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Esteri
Zelensky dal pulpito Onu: "Dovete fare di più". E attacca il veto di Mosca
Vladimir Zelensky all'Assemblea Generale dell'ONU

Zelensky tuona all'Onu: "Dovete fare di più per la pace. Mosca detiene un seggio illegalmente"

Il presidente Zelensky è impegnato nel Consiglio di sicurezza dell’Onu, che ha indetto una sessione dedicata all’Ucraina, alla presenza del ministro degli esteri russo Sergej Lavrov. Dall’inizio della riunione la Russia ha sollevato alcune questioni procedurali, contestando la decisione di lasciare il primo intervento di apertura al presidente ucraino – a capo di uno Stato non membro  dell’organo Onu – invece che ai quindici, come da protocollo.

Il premier albanese Edi Rama, presidente di turno del Consiglio di sicurezza dell'Onu, non ha accolto però l’obiezione russa e Zelensky ha potuto aprire il dibattito come previsto. “L’Onu può fare di più per la pace” dichiara il presidente dell’Ucraina, argomentando sull’aggressione della Russia “che per qualche motivo è ancora presente qui al Consiglio di sicurezza Onu e detiene il seggio illegalmente", lamenta Zelensky. "La maggior parte del mondo riconosce la verità su questa guerra. Ci sono stati 574 giorni di dolore, perdite e lotta", dall’inizio dell’invasione, in cui Mosca ha ucciso almeno "decine di migliaia di ucraini e trasformato milioni in rifugiati".

Guterres difende la posizione di Zelensky: "Mosca ha violato la Carta e si è macchiata di crimini indicibili"

Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha prontamente dato seguito alle dichiarazioni di Zelensky definendo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia una “chiara violazione della Carta delle Nazioni Unite” e rimarcando i crimini ‘scioccanti’ perpetrati da Mosca: “Sono state documentate prove di diffuse violazioni dei diritti umani, comprese violenze sessuali legate al conflitto, detenzioni arbitrarie, esecuzioni sommarie, per lo più da parte della Russia, e il trasferimento forzato di civili ucraini, compresi i bambini, nel territorio sotto il controllo russo o in Russia” ha spiegato il segretario generale, aggiungendo: “Questi documenti sono vitali per chiedere conto della responsabilità, fondamentale per tutte le violazioni dei diritti umani", ha aggiunto. E poi: “Questa guerra sta già causando sofferenze infinite, la sua prosecuzione rischia una ulteriore escalation pericolosa. Non c'è alternativa al dialogo, alla diplomazia e ad una pace giusta” Da qui il monito improrogabile affinché i russi cessino immediatamente i propri attacchi contro i civili.

Zelensky ha rilanciato poi esponendo il suo piano di pace: “Il completo ritiro delle truppe russe, compresa la flotta del Mar Nero e le forze mercenarie e paramilitari, da tutto il territorio nazionale ucraino riconosciuto dalla comunità internazionale, quindi compresa la Crimea”. Questa la richiesta del presidente ucraino, con toni fermi e proposizione “non negoziabile”.

Consiglio sicurezza Onu, il rappresentante russo sbeffeggia Zelensky: "Non è il palcoscenico per lo show di stand-up di un attore"

La Russia, dal canto suo, ha replicato tramite il proprio rappresentante permanente all’Onu, Vasily Nebenzia, definendo uno «show» la riunione in corso del Consiglio di Sicurezza in cui è intervenuto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. "L’ordine di lavoro dell’organizzazione viene violato per compiacere una delegazione", ha dichiarato il diplomatico nel suo intervento. "Si cerca di trasformare il Consiglio di Sicurezza Onu nel palcoscenico per lo show di stand-up di un attore", ha denunciato riferendosi al passato da comico di Zelensky, chiosando “non siamo contrari alla partecipazione del presidente ucraino ma ciò deve avvenire secondo le regole”.

E a proposito di regole, l'intervento irriverente del delegato russo serve un assist al presidente ucraino che rincara la dose: “È il potere di veto nel Consiglio di Sicurezza Onu, posseduto da pochi paesi e male usato dalla Russia, che blocca l’Onu”, ricordando che la sua nazione “difende coraggiosamente la propria indipendenza e ha bisogno di aiuto e deve affidarsi al proprio esercito, e deve considerare il proprio esercito la propria linea di difesa, non la carta Onu”. Per questi motivi, Zelensky ha chiesto che chiesto che l’assemblea generale, oltre a togliere il potere di veto a Mosca, la destituisca dal consiglio, diversamente “è impossibile fermare la guerra con il veto dell’aggressore”. 

Secondo il presidente ucraino infatti “ogni adesione al Consiglio di Sicurezza dovrebbe essere sospesa quando un Paese che ne fa parte ricorre all’aggressione per attaccare un altro Paese", ha concluso Zelensky. 

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