Esteri
Zelensky sente i Volenterosi. “Per ricostruire serviranno 800 miliardi” - Ucraina, tutto pronto per il vertice con Trump - Nuovo scandalo corruzione scuote Kiev
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky domenica sarà ricevuto dal presidente americano a Mar-a-Lago, in Florida

Ucraina, nuovo scandalo corruzione scuote Kiev: alcuni deputati incriminati per aver venduto voti
L'Agenzia per la lotta alla corruzione in Ucraina (Nabu) ha incriminato diversi deputati di aver venduto i loro voti alla Verkhovna Rada e ha disposto perquisizioni di uffici dei gruppi parlamentari che sono state in un primo momento bloccate dalle forze di sicurezza, in un nuovo caso destinato a fare scalpore dopo l'inchiesta per l'appropriazione indebita di circa 100 milioni di dollari nel settore dell'energia che ha toccato il braccio destro di Volodymir Zelensky, Andryi Yermak, costringendolo alle dimissioni, così come due ministri. L'inchiesta ha portato alla luce "un gruppo della criminalità organizzata di cui fanno parte anche alcuni deputati" che "hanno sistematicamente ricevuto vantaggi illeciti per votare alla Rada".
La Nabu ha denunciato che "ostacolare le azioni di una inchiesta costituisce una violazione diretta della legge". La Nabu è stata creata nel 2014, su pressioni dell'Ue e degli Usa. Ha poteri di inchiesta e il direttore è nominato dal consiglio dei ministri. La scorsa estate il governo aveva cercato di privare l'agenzia della sua indipendenza, portando il controllo delle attività sotto l'egida del procuratore generale che risponde a Zelensky ma era stato bloccato dall'ondata di proteste che questa proposta aveva generato.
Ucraina: raid anticorruzione in uffici deputati, 'accettate tangenti in cambio voti'
L’agenzia anticorruzione ucraina (Nabu) ha accusato diversi deputati di aver accettato tangenti in cambio del loro voto in Parlamento, portando alla luce un nuovo scandalo che scuote Kiev mentre il presidente Volodymyr Zelensky è in viaggio verso gli Stati Uniti, dove domani incontrerà Donald Trump. Il Nabu ha riferito su Telegram di aver "smantellato un gruppo criminale organizzato che comprende membri attuali della Rada", i quali "ricevevano sistematicamente vantaggi illeciti per votare". Secondo l’agenzia, gli investigatori hanno tentato di perquisire uffici di comitati parlamentari nella capitale, ma sarebbero stati bloccati dalle forze di sicurezza. "Ostacolare le attività investigative costituisce una violazione diretta della legge", ha avvertito il Nabu, senza precisare se nell’ambito dell’inchiesta siano già stati effettuati arresti.
Zelensky: “Con gli Usa lavoriamo alla ricostruzione, serviranno fino a 800 miliardi”
"Stiamo lavorando con gli Stati Uniti sulla tabella di marcia per la prosperità dell'Ucraina. La nostra visione, insieme agli Stati Uniti, si estende fino al 2040, comprendendo gli elementi chiave di un accordo sugli investimenti e sulla prosperità futura. Gli aspetti e le direzioni principali sono i nostri obiettivi nazionali, l'aspettativa di vita, il ritorno dei rifugiati, il Pil pro capite, i nuovi posti di lavoro, le garanzie di sicurezza e, infine, l'accesso ai mercati e l'adesione all'Unione Europea. Abbiamo obiettivi e strategie per la stabilità macroeconomica. Stimiamo che la ricostruzione richiederà circa 700-800 miliardi di dollari". Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Ciò che è importante è avere una visione condivisa con gli Stati Uniti, che istituiranno diversi fondi. Ci saranno un Fondo per la costruzione dell'Ucraina, una piattaforma di investimenti sovrani dell'Ucraina, un Fondo per lo sviluppo dell'Ucraina e un Fondo per la crescita e le opportunità dell'Ucraina. Intendiamo continuare a sviluppare il Fondo di investimento per la ricostruzione tra Stati Uniti e Ucraina. I gruppi negoziali stanno anche discutendo questioni relative al Fondo per il capitale umano e al sostegno ai rimpatri", ha spiegato.
Ucraina: Zelensky a Halifax: colloqui con Carney e leader Ue
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ad Halifax, in Canada: incontro con il premier Mark Carney e conversazione telefonica congiunta con i leader europei. E' una tappa intermedia prima del faccia a faccia di domani con il presidente americano Donald Trump a Mar-a-Lago. Successivamente i leader Ue saranno informati dei risultati del vertice con il capo della Casa Bianca.
Ucraina: Carney, 'ci sono condizioni per accordo ma necessario Mosca sia disposta a cooperare'
Il Premier del Canada, Mark Carney, accogliendo Volodymir Zelensky, che si è fermato in Canada per incontrarlo sulla strada della Florida, dove domani incontrerà Donald Trump, ha sottolineato che per arrivare a un accordo di pace per l'Ucraina è necessaria "una Russia disposta a cooperare". "Abbiamo i mezzi e la possibilità di arrivare a una pace giusta e duratura in Ucraina, ma questo richiede una Russia disposta a cooperare", ha affermato, condannando "la barbarie" di cui siamo stati testimoni questa notte, con i raid massicci delle forze di Mosca su Kiev.
