree interne e competitività tra le priorità. Ora torna sullo stesso punto

Sberna: “Von der Leyen dimentica la coesione”. A La Piazza aveva già indicato territori, competitività e fondi Ue come priorità
La Piazza 2026 – Antonella Sberna

La critica alla presidente della Commissione parte dalla coesione, uno dei temi che Antonella Sberna aveva già portato sul palco de La Piazza 2026. Dopo il discorso sullo Stato dell’Unione, la vicepresidente dell’Eurocamera torna su territori, competitività e peso dei Conservatori.

Il filo con l’intervento del 27 agosto: fondi europei, diritto a restare e peso dei Conservatori

La coesione torna al centro del giudizio di Antonella Sberna sull’Europa venti giorni dopo il suo intervento a La Piazza 2026. Il 27 agosto, a Ceglie Messapica, la vicepresidente del Parlamento europeo aveva inserito coesione e competitività tra i capitoli da difendere nel negoziato sul prossimo bilancio comunitario e aveva chiesto di non indebolire il rapporto con Regioni ed enti locali. Oggi usa lo stesso parametro per leggere il discorso sullo Stato dell’Unione 2026 pronunciato da Ursula von der Leyen a Strasburgo. “È stato un discorso nel quale abbiamo apprezzato alcuni obiettivi, sui quali proprio i Conservatori sono stati protagonisti, penso alla questione migratoria. Ma, guardando al futuro dell’Europa, dal discorso si è avvertita una grande assenza: la coesione”, dice Sberna ad Affaritaliani.

A La Piazza il ragionamento partiva dal futuro bilancio Ue 2028-2034. Sberna aveva sostenuto la necessità di semplificare l’architettura dei fondi europei senza ridurre il coinvolgimento delle amministrazioni territoriali e aveva collegato le risorse comunitarie alla possibilità di mantenere servizi, imprese e popolazione anche nelle aree più fragili. In quell’occasione aveva utilizzato l’espressione “diritto a restare”, riferendosi alla possibilità di costruire una famiglia e un futuro nel proprio territorio. È proprio su questa impostazione che insiste dopo l’intervento di von der Leyen. “Non possiamo costruire un’Europa forte lasciando ai margini territori, regioni, città, aree interne e isole, perché la forza dell’Europa passa dalla capacità di valorizzarli e tenerli insieme”. Per Sberna la crescita europea deve quindi evitare di aumentare le distanze tra le diverse aree dell’Unione e garantire alle persone la possibilità di continuare a vivere nei territori di origine.

Sul fronte della migrazione, invece, il giudizio è positivo. Von der Leyen ha annunciato un nuovo strumento europeo per affrontare situazioni di emergenza dopo la crisi di Ceuta, inserendo il tema tra le iniziative presentate nello Stato dell’Unione. Sberna attribuisce ai Conservatori un ruolo politico nel cambio di impostazione europeo sull’immigrazione.

Il collegamento con La Piazza riguarda anche gli equilibri politici a Bruxelles. Alla Kermesse Sberna aveva sostenuto che il maggiore peso di ECR potesse modificare le maggioranze su semplificazione e politiche considerate più aderenti alle richieste degli Stati membri. Aveva inoltre rivendicato per l’Italia un ruolo maggiore nella formazione delle decisioni europee rispetto al passato.

Nel giudizio sul discorso di oggi entra poi la competitività industriale. Sberna chiede interventi sul costo e sulla disponibilità dell’energia e valuta positivamente il principio della neutralità tecnologica, chiedendo che le diverse tecnologie possano contribuire all’indipendenza energetica europea. La distanza con von der Leyen resta invece sulla transizione ambientale. Sberna condivide gli obiettivi generali, ma contesta il percorso seguito dalla Commissione e sostiene che l’impostazione “rimane legata a un’impostazione ideologica del Green Deal, che per noi si è rivelata fallimentare”.

Coesione, competitività e maggiore influenza dei Conservatori erano già presenti nell’intervento del 27 agosto a La Piazza. Dopo lo Stato dell’Unione Sberna li utilizza per distinguere i punti che approva – a partire dalla migrazione – da quelli sui quali chiede alla Commissione un cambio di direzione.

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