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Cento anni di arrosticini, lo street food abruzzese verso il marchio DOP

Gli arrosticini secolari che hanno portato l'Abruzzo in tutto il mondo. Finalmente si parla di DOP

La febbre degli arrosticini sembra essere esplosa solo recentemente, trasformando un'antica tradizione in un fenomeno globale. Eppure, la storia di questi deliziosi spiedini risale a molto tempo fa, al lontano 1930, quando una fotografia catturò per la prima volta (o almeno così pare) l'essenza di questi bocconcini di pecora. Da quel momento, il loro successo è stato un'esplosione di sapori inarrestabile.

Il 12 ottobre 1930 è un giorno memorabile nella storia gastronomica dell'Abruzzo, una data in cui uno scatto ha immortalato un piatto che avrebbe conquistato il palato di tutti: gli arrosticini. Questi deliziosi spiedini di pecora, frutto dell'ingegno di un pastore abruzzese, sono ormai un'icona culinaria della regione, scatenando animati dibattiti sulle loro origini e sulle ricette autentiche. Ma una notizia potrebbe presto cambiare il destino di questi bocconcini: l'eventuale concessione di una denominazione protetta.

E proprio in onore degli arrosticini, il prossimo 7 e 8 Ottobre, Civitaquana, in provincia di Pescara, si risveglia in festa per celebrare il 93º compleanno degli arrosticini con l'entusiasmante evento gastronomico noto come "L'Arrosticciere in piazza". Nel frattempo, a pochi chilometri di distanza, Civitella Casanova si autoproclama con orgoglio "Patria degli arrosticini". 

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Inizialmente, gli arrosticini erano fatti con carne di castrato, ma oggi si utilizza principalmente carne di pecora con caratteristiche specifiche. Mentre un tempo si usavano rametti d'olivo o sanguinello come spiedini, oggi sono più comuni i bastoncini. Ma la preparazione e la cottura rimangono le stesse: la carne viene tagliata a cubetti e infilzata alternando pezzi magri e grassi per garantire morbidezza e sapore, e poi cotta rigorosamente alla brace.

La cottura degli arrosticini è un'arte che richiede perizia. Gli esperti sanno esattamente quando raggiungere il cosidetto "punto di non ritorno" per creare un prodotto delizioso, saporito e facilmente digeribile. Questo piatto può essere gustato a tavola o in piedi, accompagnato da pane e olio e accompagnato da un bicchiere di Montepulciano d'Abruzzo o birra di qualità. È interessante notare che è anche l'unico piatto della tradizione culinaria abruzzese che consente di mescolare il vino con la gassosa, un richiamo a un'antica bevanda nata in questa regione.

Tale la sua fame che, nel 2015, l'ambasciatore polacco Tomasz Orłowski ha ospitato una serata dedicata agli arrosticini nel parco dell'ambasciata polacca, dimostrando l'amore degli stranieri per questa specialità abruzzese. Gli arrosticini sono un esempio di come la semplicità possa essere anche estrema bontà. Diffidate delle imitazioni e dei prodotti simili fatti con altre carni. L'arrosticino è un patrimonio unico e inimitabile che, con la sua storia e tradizione, incarna il cuore dell'Abruzzo e il suo amore per la buona cucina.

In arrivo il marchio DOP

Gli arrosticini, nonostante la loro crescente fama, spesso vengono etichettati come "street food", un termine che non rende giustizia alle loro radici campestri e alla tradizione dei pastori abruzzesi nomadi. Questo piatto ha una storia che risale a secoli fa, celebrata persino nelle poesie di Gabriele d'Annunzio.

Oggi, gli arrosticini stanno vivendo una rinascita. Stanno guadagnando sempre più spazio e riconoscimento, dimostrando di essere molto più di semplici spiedini di carne. La loro autenticità è inconfondibile e piace a persone di tutte le età, compresi i visitatori stranieri che, una volta nel cuore dell'Abruzzo, si lasciano conquistare dalle prelibatezze di questo piatto tradizionale. Persino celebrità internazionali, come l'allenatore di calcio Zdeněk Zeman, si sono innamorate degli arrosticini, dimostrando che il loro fascino va ben oltre i confini nazionali.

Nonostante questa crescente fama, l'attesa è ora trepidante per una denominazione d'origine controllata, protetta e garantita che porrebbe fine a dibattiti e incomprensioni sulla vera provenienza di questa amata specialità culinaria. Questo sarebbe un passo fondamentale per preservare e promuovere questa tradizione unica, riconoscendo e proteggendo il profondo legame degli arrosticini con l'Abruzzo, e mostrando che sono molto di più di un semplice "street food".

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