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Usa, 250 anni dalla Dichiarazione d’Indipendenza: ecco cosa accadde il 4 luglio del 1776

Oggi gli americani celebrano il 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza, la storia

Usa, 250 anni dalla Dichiarazione d’Indipendenza: ecco cosa accadde il 4 luglio del 1776

L’America compie 250 anni: la storia di quel 4 luglio che cambiò il mondo

Sono passati due secoli e mezzo da quel 4 luglio 1776, quando il Secondo Congresso Continentale riunito a Philadelphia approvò il testo destinato a cambiare la storia. Quel giorno nacquero ufficialmente gli Stati Uniti d’America, anche se la guerra contro la Gran Bretagna sarebbe proseguita ancora per sette anni, fino alla vittoria americana e al Trattato di Parigi del 1783.

Per comprendere l’importanza della Dichiarazione bisogna tornare agli anni precedenti la Rivoluzione americana. Le tredici colonie britanniche della costa orientale vivevano una crescente tensione con Londra. Dopo la Guerra dei Sette Anni, il governo inglese impose nuove tasse per finanziare il debito pubblico, senza concedere ai coloni alcuna rappresentanza nel Parlamento britannico. Nacque così uno degli slogan più celebri della storia politica: No taxation without representation. Per i coloni era inaccettabile essere tassati da un Parlamento nel quale non avevano alcun rappresentante. Le proteste aumentarono fino al celebre Boston Tea Party del 1773, quando alcuni coloni gettarono in mare un intero carico di tè della Compagnia delle Indie Orientali per protestare contro le politiche fiscali britanniche. La risposta di re Giorgio III fu durissima e contribuì ad alimentare il conflitto.

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La Dichiarazione d’Indipendenza

Nel giugno del 1776 il Congresso incaricò una commissione di redigere il documento che avrebbe sancito la separazione dalla Gran Bretagna. Il principale autore fu Thomas Jefferson, allora trentatreenne, affiancato da John Adams, Benjamin Franklin, Roger Sherman e Robert Livingston. La Dichiarazione venne approvata il 4 luglio. Nel preambolo compare una delle frasi più famose della storia: “Riteniamo che queste verità siano evidenti: che tutti gli uomini sono creati uguali e siano dotati dal loro Creatore di diritti inalienabili, tra i quali la Vita, la Libertà e il perseguimento della Felicità.”

Parole rivoluzionarie per l’epoca, destinate a influenzare il pensiero politico occidentale nei secoli successivi. Il documento elencava anche le accuse rivolte al sovrano britannico, ritenuto responsabile di aver violato i diritti dei coloni, e proclamava il diritto delle colonie a diventare “Stati liberi e indipendenti”.

La firma della Dichiarazione non pose fine al conflitto. La Guerra d’Indipendenza era già iniziata nell’aprile del 1775 e sarebbe durata fino al 1783. Determinante fu il sostegno della Francia, che intervenne militarmente contro la Gran Bretagna dopo la vittoria americana nella battaglia di Saratoga. La resa britannica arrivò nel 1781 a Yorktown, mentre il Trattato di Parigi del 1783 riconobbe ufficialmente l’indipendenza degli Stati Uniti. Pochi anni più tardi, nel 1787, sarebbe stata approvata la Costituzione americana, ancora oggi la più antica costituzione scritta in vigore.

Gli ideali e le contraddizioni

La Dichiarazione d’Indipendenza rappresenta uno dei testi fondativi della democrazia moderna, ma porta con sé anche profonde contraddizioni. Quando Jefferson scriveva che “tutti gli uomini sono creati uguali”, milioni di persone erano ancora schiave. Lo stesso Jefferson possedeva centinaia di schiavi nella sua piantagione in Virginia. Donne, afroamericani e popolazioni native erano esclusi dalla partecipazione politica. Sarebbero serviti quasi due secoli di lotte civili perché quei principi trovassero una più ampia applicazione. Nonostante questo, proprio quelle parole sono diventate il punto di riferimento dei movimenti per i diritti civili. Abraham Lincoln le richiamò durante la Guerra Civile; Martin Luther King le citò nel celebre discorso “I Have a Dream”, definendole una promessa che l’America doveva ancora mantenere.

Il 2026 rappresenta un traguardo storico. Le celebrazioni del Semiquincentennial – il duecentocinquantesimo anniversario – coinvolgeranno tutti gli Stati Uniti con migliaia di eventi, mostre, parate e iniziative culturali coordinate dalla Commissione America250. L’obiettivo dichiarato è ricordare non soltanto la nascita della nazione, ma anche il percorso che gli Stati Uniti hanno compiuto in due secoli e mezzo, tra conquiste democratiche, crisi, guerre e trasformazioni sociali. A 250 anni dalla firma della Dichiarazione d’Indipendenza, il 4 luglio continua a rappresentare il giorno in cui nacque un’idea politica destinata a cambiare il mondo: quella secondo cui il potere deriva dal consenso dei governati e i diritti fondamentali appartengono a ogni individuo. Un messaggio che, nonostante le sfide del presente, continua a essere al centro dell’identità americana.

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