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Expo/ Maroni: "Faremo causa ai centri sociali"

"Non possiamo costringere i commercianti milanesi a fare causa ai centri sociali. Lo faremo noi". Il presidente lombardo Roberto Maroni, riferendosi ai danni nel centro di Milano causati dalle tute nere durante il corteo No Expo del Primo Maggio, annuncia la linea dura e precisa: "Non abbiamo abbandonato i negozianti" aggiunge e ricorda che la Regione Lombardia "ha stanziato 1,5 milioni di euro per risarcire i danni". E ha concluso: "Mi auguro che non succeda più quello che è successo e che ministero dell'Interno, e prefettura in particolare, sappiano prevenire le azioni vandaliche a cui, purtroppo, abbiamo dovuto assistere".

Le cinque tute nere - tre uomini e due donne - che si trovano nel carcere di San Vittore saranno interrogate lunedì mattina dal gip Donatella Banci Buonamici che dovrà decidere se convalidare gli arresti ed emettere la misura della custodia cautelare in carcere, come ha chiesto il pm Piero Basilone. Sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale aggravata dall'uso di armi improprie (mazze ferrate, bastoni e pietre) e dal numero di persone. Tra loro ci sono una donna di 42 anni, H. P., nata in Germania ma residente in città, con precedenti per furto e droga e un'altra di 33 anni, milanese, con un precedente per resistenza a pubblico ufficiale. Ci sono poi un 23enne di Rozzano (in provincia di Milano) che lavora come commesso ed è incensurato. Incensurati sono anche gli altri due: un 27enne lodigiano e un 32enne di Alessandria. L'inchiesta della Procura continua: attraverso le immagini delle telecamere si spera di arrivare all'identificazione dei responsabili della devastazione del Primo Maggio.
 
Quattordici greci sotto accusa. Secondo gli investigatori potrebbero aver fatto parte del blocco nero. Sabato sono stati fermati in via Washingotn vicino a una casa occupata e sottoposti al test del Dna per compararlo con quello presente sulle mazze, sui caschi e sulle molotov sequestrate. Dopo essere stati identificati e denunciati sono stati espulsi. Al momento, l'indagine conta più di una trentina di indagati per vari reati, tra cui devastazione, resistenza e porto di armi improprie. Cinque francesci, invece, sono stati fermati a Genova. Sono stati trovati in possesso di tute nere, maschere, cartine di Milano e indirizzi di riferimento.
 
Una marea di tute colorate per lavare via lo scempio di quelle nere. Un richiamo per tutta la città, 'Nessuno tocchi Milano' porta in piazza decine di migliaia di persone, gli organizzatori dicono 15mila, ma c'è chi giura che a colpo d'occhio sono anche di più. E' il popolo di chi si rimbocca le maniche e vuole cancellare i segni della devastazione. Pulizie materiali sui muri, sulle vetrine e per le strade. E pulizie simboliche, perché la città dell'Expo è altro dal triste spettacolo visto il primo maggio in centro.

Tute colorate, soprattutto bianche e azzurre. Così i milanesi sfilano per le vie del centro accogliendo l'invito del sindaco Giuliano Pisapia alla manifestazione 'Nessuno tocchi Milano' come risposta agli incidenti del primo maggio. Il corteo - al quale partecipano migliaia di cittadini, tantissimi bambini - parte da piazzale Cadorna e imbocca via Carducci, ripercorrendo a ritroso il percorso dei black bloc che nel giorno dell'inaugurazione dell'Expo hanno devastato la zona. Durante il tragitto, tra gli applausi di molte persone sul marciapiede o affacciate alle finestre, vengono ripulite le scritte dai muri e viene rimesso in ordine quanto lasciato ancora da sistemare. In testa al corteo il sindaco Giuliano Pisapia con la fascia tricolore oltre a molti altri amministratori. Il sindaco è stato accolto da un lungo applauso dai milanesi, presenti e pronti a lavorare insieme alle squadre dell'Amsa e dell'associazione antigraffiti Retake Milano.
 
È stato lo stesso Pisapia a coniare lo slogan con cui il Comune ha chiamato tutti a "dare un contributo per pulirla da scritte indegne per una società civile". In prima fila, comitati, volontari dell'Anpi, associazioni come i City Angels. Fra gli altri, hanno annunciato la propria presenza Claudio Bisio, Salvatore Veca, Nicoletta Mondadori, l'architetto Alessandro Scandurra, Sergio Escobar, Nando Dalla Chiesa, Guido Bardelli della Compagnia delle Opere, Filippo Solibello e Filippo Timi. Ha detto di voler venire a pulire anche il 21enne autore dell'elogio al bordello che ha conquistato la Rete e un invito esplicito è stato fatto anche a Fedez, tirato in ballo dalle polemiche sui No Expo.
 
In piazza tanti tantissimi giovani, famiglie con bambini, anziani con in mano l'attrezzatura fornita dall'Amsa. A dare una mano, anche il cantautore Roberto Vecchioni: "La violenza non è giustificabile in alcun modo - dice - quello che hanno fatto a Milano è come una coltellata a un innocente".

 
Il conto dei danni. Un primo bilancio era stato dato dallo stesso governatore della Regione che il giorno dopo la devastazione aveva parlato di 17 auto incendiate e 10 vandalizzate, 13 vetrine di banche (tra cui Deutsche Bank, Bnl, Cariparma Credit agricole) mandate in frantumi, 12 negozi e vari portoni di palazzi danneggiati, vari sportelli bancomat mandati fuori uso. Anche gran parte della segnaletica della zona di via Carducci è stata divelta e usata poi per sfondare le vetrine, l'arredo urbano (cestini dei rifiuti, cassonetti e fioriere) è stato utilizzato per creare le barricate e poi incendiato. Sono stati pochi gli edifici di via Boccaccio, corso Magenta e via Carducci a venire risparmiati dalle scritte sui muri.
 
La stretta di mano Renzi-Prodi. Sul fronte Expo, invece, dopo le polemiche del giorno di inaugurazione si registra la stretta di mano tra il premier Mattero Renzi e l'ex primo ministro Romano Prodi. I malumori erano dovuti al fatto che Renzi dal palco dell'Expo aveva riconosciuto il ruolo dell'ex sindaco Letizia Moratti per la candidatura di Milano per l'Expo 2015, ma non quello di Prodi.  "Voglio dire - ha detto il premier a Marghera - che non ci sono polemiche. Nessuno di noi non soltanto non nega a Romano Prodi in primis, al governo di Romano Prodi l'importanza straordinaria che ha avuto per Expo e che certe polemiche sono incomprensibili. Ma è bene avere l'occasione per chiarirle se serve". Salito sul palco della rassegna 'Aquae' che è collaterale ad Expo, gli organizzatori hanno chiesto espressamente una stretta di mano. I due hanno subito accettato, sorridendosi, mentre Renzi ha anche accennato un piccolo applauso per l'ex premier.

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