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Campo (forse) si dimette. Arriva Luisa Todini che mette tutti d'accordo

Di Monica Setta


Non c'è dubbio che la vincitrice della battaglia sulla Rai sia lei, la rossa presidente Monica Maggioni, ex direttore di Rai news, inviato di guerra, conduttrice all'inizio della carriera di Uno mattina, candidata (ha mancato per un soffio la poltrona) a fare il ministro degli Affari esteri nell'attuale governo di Paolo Gentiloni. Ci ha messo qualche mese a rosolare Antonio Campo Dall'Orto sulla graticola del piano editoriale di viale Mazzini ma ha trovato gli argomenti giusti, non solo le sponde politiche. Certo, lo sanno anche i muri che alla Maggioni non piacciono gli estremi, dunque no al giornalismo d'assalto targato Milena Gabanelli detta "Mijena" (il soprannome é tutto un programma) né all'intrattenimento che scivola fisiologicamente nel trash come e capitato a Paola Perego nel suo salotto del Week end Parliamone sabato cassato per volere della presidentessa dopo le recriminazioni di Laura Boldrini (perfino la BBC disse che quel talk era sessista) ed una violenta reazione degli utenti Rai sul web. Anche ieri, nel drammatico consiglio di amministrazione della Rai che ha portato alla sfiducia al dg, la regia, sapiente, raffinata, e stata di Monica. Non per antipatia verso Campo, diciamolo subito, ne per giochi di potere personali. Maggioni che questa settimana parte per Bruxelles (poi volerà in USA) ha talmente tante importanti relazioni internazionali che trovare un altro posto di potere, volendolo, sarebbe per una cosa semplicissima.

Sembra strano, confida ad Affaritaliani.it un consigliere della maggioranza, ma la presidente, che conosce bene l'azienda per esserci entrata con regolare contratto, ne fa soprattutto una questione di principio. Si può avere un portale da leadership senza perciò costituire una nuova testata (da affidare alla Gabanelli) proprio come succede nei grandi giornali italiani. Altro punto debole della gestione Campo contestato da Monica è la mancata "condivisione" della strategia aziendale. Il dg si é chiuso nella sua stanza, spesso a Milano, con Alberto Rossi, Tagliavia, Parapini, il " Campo magico" senza mai fissare riunioni extra cda con i consiglieri. I pensionati peraltro sono lì dentro senza prendere un euro; anzi, nella gestione di Luigi Gubitosi, esistevano i comitati tecnici che consentivano a chi lavorava gratis per la gloria di racimolare ventimila euro annui. Campo li ha azzerati, ha deciso in solitaria lasciando fuori tutta la "pancia" della Rai che si è ribellata. Gubitosi, forse consigliato dalla stessa Maggioni, non aveva fatto questo sbaglio. Aveva aperto una mail, incontrato decine e decine di conduttori, autori, capi struttura, aiuto registi, programmisti perfino sarte o costumiste. Insomma, aveva dato l'illusione (solo quella in molti casi) di una gestione collegiale, cosa che invece Campo non ha fatto. Torniamo al cda di ieri. Nella Sala Orsello, settimo piano di viale Mazzini, sono da poco passate le cinque del pomeriggio. Il cda della Rai è in corso dalla mattina e il piano news è stato già bocciato sonoramente dal consiglio d' amministrazione, quando ecco che arriva un dispaccio di un'agenzia . La Maggioni lo legge ad alta voce e poi guarda con occhi incadescenti il direttore generale, Antonio Campo Dall' Orto: «Adesso - gli dice - interrompo il consiglio fino a che tu non vai di là e dai la smentita...». 

Campo Dall'Orto, però, fa finta di non capire, e già molto provato dalla tensione. "Ma io quelle cose non le ho mai dette, stavo qui con voi». Non finisce la frase che arriva pure una seconda agenzia : stesso tono, stessi contenuti: «Il dg Rai Antonio Campo Dall'Orto - secondo quanto si apprende da fonti a lui vicine - ha dovuto insistere per andare al voto sul piano news di fronte all'orientamento prevalente dei consiglieri di rinviare nuovamente la votazione».

