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Esteri
Usa, anche nella ricca America la crisi comincia a mordere

Usa, inflazione in crescita e primi segnali di recessione

I centri commerciali delle medie città americane, spesso grandi, a volte occupano superfici di oltre 250 mila mq dove si posizionano circa 400/450 brand differenti. Dai negozi di moda come Primark, Ralph Lauren, H&M o di lusso (Gucci,Jimmy Choo, Bulkgari, Louis Vuitton,Cartier), ai grandi magazzini del peso di Bloomingdale's, per finire con business legati allo sport, alla casa o all’arredo. Intorno i grandi ipermercati come Costco ( quello delle confezioni gigantesche) e Walmart. Si trovano pure gommisti, meccanici, stazioni di servizio. Insomma un mondo di possibilità per fare quello che più piace agli americani, e cioè consumare.Nonostante le prime difficoltà per un’inflazione crescente e una sempre più vicina recessione i consumatori stanno continuando a comperare, forti dei soldi risparmiati nella pandemia e soprattutto garantiti da un vivace mercato del lavoro.

Usa, la disoccupazione solo al 3,5%

A questo proposito il tasso di disoccupazione è del 3,5%, il più basso degli ultimi 50 anni. Non a caso Joe Biden ha ripetuto più volte che “Abbiamo creato 10 milioni di posti di lavoro. La disoccupazione è al secondo tasso più basso nell'intera storia degli Stati Uniti”. I posti di lavoro, infatti, sono il doppio delle offerte disponibili rispetto ai disoccupati. Prima della pandemia il lavoro c’era e tanto , ora si è tornati a quei livelli. Il problema più grosso adesso è l’inflazione, dal 2% a quasi il 10%. Gli ultimi dati indicano un 8,2%. Durante la pandemia la Fed ha immesso liquidità. La domanda è aumentata ma l'offerta no. Poi la guerra in Ucraina si è riflessa sui prezzi del cibo (+13%),materie prime e petrolio. Secondo il Bureau of Labor Statistics gli aumenti si sono “spalmati “su tutti i prodotti alimentari. Uova (30,5%), latte (15,2%), pollo (17,2%), riso e pasta (15,9%). La benzina è cresciuta del 18% , l’elettricità del 15,5% e il gas del 33%.

Usa, la Fed è corsa ai ripari rialzando i tassi

La Federal Reserve ha immediatamente alzato i tassi di interesse con aumenti “mostre”. Jerome Powell, il presidente ha affermato che è disposto, pur di contenere l’inflazione a provocare una recessione se necessario. Azioni in calo e tassi aumentati si sono subito riflessi sui mutui. Le vendite di immobili sono crollate. I sondaggi per le elezioni di medio termine di novembre indicano che il problema più sentito dagli americani è l’economia (inflazione in testa) per il 26% poi, a distanza,  l'immigrazione (5%), l'aborto (5%), la criminalità, le armi da fuoco e i rischi per la democrazia. Secondo il sondaggio della CBS il 65% degli americani pensano che l’economia peggiorerà e ritengono Biden il responsabile principale. Il weekend del Thanks Giving Day (con il Black Friday) e le settimane del Natale saranno il banco di prova per capire quanto la crisi stia mordendo davvero. Peccato che, in ogni caso, arriveranno dopo le elezioni che, a detta dei sondaggi, non si presentano troppo favorevoli al Presidente in carica.

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