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Milano 2050, IA e tecnologie a servizio di un futuro sostenibile

Nell’ambito della Milano Digital Week, diretta streaming nella pagina di Fps Media su Facebook, il secondo webinar dedicato alla sostenibilità; presentate alcune soluzioni innovative per una grande città sostenibile come la Milano del futuro. A moderare l’incontro Gianluca Schinaia, Head of Sustainability di Fps. Beatrice Borgia – Chief Marketing Officer di Planet Farm – presenta le fattorie verticali. «Una verticalità non solo di processo, ma anche di pensiero, che ci ha permesso di approcciare la sostenibilità da un diverso punto di vista». Le fattorie verticali permettono di coltivare su più livelli, risparmiando oltre il 90% del suolo, un bene prezioso messo in pericolo dai continui trattamenti chimici. «Siamo estremamente efficienti nel modo in cui utilizziamo le risorse, e diamo vita a un prodotto purissimo: produciamo senza utilizzare diserbanti o pesticidi, perché l’aria è interamente filtrata e l’acqua interamente riciclata». Inoltre, la produzione in prossimità dei centri urbani consente di ridurre le emissioni di CO2, legate al trasporto degli alimenti. «Nessun pesticida, doppio beneficio: innanzitutto non si inquina il suolo, ma oltretutto si risparmia una notevole quantità di acqua, perché non è necessario lavare i prodotti».

«Anche chi gestisce acqua si pone l’obiettivo della sostenibilità, da un lato cercando di spingere gli utenti a consumare sempre meno acqua, dall’altro innovandosi e digitalizzandosi continuamente, per fornire servizi d’eccellenza, anche aumentando la resilienza degli asset, proteggendo quindi la nostra risorsa e creando materia, risorsa ed energia», continua Andrea Lanuzza, direttore generale del gruppo CAP. Grazie alla maggior consapevolezza della popolazione nel riciclo dei rifiuti organici si è potuto non solo produrre biometano, ma anche recuperare calore da restituire alla cittadinanza, sfruttando la capacità delle proprie infrastrutture preesistenti.

Un’altra incredibile innovazione è quella di Crain, il “car sharing da treno” (il nome nasce, per l’appunto, dall’unione di “car” e “train”); consiste in un «servizio di mobilità integrata e condivisa, ferroviaria ad alta velocità per la media e lunga distanza, e stradale per quelle brevi. Un’auto elettrica che prende il treno da sola – spiegano Sara Armocida e Gianvito Lionetti, co-fondatori & CEO di Crain Mobility –, e lo fa in modalità totalmente automatica». E l’auto consente di risparmiare energia perché si ricarica mentre viaggia, essendo parte integrante del sistema energetico del treno stesso. «Crain introduce un concetto di circolarità nell’utilizzo, nell’immagazzinamento e nella generazione dell’energia per muoversi: una vera e propria circolarità energetica tra strada e rotaia».

L’auto diventa lo scompartimento del treno: il volante si ritrae e i sedili si girano, e si è liberi di scendere a qualsiasi terminale, per raggiungere la propria destinazione in macchina, sfruttando lo strumento green per eccellenza. «La nostra utenza è costituita da tutti coloro che sono sensibili ai temi della sostenibilità e della sicurezza, ma in particolare il nostro servizio si rivolge alle famiglie con bambini, alle persone con mobilità ridotta, agli anziani, e a tutti coloro che desiderano una mobilità davvero comoda e senza soluzione di continuità». Crain Mobility spera di staccare il primo biglietto nel 2026, e di essere pronti per le Olimpiadi di Milano-Cortina.

Da un punto di vista strutturale, Giovanni de Niederhäusern (Senior Vice President di Pininfarina Architecture) introduce il concetto di “riconfigurabilità dello spazio”. «La città sta diventando una sorta di computer a cielo aperto, ma ancora non è in grado di rispondere ed attuare delle dinamiche in funzione delle concrete esigenze dei cittadini»: la strada di oggi è rigida, c’è uno spazio per le auto, uno per i pedoni, ed uno per le bici. Ma la strada del domani è riconfigurabile. Questa è l’idea su cui si basa Crain, che sfrutta infrastrutture già esistenti, modificandole per renderle adatte a nuovi progetti sostenibili.

Se si parla di sostenibilità non si può tralasciare il ruolo fondamentale giocato delle api, «emblema della salute del pianeta, dell’impollinazione e della riproduzione». A tal proposito, Niccolò Calandri, Co-founder & CEO di 3Bee, ci presenta “Biodiversity Impact Club”, un club che vuole promuovere la biodiversità a 360 gradi. A causa del cambiamento climatico, ogni anno perdiamo dal 30 al 50% degli alveari: un dato preoccupante, se si considera che il 75-80% della nostra catena alimentare è impollinata dalle api.

Per questo 3Bee ha creato una tecnologia che permette di analizzare – tramite un dispositivo IoT – le api e l’arnia in cui vivono; in questo modo l’apicoltore può monitorare, tramite app, la salute e il benessere delle api, per agevolare e migliorare l’impollinazione.

Le città necessitano di api, ma le specie di insetti impollinatori (tra cui rientrano anche le zanzare) sono ormai quasi estinte, principalmente per le aggressive politiche di disinfestazione. 3Bee sta cercando di risolvere questa carenza con Polly, “l’ape domestica di biomonitoraggio”. Si acquista una casetta in legno con 25 api che volano, impollinano, e tornano nella propria casa. Ma non finisce qui: il polline riportato nella casetta fornisce, tramite app, preziose indicazioni sulla qualità dell’aria nella zona, creando una mappa del benessere delle città.

Nell’intervento di chiusura Andrea Tessari ci parla di Nextdoor, “il social network di quartiere”: «quando si parla di sostenibilità si tende sempre ad identificare un concetto legato solo all’ambiente e all’economia, ma non dimentichiamoci che la sostenibilità è anche sociale». In fase di iscrizione a Nextdoor si inserisce, oltre ai consueti dati personali, anche il proprio indirizzo: da quel momento si entra a far parte della community del proprio quartiere. «Così si mettono in contatto i vicini in modo proficuo, per chiedere aiuto ma anche consigli». Con la pandemia abbiamo riscoperto l’importanza di sentirsi parte di una comunità: si creano gruppi in base alle proprie passioni, esiste un marketplace di quartiere per vendere, regalare e scambiare oggetti, e l’applicazione comprende anche un elenco delle piccole attività commerciali locali. Un buon modo per combattere la solitudine, soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo.

Il video dell’incontro è disponibile al link https://www.facebook.com/fpsmedia/videos/456088529038163.

Rimanete aggiornati sulla pagina Facebook di Fps Media per i prossimi eventi in tema di sostenibilità, per immaginare insieme il prossimo futuro. Sempre più sostenibile, naturalmente

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