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Edison illumina la Scala con energia rinnovabile

Edison, l’azienda che nel 1883 portò per la prima volta la luce elettrica al Teatro alla Scala, accende Giovanna d’Arco di Giuseppe Verdi con energia prodotta da fonti rinnovabili. Anche quest’anno, per la sesta volta consecutiva, Edison illumina la Prima della Scala con l’energia rinnovabile delle sue centrali idroelettriche, azzerando le emissioni della serata inaugurale della Stagione scaligera 2015-2016. L’intero fabbisogno elettrico della rappresentazione verrà compensato da appositi certificati che comprovano la provenienza dell’energia da fonte rinnovabile. In questo modo Edison eviterà l’emissione in atmosfera di 64 tonnellate di anidride carbonica.

“Il nostro legame con il Teatro alla Scala si rafforza anno dopo anno”.  – dichiara Bruno Lescoeur, Amministratore Delegato di Edison – “Durante i sei mesi di EXPO Edison ha contribuito al grande cantiere di idee dell’esposizione universale, arricchendo la proposta culturale del comune di Milano con Edison open 4EXPO, oltre 300 eventi, tra i quali alcune rappresentazioni speciali della Scala”. – continua Lescoeur – “Grazie allo stimolo di EXPO, la città di Milano ha ritrovato una straordinaria vivacità, candidandosi a tornare fucina di innovazione e motore di cambiamento per l’Italia e l’Europa come a fine ‘800, quando Edison fu fondata e iniziò il suo percorso al fianco del Teatro alla Scala e alla città di Milano. Oggi, la nostra ambizione comune è porre le basi per un futuro più sostenibile.”

Sarà l’energia di Edison a diffondere l’emozione della Prima in tutta Milano con l’iniziativa “Giovanna d’Arco torna in città”. Oltre cinquanta appuntamenti gratuiti, pensati da Edison insieme al Comune di Milano e in collaborazione con la Fondazione Teatro alla Scala e Rai, che portano l’opera lirica negli auditori di quartiere, nei cinema, nelle carceri, nelle scuole, ricreando per tutti la magia di quella serata. Grazie a Edison i brani dell’opera verdiana si diffonderanno nel centro di Milano, nei mezzanini della metropolitana e diventeranno occasione di gioco per i più piccoli al MUBA, il museo dei bambini di Milano. 

Numerose le novità di quest’edizione. A partire dalla rassegna cinematografica con 15 film dedicati a Giovanna d’Arco, compresi i film muti dei primi del ‘900 con accompagnamento musicale dal vivo (1-13 dicembre cinema Oberdan e Museo Interattivo del Cinema) e il docu-film di Luca Lucini Il Tempio delle Meraviglie, dedicato proprio alla gloriosa storia del Teatro alla Scala e ai personaggi che l’hanno reso grande come Giuseppe Colombo, il fondatore della Edison, interpretato da Giuseppe Cederna. 


Quest’anno per la prima volta l’opera della Prima verrà trasmessa anche al Refettorio della Caritas di Piazza Greco, la mensa nata da un’idea dello chef Massimo Bottura e del regista Davide Rampello. e al Museo delle culture (MUDEC) di via Tortona 56.

Edison contribuirà inoltre al programma della Prima Diffusa, ospitando nella propria sede in Foro Buonaparte 31, tre appuntamenti di rilievo con ingresso libero fino a esaurimento posti.

Martedì 8 dicembre alle ore 17.30 si terrà l’incontro Patti Smith Vs Giovanna d’Arco: storie di donne simbolo di libertà. La cantautrice, una tra le figure più carismatiche e dirompenti della storia della musica, svela la sua grande passione per la lirica dialogando con Gaia Varon, giornalista e profonda conoscitrice delle opere di Verdi, e con Don Luigi Garbini della Diocesi di Milano e coordinatore della rassegna La Musica dei Cieli.

Mercoledì 9 dicembre alle 18.30 sarà la volta di Contro-corrente. Giovanna d’Arco e noi. La giornalista della 27esima Ora Roberta Scorranese, modererà l’incontro con l’étoile della Scala Carla Fracci, l’attrice Monica Guerritore e la scrittrice Silvia Ballestra, tre donne di forte personalità e incredibile talento che si confronteranno sulla caparbietà femminile e le difficoltà che le donne incontrano nell’eccellere in settori solitamente appannaggio del sesso maschile. 