«Campo Dall' Orto - fanno notare le fonti - avrebbe potuto galleggiare a lungo e, invece, ha preferito andare alla conta, incassando il voto contrario anche della presidente Monica Maggioni. La bocciatura del piano, proprio sul tema del digitale che dovrebbe mettere tutti d'accordo, dimostra - secondo il dg - che le motivazioni dello stop sono tutte politiche e si rischia, con questa presa di posizione, che la Rai resti ferma e ostaggio della politica». Già domani Campo Dall' Orto si presenterà davanti al suo azionista, cioè il ministero dell'Economia per presentare le sue dimissioni.

Oggi intanto Campo è in Sicilia per sistemare tutto in vista del G7 di Taormina fissato dal 27 maggio. Ieri sera, racconta un consigliere di maggioranza che voleva votare a favore come Guelfo Guelfi ed invece si é fatto convincere dalla Maggioni a bocciare il piano del dg, Campo appariva come un "pugile  suonato". E vero che la presidentessa non aveva fatto mistero del suo voto contrario ma il dg fino all'ultimo non pensava che Monica avrebbe operato uno "strappo" così doloroso. Maggioni e così, donna che punta sulla carriera, che vive di principi ed ambizioni senza lasciarsi prendere dalle nostalgie o dalle emozioni. Comunque fra lei e Campo, la più abile politicamente e stata Monica, abiti neri, borse griffate, una vita dedicata al lavoro fatta eccezione per qualche "coccola" che si concede nello studio dell'amica Anadela Serra Viaconti, storico volto del benessere di Rai 1. 

«La sera prima - dice Arturo Diaconale, consigliere che invece gli ha votato contro - Campo Dall' Orto mi ha chiamato e mi ha chiesto: "Secondo te, Arturo, come finisce domani?". E come vuoi che finisca, gli ho detto io. "Cerca di capire come stanno le cose, Antonio, la tua maggioranza ti ha scaricato. Perciò o tu vai da chi ti ha portato qui e gli chiedi di rilegittimarti pienamente, o altrimenti come vuoi che finisca?». Franco Siddie il più dispiaciuto perche nessuno pensava che avrebbe seguito la Maggioni votando contro Campo. 
 Non e però «una sfiducia» verso il dg, ci tiene a precisare il consigliere Siddi, «perché i rapporti s' incrinano - aggiunge Rita Borioni, altro no in Cda - ma si possono anche ricostruire". «Peccato - aggiunge   Guelfi, un vero galantuomo del Pd - perché si stavano facendo passi avanti anche sul tetto agli stipendi delle star, con la possibilità di arrivare a delle deroghe». «Ma lui è ancora un manager Mtv - ragiona a voce alta Carlo Freccero - non sa cosa vuol dire la conduzione politica di un consiglio d'amministrazione Rai. Lui oggi ci ha detto: "Questo è il piano e lo votate ". Ma non si fa così. Freccero, tra l'altro, e critico verso i nuovi palinsesti, vorrebbe cambiare tutto mentre Campo procede in modo prudente. 


Paolo Messa, invece, è stato l' unico consigliere ad abbandonare la sala ancora prima del voto: «La mia sfiducia è totale. Non ne faccio un discorso né personale né politico. Qui parlano i conti: 217 milioni di euro in più sono stati spesi rispetto all' anno precedente, 21 nuove assunzioni su 22 secondo l' Anac di Cantone sono irregolari". Ma se domani Campo si dimetterà, chi salirà a viale Mazzini al suo posto? Paolo Del Brocco pare il nome più accreditato ma ci sono anche in pista Mario Orfeo direttore del tg1 Paolo Ruffini direttore di tv 2000 ed una donna: luisa Todini, ex presidente delle Poste già consigliere Rai stimata da Renzi e Berlusconi. Luisa, brava imorenditrice, carattere mite ed equilibrato, sarebbe la persona giusta, spiegano ad affaritaliani.it fonti vicine al governo per mettere d'accordo Renzi Berlusconi Alfano e traghettare la Rai verso le nuove elezioni. Monica & Luisa in tandem fino al 2018?

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