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Repubblica, fine dei giornali partito: Scalfari-Calabresi contro De Benedetti

Bufera a "La Repubblica", scatenata dalL'intervista-sgub di CdB a Lilli Gruber, 61 anni, su La7 TV di Urbano Cairo, 61 anni, che è stata seguita, oggi, dalle dure risposte di Calabresi e Scalfari.. Quell'esternazione ha segnato la fine della lunga epoca dei "giornali-partito", con i direttori, che imponevano la linea politica, condizionati, a loro volta, dalla "moral suasion" dei proprietari degli organi di stampa. Costoro, in primis Carlo de Benedetti,

84 anni-che li ha rivendicati, in TV, con sussiego-avevano stretti rapporti con tutti i premier italiani e con i leader di altri Paesi.

Oggi a CdB, intervistato da Francesco Merlo, 67 anni, ha risposto Eugenio Scalfari, 94 anni, bocciato dall'editore, che dalla Gruber era stato tranchant con l'ex amico : "Ho dato a Scalfari (Come ? In nero ?) un pacco di miliardi, pazzesco, quando volle liquidare la sua partecipazione azionaria in Repubblica... con me Eugenio deve stare solo zitto !". Ma, dicevamo, l'ex deputato, nel 1968, del PSI non è stato zitto : "Non ho affatto parlato per vanità. E questo giornale non è stato fondato da Carlo, ma da me e dal principe Carlo Caracciolo (1925-2008). In passato, l'editore ha onorato la libertà del quotidiano. Non so se quel che adesso va dicendo, in TV e sui giornali, sia compatibile con la carica di Presidente onorario, non so se la onori". In pratica, una richiesta di dimissioni.

Non meno secca e puntigliosa la replica di Mario Calabresi, 48 anni, direttore del quotidiano : "L'impegno e l’orgoglio dei giornalisti di Repubblica, della sua intera redazione, sono intatti. Godiamo del sostegno dei nostri azionisti e del nostro vertice aziendale. Un gruppo focalizzato sul futuro. Questo giornale deve molto a Carlo de Benedetti e alla sua passione, ma anche l’Ingegnere dovrebbe sentire un debito di gratitudine nei confronti di una testata, che ha occupato una parte importante della sua vita. Il Presidente onorario deve difendere l'immagine del giornale. Il contrario di quanto è accaduto".

Al di là dello scontro, in corso a largo Fochetti, Roma, Il sistema democratico si rafforza e diventa più credibile, quando tutti rispettano le regole e i propri ruoli, non invadendo i campi altrui : quando, cioè, i giornali informano i lettori, gli imprenditori lavorano, con correttezza e trasparenza, nei loro settori, i cittadini scelgono i loro rappresentanti. E il Capo del governo viene designato dal Presidente della Repubblica, non da un ristretto "club degli ottimati". Non spetta a de Benedetti decidere se Gigino Di Maio, 31 anni, candidato del M5S alla premiership, debba, o meno, andare a Palazzo Chigi dopo il voto. Ma al popolo italiano ! È la democrazia, Ingegnere !

Forse, con garbo, Lilli Gruber avrebbe dovuto farlo notare al suo sussiegoso ospite.

Quanto all'endorsement di CdB pro-Renzi, 42 anni, Silvio Berlusconi, 81 anni, è ancora tra i protagonisti di primo piano del teatrino politico, dopo 24 anni, di cui circa 10 al governo, caratterizzati dalla durissima opposizione al CAV e a Forza Italia del gruppo editoriale, guidato proprio da Carlo de Benedetti.

Quanto potrà, dunque, contare, in termini di voti e consensi, l'esternazione pro-Pd e sprezzante contro il giovane candidato a premier del M5S, diffusa dall'Ingegnere, residente in Svizzera, ininfluente sulla linea de "La Repubblica" e anzi in forte contrasto, come abbiamo spiegato, con il direttore, Mario Calabresi, e con l'attempato, ma ancora autorevole, e pungente, "Barbapapà" dell' ex "giornale-partito", Eugenio Scalfari, che fondò nel lontano 1976 ?

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