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Esteri
The Serpent, il serial killer protagonista della serie Netflix torna libero
Charles Sobhraj, il serial killer al centro di "The Serpent", la serie tv di Netflix

Sobhraj, il serial killer "The Serpent" reso famoso da Netflix, torna in libertà

Lo chiamavano il serpente. E' stato uno dei più celebri serial killer degli ultimi decenni del secolo scorso, ma anche il protagonista di una seguitissima serie televisiva trasmessa su Netflix nel 2021, "The Serpent" appunto. Ora una sentenza clamorosa può rimetterlo in libertà, nonostante le tante famiglie che piangono ancora le sue vittime accertate e quelle su cui non c'è mai stata la prova definitiva che a ucciderli sia stata la sua mano o il suo veleno.

Charles Gurumukh Sobhraj Hotchand Bhawnani, truffatore e ladro di passaporto francese, che negli anni '70 ha predato i turisti occidentali che viaggiavano sulle tracce degli hippie in Asia meridionale. Era conosciuto anche come "il Killer del Bikini" per l'abbigliamento di molte delle sue vittime, turisti occidentali che volevano vivere l'era della liberazione dei costumi personali e sessuali nei suadenti lidi del Sud-Est asiatico. Fu poi chiamato "il Serpente", per "la sua abilità serpentesca di evitare l'individuazione da parte delle autorità".

La Corte Suprema del Nepal ha ordinato la scarcerazione di Charles Sobhraj. Secondo il portavoce del tribunale, Bimal Paudel, il decreto è stato emesso per motivi di età e di salute. Sobhraj, 78 anni, stava scontando una condanna all'ergastolo in una prigione nel sobborgo di Kathmandu di Bhaktapur per aver ucciso due turisti nel 1975, ma molti dei suoi presunti omicidi rimangono irrisolti. Un banco di due giudici della Corte Suprema ha ordinato al governo di rilasciarlo immediatamente e di deportarlo nel "suo Paese" entro 15 giorni, ha aggiunto il portavoce.

Le ragioni della sentenza che liberano The Serpent a un anno dalla serie Netflix

Sobhraj soffre di una malattia cardiaca e necessita di un'operazione a cuore aperto, ha dichiarato il tribunale. Nato a Saigon, nel Vietnam sotto amministrazione francese, Sobhraj è stato incarcerato per la prima volta a Parigi nel 1963 per furto con scasso, ma in seguito è stato accusato di aver commesso crimini in un elenco di Paesi: Francia, Grecia, Turchia, Iran, Afghanistan, Pakistan, Nepal, India, Thailandia e Malesia.

È anche evaso di prigione in diversi Paesi e la sua propensione a sfuggire alle autorità gli è valsa il soprannome di "Serpente". Secondo i suoi biografi, alla fine Sobhraj ha ammesso almeno 12 omicidi tra il 1972 e il 1976 e ne ha accennati altri agli intervistatori prima di ritrattare le confessioni in vista di ulteriori processi. Il numero reale delle sue vittime è sconosciuto. Nel 2014, un tribunale nepalese ha condannato Sobhraj per l'omicidio del turista canadese Laurent Carrière nel 1975, comminandogli una pena di 20 anni.

La serie di Netflix dello scorso anno lo ha portato di nuovo sulla bocca di tutti, prima di questa sentenza inattesa che di certo farà molto discutere. Anche perché lui non si è mai pentito. Descritto come "bello, affascinante e assolutamente privo di scrupoli", usò il suo aspetto e la sua astuzia per far progredire la sua carriera criminale e ottenere lo status di celebrità. Ha anche goduto della sua infamia. Sobhraj è stato anche oggetto di quattro biografie, tre documentari, un film indiano intitolato Main Aur Charles, prima della celeberrima serie di Netflix.

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