Mentre mercoledì 3 dicembre alle 21.00, al Tunnel Club di via Sammartini 30, si terrà il concerto di Oum, la «stella d’Oriente» che nei suoi brani fonde la cultura della canzone araba con stili e tradizioni di mezzo mondo. 

 

Edison e il Teatro alla Scala
La notte di Santo Stefano del 1883, in occasione dell’affollatissima Prima della ‘Gioconda’ di Ponchielli, la centrale Edison di Santa Radegonda accese 2.450 lampadine elettriche dando per la prima volta una sorprendente e inattesa luce alla rappresentazione scaligera. Le cronache dell’epoca usarono parole entusiastiche per raccontare lo spettacolo di quella sera reso possibile dalla Società Edison e dal suo fondatore Giuseppe Colombo.

L’energia elettrica alla Scala di Milano, e da lì al resto d’Italia, è frutto dell’intuizione di Colombo, che ne comprese le potenzialità rispetto alle altre forme di energia come il gas illuminante, gli olii combustibili e il carbone, e ne avviò la sperimentazione nel nostro Paese contando sulla stretta collaborazione con l’inventore della dinamo, Thomas Alva Edison. 

All’Exposition Internationale d’Electricité di Parigi nel 1881 Colombo era rimasto impressionato dalla macchina dinamo elettrica di Edison e aveva subito raccolto l’appoggio degli istituti di credito per acquistarla e avviarne le sperimentazioni in Italia. Nel settembre 1882 si era trasferito a New York per assistere all’entrata in esercizio della prima centrale al mondo, quella di Pearl Street, e pochi mesi dopo, in una lettera datata 22 novembre 1883, Colombo riferiva a T.A. Edison l’avanzamento dei lavori della centrale di Santa Radegonda, la prima dell’Europa Continentale. “Our station proceeds very well – scriveva Colombo -. We still go with 1.200 lamps, because I will not increase the lamps before beeing sure of having everything ready for the Theatre of the Scala, which opens on the 26th December. We go on very fast in wiring the theatre, laying down the feeders and setting up the machines in our station, so that I have no doubt to be in time; we have even begun to light a part of the service room of the Theatre yesterday night. When complete, the lighting of the Theatre will require 2.450 lamps, but on the 26th December, only 2.000 will be lighted1.”


Tra il 1882 e il 1884 Colombo ebbe un fitto carteggio soprattutto con Thomas Edison, ma anche con i collaboratori dell’inventore come John W. Lieb Jr, che seguì i lavori nella centrale di Santa Radegonda (il 12 settembre 1882 Colombo scriveva “devo dire che reputo assolutamente necessaria la presenza del signor Lieb che ha esperienza di tutte le difficoltà legate al primo avvio – quello di Pearl Street ndr - e non ho alcun dubbio che il signor Edison concederà il permesso che formalmente chiedo con la presente”), e Joshua Franklin Bailey, cui Colombo affidò tutti gli ordini e le richieste “per una consegna immediata e spedizioni alle migliori condizioni possibili” (lettera del 14 settembre 1882). Il coinvolgimento di Bailey fu tale che nel 1884, anno della fondazione della Società Generale italiana di Elettricità Sistema Edison, entrò a far parte del consiglio di amministrazione. 

L’elettrificazione del Paese cominciò a Milano e si tradusse presto in innovazione e progresso per le famiglie e le imprese di tutta Italia. L’illuminazione della Scala nel 1883 ne fu la manifestazione più festosa ed elegante, ma fu anche un momento di svolta tanto che Colombo scrisse “il successo della Scala ci ha dato più fiducia e ora procediamo rapidamente col cablaggio di almeno 100 lampade in più” (lettera a T. A. Edison del 5 febbraio 1884). 

***

Edison è tra i principali operatori in Italia ed Europa nell’approvvigionamento, produzione e vendita di energia elettrica e idrocarburi. Con i suoi 130 anni di storia, Edison ha contribuito all’elettrificazione e allo sviluppo del Paese. Oggi opera in 10 paesi nel mondo in Europa, Africa, Medio Oriente e Sud America, impiegando 3.000 persone. Nel settore elettrico Edison può contare su un parco impianti per una potenza complessiva di 7.700 MW. Nel 2014 Edison ha prodotto 17,6 TWh coprendo una quota di mercato pari al 6,7%. Nel settore degli upstream, la società può contare su riserve di idrocarburi per 347 milioni di barili d’olio equivalente. Il portafoglio di approvvigionamento gas di Edison è invece pari a 13,2 miliardi di metri cubi. 

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