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Esteri
Ucraina, Biden: “Niente F-16 a Kiev”. Mosca: "Xi Jinping qui in primavera"
Sergei Ravoz, l'ambasciatore russo in Italia

Armi all'Ucraina, Zelensky sprona gli alleati: "Bisogna reagire tempestivamente" 

Il conflitto tra Kiev e Mosca giunge ormai al suo 342esimo giorno. A tenere banco nel dibattito internazionale è l’invio di armi in Ucraina: gli Stati Uniti hanno chiarito che non invieranno i caccia F-16 a Kiev. Sulla stessa scia anche Ungheria e Austria: niente armi all'Ucraina. Budapest e Vienna vorrebbero prevenire l'escalation del conflitto in corso, ha dichiarato il ministro della Difesa ungherese, Kristof Szalay-Bobrovniczky, dopo i colloqui con la sua controparte austriaca Klaudia Tanner a Budapest.

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Mentre il presidente francese Emmanuel Macron non ha escluso la forniture dei velivoli militari alla resistenza ucraina. Così come la Polonia: il Paese sarebbe disposto a spingersi fino alla fornitura di caccia F-16, ha affermato Andriy Yermak, il consigliere più anziano di Kiev. Sullo sfondo il presidente ucraino Zelensky ha lanciato il suo appello, spronando gli alleati sull’invio di armi: "Le decisioni" prese dagli alleati "sono state buone, ma è fondamentale che le decisioni forti siano tempestive. È di grande importanza per noi reagire rapidamente", ha chiarito Zelensky. Intanto da Mosca il ministero degli Esteri russo ha annunciato la visita del presidente cinese Xi Jinping nel Paese nel corso del 2023, un evento "bilaterale" chiave per i rapporti diplomatici Mosca-Pechino. 

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Guerra Ucraina, Mosca annuncia la visita di Xi nel 2023 

Il ministero degli Esteri russo ha annunciato la visita del presidente cinese Xi Jinping in Russia nel corso del 2023. Come ha affermato il dicastero in un documento sui risultati della diplomazia di Mosca per il 2022 e le prospettive per l’anno corrente, questa visita sarà “l’evento chiave nelle relazioni tra Mosca e Pechino nel 2023”. Il ministero ha inoltre sottolineato che lo scorso anno, la Russia e la Cina “sono riuscite a coordinare le loro attività di politica estera al fine di mantenere la pace e la stabilità globale”, e hanno registrato una crescita significativa della cooperazione in ambito economico. “Ci impegniamo per portare le relazioni tra Russia e Cina a un livello più alto per il progresso bilaterale e per il beneficio reciproco dei nostri popoli”, ha concluso il ministero. Ma da Pechino la conferma non è ancora arrivata. 

Guerra Ucraina, no di Washington ai caccia

Il presidente Usa Joe Biden ha risposto "no" oggi a chi gli ha chiesto, in conferenza stampa, se gli Stati Uniti avrebbero fornito jet da combattimento F-16 all'Ucraina. La settimana scorsa Bidenaveva annunciato la decisione di inviare al Paese 31 carri armati Abrams. Poco dopo quell'annuncio, Yuriy Sak, consigliere del segretario alla Difesa ucraino, aveva detto di essere ottimista sulla possibilità di ricevere jet da combattimento occidentali, come gli F-16 americani.

Guerra Ucraina e armi a Kiev, il "muro" di Austria e Ungheria 

L'Ungheria e l'Austria non invieranno armi all'Ucraina e vorrebbero prevenire l'escalation del conflitto in corso, ha dichiarato il ministro della Difesa ungherese, Kristof Szalay-Bobrovniczky, dopo i colloqui con la sua controparte austriaca Klaudia Tanner a Budapest. Secondo quanto riporta la Tass, "la posizione dell'Ungheria è chiara: non spediamo armi nell'area del conflitto, perché vogliamo evitarne l'escalation, e la nostra posizione coincide con quella dell'Austria", ha detto Szalay-Bobrovniczky, sottolineando che i due ministri hanno discusso della situazione in Ucraina. "Anche l'Austria, che è neutrale, non spedisce armi dove si svolgono le ostilità". Da parte sua, Tanner ha dichiarato di considerare il rischio che il conflitto ucraino si riversi in Europa come il pericolo maggiore: "Non stiamo parlando solo di guerra convenzionale, ma anche di minacce non tradizionali, come la crescita della migrazione, esacerbata dalla guerra". 

