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MediaTech
Editoria, Agcom: vendita quotidiani a -25% su base annua, Rai leader share tv

Agcom: a giugno la vendita dei quotidiani risulta in flessione del 25% 

Continua il trend negativo dell'editoria. Nel mese di giugno 2020, la vendita di quotidiani (copie cartacee e copie digitali) è risultata pari a circa 2,1 milioni di copie, in flessione del 25% su base annua, come rileva l'Osservatorio trimestrale dell'Agcom. Con riferimento all'intero periodo considerato (giugno 2016 - giugno 2020), le copie giornaliere cartacee complessivamente vendute dai principali editori si sono quasi dimezzate, passando da circa 2,3 a 1,3 milioni di unità. Contestualmente, le copie digitali risultano in netta flessione se consideriamo l'intero periodo (-21% punti percentuali) e in incremento se si considerano i valori di giugno 2019.

Rai si conferma leader per share tv, cresce Discovery

Nel settore televisivo, riporta Prima Online, Rai nonostante la contrazione della quota a -0,8% mantiene la leadership con una share del 34%. Al secondo posto, Mediaset, con 3,2 milioni di telespettatori nel giorno medio, registra un incremento (0,8 punti percentuali) e raggiunge una share del 31,8%. Nello stesso periodo continua a crescere l’audience di Discovery (+0,7 punti percentuali) che si assesta su una quota di ascolti del 8,5%, mentre registrano performance negative Comcast/Sky (-1%) e La7 del Gruppo Cairo Communication (-0,4%). In crescita invece gli ascolti registrati dagli altri operatori che complessivamente raggiungono il 15,7%, (+0,7 punti percentuali).

Tg1 e Tg5 in testa con l'audience più alta 

Analizzando l’evoluzione delle audience delle edizioni serali dei principali programmi di informazione (i telegiornali), Tg1 e Tg5, riporta Prima Online, si confermano nel giorno medio i più seguiti (complessivamente con circa 8,4 milioni di ascoltatori e una crescita, rispettivamente, di +1,7 e +0,4 punti percentuali). Al terzo posto si colloca l’edizione serale della testata a carattere locale di Rai 3 (TgR) con una share pari al 15,1%, in crescita di +3,5 punti percentuali.

Social network: Facebook si conferma la principale piattaforma utilizzata

Per quanto riguarda l’audience dei principali social network, è Facebook con quasi 37 milioni di utenti unici e una contrazione su base trimestrale di 4 punti percentuali la principale piattaforma utilizzata. Analoga tendenza si osserva per Instagram, Linkedin e Twitter i cui consumi a giugno 2020 si attestano sui valori di dicembre, ma in sensibile calo se confrontati con quelli registrati nel periodo di lockdown (rispettivamente -36%; -12,2% e -21,8%). Lo riporta Prima Online.

Nonostante l’allentamento delle misure di contenimento dell’epidemia, trend crescente per Pinterest, frequentato a giugno 2020 da 16,7 milioni di utenti unici (+12,2 punti percentuali) e Tik Tok, del gruppo ByteDance, utilizzato da 6,6 milioni di utenti (+20,5 punti percentuali).

Rete mobile: sim in flessione su base annua di 900mila unità. Tim market leader

Nella rete mobile, riporta ancora Prima Online, le sim complessive (103,6 milioni a giugno 2020) risultano su base annua in flessione di circa 900mila unità: in particolare, le sim M2M sono cresciute di 2,8 milioni, mentre quelle “solo voce” e “voce+dati” si sono ridotte di 3,6 milioni di unità. Tim si conferma market leader (29,4%), seguita da Vodafone (28,9%) e Wind Tre (26,4%) mentre Iliad rappresenta il 6,0% del mercato. Considerando il solo segmento delle sim ‘human’, ovvero escludendo le M2M, il nuovo operatore raggiunge l’8%, mentre Wind Tre, nonostante una quota in calo di 2,8 punti percentuali su base annua, rimane il principale operatore con il 28,8%.

Prosegue a ritmi sostenuti la crescita della larga banda mobile: nei primi 6 mesi del 2020 oltre il 70% delle linee human ha effettuato traffico dati, con un consumo medio unitario mensile di dati stimabile in circa 9,1 GB/mese in crescita del 58% rispetto a giugno 2019.

Nella rete fissa accessi ridotti a giugno di circa 100mila unità

A fine giugno nella rete fissa gli accessi complessivi si siano ridotti di circa 100 mila unità rispetto al trimestre precedente e di quasi 370 mila unità rispetto a giugno 2019. L’osservatorio sottolinea che ci sono significativi cambiamenti nella composizione delle tecnologie utilizzate per la fornitura del servizio: infatti, se nel giugno 2016 l’86,5% degli accessi alla rete fissa era in rame, dopo quattro anni questi sono scesi al 41,2% (con una flessione di 9,4 milioni di linee). Allo stesso tempo sono sensibilmente aumentati gli accessi tramite tecnologie qualitativamente superiori, in particolare quelle in tecnologia FTTC (+7,05 milioni di unità), FTTH (+1,06 milioni mila) e FWA (+ 620 mila).

Le linee FTTH per la prima volta hanno superato quelle in tecnologia FWA (1,46 contro 1,42 milioni). Tale dinamica si riflette in un aumento delle prestazioni in termini di velocità di connessione commercializzate dalle imprese: in quattro anni le linee con velocità pari o superiore ai 30 Mbit/s sono passate infatti da meno dell’11% al 62% del totale delle linee broadband e ultrabroadband, il cui quadro competitivo vede Tim quale maggiore operatore con il 42,2%, seguito da Vodafone (16,6%), Fastweb (15,1%) e da Wind Tre (13,8%).

Servizi postali:  Poste Italiane in testa con il 37,1%

Nella prima metà del 2020, riporta infine Prima Online, i ricavi complessivi registrati nel settore postale sono diminuiti del 5,8% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno: in particolare, i servizi di consegna pacchi in media risultano in crescita di oltre il 9% (con quelli nazionali che mostrano un incremento del 16,9%), mentre quelli relativi ai servizi di corrispondenza registrano una flessione del 31,1%.
Le corrispondenti dinamiche dal lato dei volumi vedono una crescita del 26,6% nel numero di pacchi consegnati ed una flessione del 24,1 nei servizi di corrispondenza. Il quadro concorrenziale del settore postale, nel suo complesso, vede il Gruppo Poste Italiane principale operatore con il 37,1%, seguita da GLS Italy (16,4%), BRT (13,5%) e UPS (10,3%). Su base annua, i ricavi unitari medi relativi dei servizi di corrispondenza mostrano una flessione del 2% mentre quelli relativi ai servizi di consegna dei pacchi nazionali ed internazionali si riducono rispettivamente del 6,7% e del 7,2%.

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