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Esteri
Venezuela, quasi una tonnellata di coca negli Usa. In manette 2 nipoti di Maduro

Si riaccende la tensione e l'imbarazzo diplomatico fra Usa e Venezuela. Già, perché a finire al centro di un pesante arresto per narcotraffico ad opera degli agenti della Dea americana sono stati i due nipoti del presidente del Venezuela Nicolas Maduro: Efrain Antonio Campo Flores e Francisco Flores de Freitas, legati al successore di Hugo Chavez da un rapporto di parentela per il tramite di Cilia Flores, influente first lady venezuelana che in passato è stata anche la legale dell’ex leader morto per tumore, ricoperto da incarichi di rilievo. 

I due sono stati arrestati ieri ad Haiti dalla locale polizia con l'accusa di voler immettere nel mercato statunitense oltre 800 chilogrammi di cocaina e le manette sono scattate prima che i due venezuelani si imbarcassero su un volo per New York dove sono passati sotto la custodia degli agenti Usa. Secondo il Wall Street Journal, che ha riportato la notizia, appariranno davanti ad un giudice federale della Grande Mela domani.

Per gli investigatori Flores e de Freitas hanno stabilito un contatto in Ottobre con un informatore della Dea che si è finto contrabbandiere. Durante il colloquio la coppia ha chiesto la collaborazione per organizzare il trasporto della partita di droga attraverso l’aeroporto sull’isola di Roatan. A questo incontro ne è seguito un secondo in Venezuela dove alcuni complici hanno portato un campione di coca, circa un chilogrammo per farla valutare. Un meeting filmato di nascosto dagli agenti statunitensi protagonisti dell’inchiesta. Quindi è stata preparata la trappola che è scattata a Port au Prince con l’aiuto della polizia locale.

Il blitz della Dea si inserisce in una più ampia offensiva giudiziaria lanciata dagli USA contro il Venezuela ritenuto uno degli snodi per il traffico di cocaina in arrivo dalla Colombia. Nel paese i network criminali - secondo le accuse statunitensi - hanno trovato complicità in ambienti militari e politici che hanno messo a disposizione strutture, piste, depositi per la "merce" diretta verso il Nord America o l’Europa. Uno dei filoni investigativi ha coinvolto anche il presidente dell’Assemblea Nazionale Diosdado Cabello. Intenso il movimento di aerei (dai piccoli Cessna a velivoli più grandi) acquistati dai criminali per trasferire la coca, un flusso che gli Usa hanno cercato di contrastare con decisione. Battaglia giudiziaria che si è sovrapposta allo scontro diplomatico tra i due paesi.

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