Armi a Kiev, Macron "non esclude nulla" sui caccia 

"Nulla è escluso di principio" è invece la risposta del presidente francese Emmanuel Macron, a una domanda sull'ipotesi di inviare aerei da caccia a Kiev. Macron ha sottolineato tuttavia che qualsiasi decisione presume alcuni "criteri": una "domanda formulata" dall'Ucraina, che "non sia tale da produrre una escalation", né finalizzata "a colpire il territorio russo ma piuttosto a sostenere lo sforzo di resistenza". E infine, "che non vada a indebolire la capacità delle forze armate francesi".

Guerra Ucraina e armi a Kiev, dalla Polonia tank e 300mila uomini 

La Polonia invece sarebbe disposta a spingersi fino alla fornitura di caccia F-16, ha affermato Andriy Yermak, il consigliere più anziano del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Yermak ha detto che l'Ucraina ha avuto "segnali positivi" da Varsavia in un post su Telegram, anche se il primo ministro polacco è stato attento a sottolineare che il suo Paese avrebbe agito solo in consultazione con gli alleati della Nato. "Coordiniamo tutte le azioni volte a rafforzare le forze di difesa dell'Ucraina con i nostri partner della Nato", ha detto Mateusz Morawiecki nella conferenza stampa in cui ha annunciato l'intenzione di aumentare la spesa per la difesa del suo Paese al 4% del Pil, quando gli è stato chiesto dei jet. Secondo quanto scrive Repubblica Varsavia sarebbe quindi disposta a raddoppiare gli organici delle Forze armate, ordinando 500 carri di ultima generazione. 

Guerra Ucraina, l'attacco dell'ambasciatore russo Razov a Crosetto: "Dall'Italia ingiustizie e discriminazioni"

Nel frattempo l'ambasciatore russo in Italia, Serghei Razov, ha inviato una lettera aperta al ministro della Difesa, Guido Crosetto. "Egregio signor Ministro - si legge nella lettera pubblicata sulla pagina Facebook dell'ambasciata - il 30 gennaio ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera in cui, tra l’altro, ha affermato che l'Europa non deve chiudere le porte ai russi e percepire il popolo russo come un nemico. 'Non ho mai condiviso chiusure verso gli artisti, gli sportivi, la popolazione civile. Dobbiamo lasciare dei canali di dialogo aperti', ha detto. E ha aggiunto: 'Perché negare i visti ai cittadini russi? Sarebbe meglio che le persone venissero in Europa anche per ascoltare una voce diversa'. Concordiamo di rado - prosegue l'ambasciatore russo - con le Sue dichiarazioni e azioni soprattutto per quanto riguarda la fornitura di armi italiane all'Ucraina, ma credo che quasi tutti i cittadini russi sottoscriverebbero senza esitazione queste parole. Ma in che misura tali parole corrispondono alla realtà? Esaminiamo i fatti concreti. Chi è che sta riducendo le opportunità di contatto e di dialogo tra i popoli dei nostri paesi?".
"L’Italia - elenca Razov - continua a sequestrare immobili, proprietà e altri beni di uomini d'affari russi dichiarati 'oligarchi'. Su questa base, giuridicamente traballante, viene discriminata un'intera categoria di cittadini del nostro Paese che ha investito i propri capitali nello sviluppo dell'Italia". 

Guerra Ucraina, l'ambasciatore russo Razov: "Dall'Italia azioni ingiustificate"

"Con pretesti inverosimili e con la scusa della 'solidarietà' - scrive ancora l'ambasciatore - sono stati ingiustificatamente espulsi dall'Italia 30 dipendenti dell'ambasciata russa a Roma, persone che tanto si erano adoperate per sviluppare e rafforzare le relazioni bilaterali”. Inoltre "su iniziativa della parte italiana sono stati interrotti i collegamenti aerei diretti tra i nostri Paesi, riducendo così al minimo il turismo russo in Italia”.

“In Russia siamo abituati a giudicare in base ai fatti piuttosto che alle parole. E i fatti sono molto lontani dalle Sue parole, alla cui sincerità, pur volendolo, è difficile credere. Rispettosamente, S. Razov".

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