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Innovazione
Scuolab di Protom tra i prodotti innovativi per l'educazione premiati dall'Esa

L’utilizzo della realtà virtuale immersiva può aumentare l'interesse degli studenti e le aspirazioni professionali per la scienza? La risposta è affermativa. Lo afferma uno studio pubblicato nel numero speciale del British Journal of Educational Technology dedicato alla Realtà Virtuale Immersiva nell’Educazione, e condotto da un team di studiosi del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Copenhagen.

I dati dimostrano che i giovani che studiano materie scientifiche sono ancora in minoranza e il gap tra domanda e offerta di competenze professionali è destinato ad aumentare poiché non c’è un numero sufficiente di giovani che intende intraprendere percorsi di studio in materie scientifiche e tecniche, ovvero nelle cosiddette discipline Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics). Ma perché queste discipline godono di scarsa popolarità? Una delle ragioni è sicuramente il modo in cui vengono percepite. Molti, infatti, le considerano noiose, altri ancora le ritengono troppo difficili. Come incoraggiare dunque gli studenti ad intraprendere carriere accademiche e professionali in ambito Stem?  Ispirare le nuove generazioni è un dovere di tutti (famiglia, scuola, istituzioni e imprese) perché se non lo facciamo, rischiamo anche di vanificare i progressi compiuti nell’innovazione tecnologica in questi ultimi anni.

In soccorso di una scelta di studi a favore delle discipline scientifiche c’è la realtà virtuale immersiva (Ivr). È quello che dimostrano proprio gli studi condotti dal team di scienziati dell’Università danese che hanno esaminato il valore dell'utilizzo di simulazioni di laboratorio di realtà virtuale immersiva nell'educazione scientifica.

In uno studio (52 maschi, 47 femmine) con studenti di età compresa tra 13 e16anni, irisultati hanno indicato un aumento generale dell'interesse per la scienza e l'autoefficacia, ma solo le donne hanno riportato un aumento delle aspirazioni di carriera scientifica.

Il secondo studio invece è stato condotto con 131 studenti (47 maschi, 84 femmine) delle scuole superiori, di età compresa tra 17 e 20 anni, e ha utilizzato un disegno sperimentale per spiegare il Dna confrontando da un lato, l’apprendimento tramite la simulazione Ivr, dall’altra  attraverso l’utilizzo di un video. Il gruppo di studenti Ivr ha riportato risultati significativamente più elevati sull'interesse rispetto al gruppo sottoposti al video. Gli esiti dei due studi suggeriscono che simulazioni Ivr opportunamente sviluppate e implementate possono aiutarci ad affrontare alcune delle sfide più attuali e importanti sul tema della scelta da parte dei studenti a favore dell'educazione scientifica.

Gli studenti riferiscono bassi livelli di interesse per la scienza e diversi studi hanno riscontrato che gli atteggiamenti positivi verso la scienza diminuiscono con l'età, dalla scuola primaria fino alla scuola secondaria. Atteggiamenti sfavorevoli nei confronti della scienza potrebbero essere attribuiti all'incapacità dell'educazione scientifica di coinvolgere gli studenti a un livello soddisfacente. La realtà virtuale immersiva invece è attrattiva per il suo potenziale nell'offrire esperienze di apprendimento stimolanti che aumentano l'interesse e l'autoefficacia.

Tra i prodotti innovativi per l’educazione che utilizzano l’Ivr per c’è Scuolab, piattaforma di didattica premiata anche dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) realizzata da Protom, che si avvantaggia anche dei dati provenienti dai sistemi satellitari della stessa agenzia per lo sviluppo di nuovi contenuti per i laboratori virtuali. 

Scuolab, ideata e prodotta da Protom, la prima KTI (Knowledge& Technology Intensive) company italiana,  è capace di ampliare e migliorare l’offerta didattica per studenti e docenti, mettendo a loro disposizione, in ogni momento e luogo, esperienze laboratoriali che supportano la tradizionale lezione frontale con un approccio di learning-by-doing. L’immenso patrimonio di informazioni fornito dall’Agenzia Spaziale Europea ha consentito lo sviluppo di laboratori focalizzati su esperienze di consapevolezza ambientale e sostenibilità ad alto valore scientifico: dalla deforestazione alle dinamiche dei ghiacciai, passando per i livelli di inquinamento e la variazione di temperatura dei mari. 

Educazione senza limiti                                                                                                                                          L'ispirazione, proprio come la creatività o la curiosità, non ha limiti e sono alla base delle scoperte scientifiche. Con i laboratori virtuali di Scuolab vengono rimosse le barriere fisiche, consentendo agli studenti di imparare da qualsiasi luogo, in qualsiasi momento, e al proprio ritmo. Non esistono più limitazioni alla collaborazione, poiché né gli studenti, né gli educatori sono vincolati dal luogo fisico o dalle attrezzature scientifiche specifiche. La paura di sbagliare scompare, creando spazio per la pura eccitazione della scoperta e la libertà di sperimentare nel vero senso della parola. Tutto questo rende possibile che ambizioni e aspirazioni scientifiche si trasformino in una passione per tutta la vita. Perché in fondo l'apprendimento è proprio questo: trovare i limiti di ciò che è possibile e andare oltre.  Scuolab immerge gli studenti nel mondo di Limitless.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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