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Rai, complice il Coronavirus, Foa e Lega riprendono Viale Mazzini. Salini KO

Mentre l'emergenza Coronavirus tiene sotto scacco il Paese e ancora non s'intravedono spiragli di luce a illuminare le tenebre calate sulle vite degli italiani, la Rai brancola quanto mai nel buio consegnando chiavi in mano il Servizio Pubblico finanche a Barbara D'Urso e al suo Pomeriggio Cinque, che ieri trasmetteva la diretta del Presidente del Consiglio Conte mentre Rai1 e Rai2 la sfumavano per trasmettere rispettivamente le improrogabili repliche dell'Eredità e un cruciale telefilm. 

Ma il segno delle difficoltà a Viale Mazzini lo si evince anche da un particolare non esattamente trascurabile. I telespettatori più attenti avranno infatti notato che, dopo mesi e mesi di oblio mediatico e di citazioni sui giornali e in Tv soltanto a margine di assurde questioni di finte mail di falsi ministri, il Presidente della Rai Marcello Foa è riemerso dalle nebbie del dimenticatoio per assurgere a nuovo prezzemolino televisivo. 

Ultima delle varie recenti apparizioni del Presidente Foa sul piccolo schermo, Porta a Porta di ieri sera, in rappresentanza della Rai che fronteggia come può l'assalto del Covid-19. Un Foa in grande spolvero e molto sicuro di sé, un Foa che oscura un Amministratore Delegato Fabrizio Salini che, dal canto suo, appare intimidito e relegato nell'ombra, e che molti - all'interno e fuori dell'azienda - giudicano troppo titubante nel prendere decisioni compatibili con l'emergenza. 

Pare addirittura che si renda ormai difficoltoso anche il rispetto delle misure più essenziali. A quanto si legge nei gruppi segreti che, sui social network, raggruppano i dipendenti Rai e dove bazzicano anche sgomenti pezzi grossi dei piani alti di Viale Mazzini, "nell’area deputata agli uffici presidenziali nessuno dello staff indossa mai le mascherine e applica il resto delle procedure imposte dalla Task Force guidata dal DG Corporate Matassino". Quell'Alberto Matassino che, ahilui, ha visto recentemente colare a picco il piano industriale firmato in collaborazione con l'Ad Salini. Nessuno, infatti, crede più ormai alla questione del "rinvio causa emergenza Coronavirus". Il piano industriale, pace all'anima sua, viene ritenuto ormai condannato, restituendo così forza a Marcello Foa e, in ultima analisi, alla Lega che, timorosa della perdita di consensi nel Paese, intende tornare a contare almeno a Viale Mazzini. E la rinascita della fenice Foa dalle ceneri di un "repulisti" mai effettuato fino in fondo dall'Ad Salini non è altro che la prova lampante di tutto ciò. 

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