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Esteri

Arriva in Europa TikTok, con premi a chi guarda video e mette "mi piace"

Più guardi video e attiri utenti e più "guadagni". Quantomeno in Francia e Spagna, dove da mercoledì scorso è disponibile una nuova versione di TikTok, l'applicazione di video brevi controllata dal colosso cinese ByteDance. Questa nuova versione si chiama TikTok Lite ed è disponibile già dall'autunno del 2023 in Giappone e Corea del Sud, paesi dove la galassia degli influencer e dei contenuti a pagamento è particolarmente sviluppata. Ora il salto in Europa.

L'obiettivo di TikTok è chiaro: far collegare gli utenti ed espandere la propria rete. La ricompensa è in punti virtuali, poi convertibili in buoni di acquisto per Amazon. È stato predisposto un vero e proprio tariffario: 300 punti al momento dell'iscrizione. 150 punti dopo aver cliccato mi piace per tre video. Altri 150 punti per ogni 3 creatori di contenuti seguiti. Collegandosi ogni giorno e guardando almeno cinque minuti di video per 10 giorni consecutivi si arriva a guaddagnare 4500 punti. 

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Il valore massimo dei buoni accumulati si aggira intorno ai 500 euro. La nuova versione dell'app, un po' come accade con Facebook Lite, occupa peraltro meno memoria e anche per questo si pensa possa essere in futuro destinata a regioni del mondo con una connessione internet meno rapida. L'iniziativa potrebbe anche suscitare qualche dibattito, sostengono i media francesi. A Parigi e dintorni è già motivo di dibattito il tempo trascorso davanti agli schermi e utilizzando le app su smartphone, soprattutto per i più giovani.

La mossa per fare pressione contro ipotetici stop occidentali

Il lancio europeo è avvenuto in sordina, ma sembra rientrare in una strategia più ampia dell'azienda, volta a scoraggiare nuovi blocchi dopo le iniziative degli Stati Uniti, che hanno chiesto a Bytedance di vendere TikTok per evitare il divieto di utilizzo. Il disegno di legge è stato approvato dalla Camera dei Rappresentanti, ma il suo destino al Senato appare ancora incerto. Donald Trump si è peraltro opposto al ban di TikTok, dicendo che sarebbe un favore al rivale Meta, che lo "silenziò" dopo le elezioni del 2020 e l'assedio a Capitol Hill.

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TikTok è stata in realtà costituita nelle Isole Cayman e ha sede sia a Singapore che a Los Angeles. Possiede quattro entità con sede rispettivamente negli Stati Uniti, in Australia (che gestisce anche l'attività in Nuova Zelanda), nel Regno Unito (possiede anche filiali nell'Unione Europea) e a Singapore (possiede attività nel Sud-Est asiatico e in India).

Ma nel mirino dei parlamentari americani c'è la società madre, ByteDance, con sede a Pechino, di proprietà dei fondatori e degli investitori cinesi, ma anche di altri investitori globali e dei dipendenti C'è chi sostiene che esistano molteplici sovrapposizioni tra TikTok e ByteDance in termini di gestione del personale e sviluppo dei prodotti TikTok afferma che dal 2020 il suo amministratore delegato con sede negli Stati Uniti è responsabile delle decisioni importanti e ha minimizzato il suo legame con la Cina.

Da questo punto di vista, rendere l'app una fonte di "guadagno" anche per i semplici utenti e non solo i cosiddetti "content creator" (seppure in buoni acquisto e non in denaro) sembra rientrare nell'ambito di una "charm offensive", ovvero potremmo definirla "mossa seduttiva", destinata a legarci ulteriormente all'applicazione. E c'è chi pensa che potrebbe anche rappresentare una forma di pressione indiretta sui governi occidentali per evitare ipotetici o ulteriori stop. Non è un caso che, dopo l'approvazione alla Camera dei Rappresentanti americana, in un post su X l'azienda ha scritto: “Questa legislazione ha un risultato predeterminato: il divieto totale di TikTok negli Stati Uniti. Il governo sta tentando di privare 170 milioni di americani del loro diritto costituzionale alla libera espressione. Ciò danneggerà milioni di aziende, negherà un pubblico agli artisti e distruggerà i mezzi di sussistenza di innumerevoli creatori in tutto il Paese”.

Nel frattempo, è pronta a essere lanciata anche TikTok Notes, una nuova app per i post fotografici. Una sfida diretta alla statunitense Instagram.






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