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Mareblu: tracciabilità, sostenibilità e la cucina di Sadler
Mareblu: tracciabilità, sostenibilità e la cucina di Sadler

di Michele Pizzillo

Tra l’adesione all’International seafood sustainability foundation (ISSF), un’organizzazione globale non-profit fondata nel 2009 che riunisce membri della comunità scientifica internazionale, le aziende leader dell’industria conserviera del tonno e il WWF (World Wildlife Fund) e la lavorazione di pesce proveniente dagli oceani Indiano e Atlantico, nel rispetto delle quote decise dagli ORGP (Organizzazioni Regionali di Gestione della Pesca), dei divieti di pesca e delle moratorie, Mareblu è un’azienda che garantire la massima tracciabilità  del prodotto. 

Fondata nei primi anni Settanta del secolo scorso, per poi essere acquistata nel 2010 da Thai Union Group, leader mondiale nel settore delle conserve ittiche, con 46.000 dipendenti, un fatturato pari a 3 miliardi di euro e ben 12 marchi, tra cui Petit Navire e John West, leader rispettivamente nei mercati francese e inglese, resta, fondamentalmente un’azienda italiana. 
Infatti, nel corso dell’evento organizzato a Milano per raccontare il nuovo corso di Mareblu all’insegna di “la vita in blu”, è stato più volte ribadito l’italianità della società e, evidenziate le iniziative promosse per tutelare il mare perché sin dalla fondazione si è affermata sul mercato con un prodotto che è garanzia di genuinità e di qualità. “La nostra missione consiste nel rafforzare il marchio confermandoci come solido player del mercato in grado di contribuire alla crescita della categoria, diventando il punto di riferimento dei consumatori e un partner ancora più credibile per i nostri clienti – dice il direttore generale  Matteo Scarpis -.  

Il nuovo posizionamento è funzionale al raggiungimento di tali obiettivi, ma è anche una sintesi del nostro impegno a sviluppare la qualità come un percorso continuo fatto di passione, trasparenza e rispetto sia delle risorse naturali sia delle persone. È una promessa, un'idea, una garanzia: rappresenta allo stesso tempo le aspettative profonde del consumatore e il nostro modo di fare qualità.”

Vocazione accentuata con l’acquisizione da parte di Thai Union Group che è ritenuto il leader più credibile nel mercato dei prodotti ittici. La missione del gruppo è, infatti, quella di essere l’industria ittica che guida il cambiamento, creando valore aggiunto e facendo la differenza per consumatori, clienti e il modo in cui viene gestita la categoria. Non è una mera enunciazione di nobili principi, visto che l’impegno alla sostenibilità di Mareblu si è sostanziato in una serie di scelte e di iniziative concrete, coerenti, verificabili e misurabili. Infatti, Mareblu, attraverso il Gruppo Thai Union Europe, è socio fondatore dell’International Seafood Sustainability Foundation, e promuove l’utilizzo sostenibile degli stock di tonno esistenti, tramite la riduzione della pesca accidentale (by catch). In pratica, è stato evidenziato nel corso dell’evento milanese, che tutti i prodotti Mareblu sono realizzati con pesce proveniente dagli oceani Indiano e Atlantico, nel rispetto delle quote allocate dagli ORGP, dei divieti di pesca e delle moratorie. Mareblu non acquista pesce proveniente da riserve marine o aree protette, identificate da Stati o ORGP e opera sulla base delle indicazioni dell’International Seafood Sustainability Foundation (ISSF), che fissano gli obiettivi per un utilizzo sostenibile del mare 

Un altro aspetto distintivo dell'impegno di Mareblu verso il mare riguarda la scelta dei metodi di pesca. Tutto il tonno utilizzato da Mareblu viene pescato secondo tre modalità: reti a circuizione  senza l’ausilio di quegli oggetti galleggianti (i fad) che catturano tutti i tipi di vita marina, nell’oceano Atlantico e Indiano; pesca a canna nell’oceano Atlantico.

“L’impiego responsabile di queste modalità di pesca ci permette di ridurre le catture accessorie e di contribuire alla salvaguardia delle specie e dell’ecosistema marino – sottolinea Scarpis -. Dal 2015, chiediamo a tutte le navi della flotta del nostro gruppo in Atlantico di distribuire FAD in grado di ridurre fino al 90% il rischio di catture accessorie”. E, poi. Tutti i pescherecci che forniscono gli stabilimenti Mareblu, aderiscono al ProActive Vessel Program (PVR) creato da ISSF, che prevede la presenza sistematica a bordo di osservatori esterni per la verifica delle tecniche di pesca. In aggiunta, sui pescherecci di proprietà del gruppo in Atlantico è stato installato un sistema elettronico di monitoraggio, basato su telecamere, che rileva diversi parametri tra cui il numero esatto di catture accessorie. 

Dal 2012, inoltre, l’azienda è partner di Legambiente, insieme alla quale è impegnata a sviluppare iniziative e progetti per la difesa dell’ambiente. Tant’è vero che in questi anni, Mareblu ha supportato una serie di iniziative a sostegno del patrimonio naturale e della fauna marina del nostro Paese, tra cui il progetto “Spiagge e Fondali Puliti” per il recupero di aree marine degradate, il sostegno al Centro recupero tartarughe di Manfredonia, per la cura e la riabilitazione di esemplari feriti, la ricerca “Marine Litter” sull’inquinamento dei mari italiani e, infine, il supporto alle attività didattiche del Museo Vivo del Mare di Pollica.  

Da qualche mese, poi, Mareblu e il gruppo Thai Union hanno adottato un nuovo “codice di condotta per dipendenti e fornitori”, individuando una serie di regole che garantiscono condizioni lavorative che rispettino le leggi vigenti e le direttive dell'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO). Inoltre, per garantire la conformità a bordo delle navi che riforniscono l’azienda, Mareblu ha lanciato una campagna di monitoraggio e verifica, che prevede la chiusura dei contratti con i fornitori che si trovassero in violazione delle norme previste.  L’azienda, inoltre, è in prima linea contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (Illegal, Unreported and Unregulated, IUU), che è fra le principali cause dell’impoverimento degli stock ittici e del danneggiamento degli habitat marini, oltre che dello sfruttamento dei lavoratori impiegati nell’industria della pesca: si è scelto di avvalersi soltanto di fornitori che attuano pratiche di pesca legali e sostenibili. Infine, l’impegno per i consumatori, scegliendo di lavorare il tonno sul luogo di pesca: alle Seychelles quello pescato nell’Oceano Indiano, a Tema, in Ghana, quello pescato nell’Oceano Atlantico. Mareblu, infine, fornisce indicazioni e suggerimenti per un’alimentazione equilibrata. Per diffondere i principi di una corretta alimentazione, infatti, ha avviato una collaborazione con il nutrizionista Giorgio Donegani, direttore scientifico di Food Education Italy - Fondazione Italiana per l’Educazione Alimentare, che arricchirà la sezione del sito web Mareblu “Il buono che ti fa bene” con commenti e informazioni sulle principali caratteristiche e proprietà nutritive del pesce in scatola e lo chef bistellato Claudio Sadler a proporre appetitose ricette con i prodotti di Mareblu.


 
 

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