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Food
Sgambaro, tre milioni per rafforzare la produzione di grano 100% italiano

La pandemia non ferma l’amore per la pastasciutta. Saporita e fotogenica, la pasta si conferma ancora una volta come una vera diva, capace di far scoccare a tavola la scintilla nel 90% delle donne. Da qualche anno la pastasciutta si sta riprendendo la rivincita dopo un calo dei consumi dovuto al falso mito che mangiandola tutti i giorni si ingrassa. Lo sa bene  Pierantonio Sgambaro, amministratore del pastificio trevigiano Sgambaro, che ha deciso di investire 3 milioni di euro in macchinari ed attrezzature per velocizzare e migliorare sia la catena produttiva che di commercializzazione -oggi localizzata soprattutto nel Nordest e nel Centro Italia, fino a Roma- sia il confezionamento con l’obiettivo di esaltarne maggiormente la qualità del prodotto.

L'investimento, ingente in un periodo contrassegnato dalla crisi pandemica, non è la sola novità del pastificio che celebra i vent’anni di produzione di pasta 100% confezionata con grano italiano. “Siamo stati i primi a crederci in Italia, ad utilizzare la materia prima lungo l’asse di 800 chilometri tra Bologna e Cerignola che consideriamo il nostro principale granaio e centro di stoccaggio. Adesso apriamo le porte all’e-commerce con la creazione di un vero e proprio shop, dove il consumatore troverà tutta l’eccellenza della nostra produzione. Ci consideriamo una piccola azienda, direi una startup, con un preciso obiettivo: far conoscere agli italiani un prodotto ottenuto da materie prime senza l’uso di diserbanti come il glifosato o pesticidi, nel rispetto dell’ambiente, controllato fin dal campo e lavorato con essiccazione lunga di oltre dodici ore, durata che raddoppia nel caso di pasta biologica. Un processo che mantiene tutta l’elasticità del prodotto, gusto, profumo senza minimamente intaccare le qualità organolettiche del contenuto proteico che si attesta al 15%. Un procedimento reso possibile grazie alla filiera corta e controllata, e alla vicinanza del mulino”, sottolinea Sgambaro.

Altra novità per il pastificio è la particolare attenzione al confezionamento: dai pacchi fino al materiale di riempimento, tutto è di carta. Gli stessi sacchetti della pasta sono riciclabili al 100%, un’attività che rientra nel percorso Climate Positive intrapreso lo scorso anno con l’obiettivo di arrivare, entro il 2030, a catturare più anidride carbonica di quanta emessa in ogni fase della propria attività, dalla produzione del grano fino alla consegna della pasta. Un processo che l’azienda ha disegnato per un futuro non lontano, pur nel segno delle tradizioni legate alla produzione e al territorio. La conferma viene dall’Etichetta Gialla, la pasta  selezionata e prodotta con quello che è ritenuto il migliore grano duro italiano, il Marco Aurelio; una pietra miliare tra le varietà di qualità del frumento che eccelle nelle caratteristiche della granella, del tenore proteico e del glutine. “E’ il sole in tavola, ogni giorno”. Se lo dice Sgambaro, va provata.

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