La neve e il gelo anomalo che si è abbattutto sull’Italia e mezza Europa nel mese di aprile ha a che fare con il riscaldamento globale e il conseguente scioglimento del ghiaccio marino nell’Artico. Gelo e riscaldamento: due fenomeni solo (apparentemente) lontani.
L’avvertimento arriva direttamente dal ricercatore Alun Hubbard del CAGE Center for Arctic Gas Hydrate, Environment and Climate presso l’Arctic University di Norvegia, che afferma: “Il cambiamento climatico non si manifesta sempre nei modi più ovvi. E’ facile estrapolare modelli per mostrare che gli inverni si stanno facendo più caldi e prevedere un futuro praticamente senza neve in Europa”.
In realtà, sottolinea l’esperto, “è troppo semplicistico. Dovremmo stare attenti a fare estrapolazioni ampie sugli impatti dei cambiamenti climatici”.
Tesi confermata dal suo ultimo studio “Arctic sea-ice loss fuels extreme European snowfall”, pubblicato sulla rivista Nature Geoscience e realizzato grazie a un team di ricercatori finlandesi, norvegesi e statunitensi. Il report rivela infatti che l’esistenza di una correlazione esplicita e diretta tra lo scioglimento dei ghiacci marini nell’Artico, provocato dal riscaldamento globale, e l’aumento delle precipitazioni nevose in alcune parti d’Europa.
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In particolare, lo studio ha scoperto che il declino a lungo termine del ghiaccio marino artico dalla fine degli anni ’70 ha un collegamento diretto con uno specifico evento meteorologico, il “Beast from the Est”. Si tratta della nevicata che nel 2018 ha bloccato gran parte del continente europeo, causando perdite per oltre 1 miliardo di euro al giorno. I ricercatori hanno scoperto che il vapore atmosferico – generato dalla fusione della calotta polare – che viaggia verso sud dall’Artico ha “un’impronta geochimica unica”. La fonte di origine è in realtà la calda superficie di acque libere del Mare di Barents, nell’Oceano Artico tra Norvegia, Russia e le Svalbard. Durante la nevicata del 2018 queste aree aveva fornito l’88% della neve caduta in Europa.
“Quello che stiamo scoprendo è che il ghiaccio marino è in realtà un coperchio sull’oceano. E con la sua riduzione a lungo termine in tutto l’Artico, stiamo assistendo a quantità crescenti di umidità che entrano nell’atmosfera durante l’inverno, il che ha un impatto diretto sul nostro tempo più a sud, causando nevicate estreme. Potrebbe sembrare controintuitivo, ma la natura è complessa e ciò che accade nell’Artico non rimane nell’Artico”, concludono i ricercatori.













