Il tabacco porta soldi ma non ha certo una buona reputazione. Ecco perché anche le multinazionali del fumo vogliono cambiare faccia. Non possono certo rinunciare al tabacco, ma almeno provano a cancellarlo dal loro nome: la capogruppo Seita proporrà ai suoi azionisti di modificare il brand da Imperial Tobacco a Imperial Brands.
Niente tabacco nel nome, come già avviene per gli altri brand del gruppo come Gauloises, Gitanes, Davidoff, Winston.
I produttori ormai le stanno provando tutte. Non basta l’impegno in forme alternative (come le sigarette elettroniche). I brand stanno cercando un equilibrio tra la reputazione, i danni riconosciuti dal fumo e il fatto che il tabacco rappresenti ancora la quasi totalità dei loro introiti. In altre parole: a differenza di altri settori, le imprese del tabacco non sembrano in grado di convertirsi ad altri business. Ecco allora che rimane solo la strada del re-branding.
Alcuni Paesi, come Inghilterra e Francia, spingono per i pacchetti “neutri” (cioè no-logo). Giganti come la Tobacco International e la British American Tobacco, al contrario, non intendono abbandonare il nome originario. In un caso o nell’altro, la sostanza non cambia.