Guerra Ucraina, svolta o rottura? Zelensky da Trump con l’accordo “quasi fatto”, Mosca minaccia lo stop
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky domani sarà ricevuto dal presidente americano a Mar-a-Lago, in Florida, nell'incontro che potrebbe portare all'ulteriore definizione del piano di 20 punti per porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia. "L'accordo è fatto al 90%", dice il leader di Kiev mostrando fiducia.
"Lui non ha nulla fino a quando l'approvo io", la replica gelida di Trump a Politico. "Vedremo quello che ha", aggiunge il presidente americano, esprimendo comunque la convinzione che "andrà bene con lui" nel meeting di domani. "Credo che andrà bene con Putin", aggiunge il tycoon, che evidentemente intende parlare "presto con il presidente russo. A Mar-a-Lago si parlerà di due temi centrali: i territori e le garanzie di sicurezza.
Il nodo è rappresentato dal Donbass, che la Russia ritiene obiettivo prioritario pur controllando solo il 70% della regione del Donetsk. L'Ucraina, che sinora si è opposta a sacrifici territoriali, non direbbe 'no' alla creazione di una zona smilitarizzata: le forze di Kiev si ritirerebbero da un'area definita se quelle di Mosca facessero lo stesso. Per l'Ucraina, in caso di stop alla guerra, sono vitali le garanzie di sicurezza: serve un meccanismo complessivo, sostenuto da Usa ed Europa, che cancelli il rischio di nuovi attacchi russi in futuro.
Zelensky fa il punto
Zelensky ritiene che l’accordo con gli Usa, articolato in 5 documenti, sia stato perfezionato quasi del tutto: "Siamo ad un livello superiore, ora serve un negoziato tra presidenti. Vogliamo concludere il più rapidamente possibile, ecco perché conto su questo meeting. Molto potrà essere deciso prima di Capodanno. Il nostro compito è garantire che tutto sia pronto al 100%: non è facile e nessuno dice che si arriverà al 100% immediatamente. Ma ogni incontro ci può avvicinare all'obiettivo".
A Kiev stanno a cuore in particolare le garanzie di sicurezza per lo scenario post-guerra: "Ci sono questioni tecniche da approfondire". Fumata bianca a portata di mano sulla struttura e le dimensioni dell'esercito ucraino: si ipotizzano 800mila uomini in tempo di pace. "Per quanto riguarda le forze armate, ciò che è attualmente previsto nei nostri accordi ci soddisfa. Il numero delle forze armate fissato ci soddisfa, poiché per noi costituisce garanzie di sicurezza. E la parte americana ci ascolta", dice Zelensky.
Il referendum
Zelensky intende far ricorso ad un referendum per ottenere l'approvazione del piano, rivela Axios. La consultazione, però, avrà luogo se la Russia dirà sì ad una tregua di almeno 60 giorni. Il presidente ucraino sottolinea i progressi compiuti nel dialogo con Washington. Gli Stati Uniti, nonostante le modifiche apportate all'originale piano di Trump, sono orientati a chiedere sacrifici territoriali all'Ucraina, soprattutto per quanto riguarda il Donbass. Il tema rappresenta il nodo centrale dei negoziati.
Per gli Usa, la disponibilità di Kiev a organizzare un referendum costituisce un passo avanti rilevante: l'ipotesi prospettata da Zelensky viene interpretata come un'apertura a cessioni territoriali, che non verrebbero escluse in maniera categorica. Il presidente ucraino, in ogni caso, non sottovaluta i problemi logistici e di sicurezza legati all'organizzazione del voto: "Due mesi di tregua sono il minimo. Meglio non tenere un referendum che organizzarne uno in cui la gente non ha la possibilità di votare".
Quanto dura l'accordo?
Tra gli argomenti da discutere in Florida c'è la durata complessiva dell'intesa. Per Washington, l'accordo dovrebbe durare 15 anni con possibilità di rinnovo: "Credo servano più di 15 anni", la posizione di Zelensky. Ucraina e Stati Uniti, in ogni caso, dovrebbero sottoporre gli accordi al voto dei rispettivi organi legislativi per la ratifica. Sul tavolo, a Mar-a-Lago, anche l'accordo economico tra i due paesi: "Siamo solo alle bozze basilari", ammette Zelensky.
Prima dell'incontro di domenica, il presidente ucraino dovrebbe avere contatti con i leader europei. Il presidente ucraino ha avuto colloqui già nella giornata di ieri, in particolare con il cancelliere tedesco Friedrich Merz e con il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Non è escluso che anche Trump tenga colloqui telefonici con il Vecchio Continente".
Mosca pronta a bocciare il piano di Kiev
Da Mosca, però, arrivano segnali negativi. L'architettura dell'accordo "differisce radicalmente" da quello che la Russia sta negoziando nelle ultime settimane con Washington, dice il vice ministro degli Esteri russo, Sergei Riabkov. "Sappiamo che questo" nuovo "piano, se questo può essere chiamato piano, differisce radicalmente con quello di 27 punti a cui stiamo lavorando con la parte americana nelle ultime settimane, dall'inizio di dicembre", dice in un'intervista alla televisione statale russa.
"Senza una soluzione adeguata ai problemi che sono la fonte principale di questa crisi non sarà possibile arrivare ad un accordo finale", aggiunge ancora il vice ministro russo, sottolineando anche che "le tempistiche artificiali" non favoriscono l'accordo.
