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Medicina
BioUpper: due team del Lazio tra i 10 progetti ammessi alla finale

Sono state selezionate le 10 idee di business che avranno accesso alla seconda fase di BioUpper, l’iniziativa promossa da Novartis e Fondazione Cariplo a sostegno dei giovani talenti che vogliono creare una start up nelle scienze della vita, in collaborazione con PoliHub, l’incubatore della Fondazione Politecnico di Milano, e Humanitas, gruppo ospedaliero e avanzata struttura di ricerca di rilievo internazionale.
 

Il programma, quest’anno alla sua seconda edizione, ha raccolto il 30% di candidature in più (151) rispetto al 2015. Sono state poi identificate 17 proposte che hanno partecipato alla settimana di formazione che si è svolta presso PoliHub dal 12 al 17 dicembre scorsi. Dopo aver partecipato alla training week, un percorso di formazione e di confronto con professionisti del settore, tutor e business angels, i 17 team provenienti da tutta Italia hanno presentato le loro idee alla giuria, nel corso di una sessione di elevator pitch.
 

Le 10 idee selezionate in questa fase si suddividono così in due degli ambiti di applicazione previsti dal bando: biotecnologie orientate alle scienze mediche ─ BTeam, Kyme, Postbiotica ─ e dispositivi medicali ─ Golgi, Holey, Newrosparks, Pd-Watch, Probiomedica, Watch-me, Wound viewer.


Due dei team scelti dalla giuria provengono dal Lazio: BTeam, che offre il bromotimolo, nuovo potente antibatterico sviluppato grazie a un processo di produzione a basso costo ed ecosostenibile, che ha dimostrato di essere un efficace principio attivo sia per l’igiene personale sia per la disinfezione di tutte le superfici, e Holey, la prima piattaforma che permette alle strutture sanitarie di stampare in 3D tutori ortopedici,  assicurando una forte riduzione dei costi rispetto ai tutori commerciali e riducendo le complicazioni rispetto al gesso tradizionale. I pazienti utilizzano così dispositivi personalizzabili, antiallergici e resistenti all’acqua.


Il 70% dei dieci team è caratterizzato dalla presenza femminile e l’età media degli aspiranti startupper è di 30/35 anni. Uno dei team, Pd-Watch, ha potuto accedere a BioUpper grazie alla wild card che il programma ha offerto ad Hacking Health, movimento internazionale che anche in Italia promuove l’innovazione, stimolando la co-creazione tra il mondo della ricerca e della clinica e quello accademico.


“Già alla sua seconda edizione, BioUpper si sta rivelando una solida realtà per i giovani startupper italiani, capace di indicare un percorso credibile di sostegno all’innovazione nel mondo della salute” - ha dichiarato Georg Schroeckenfuchs, Amministratore Delegato e Country President di Novartis Italia. “Il merito va a una formula che sa valorizzare i contenuti e la qualità delle idee proposte, avendo sempre come bussola le loro effettive potenzialità in termini di business. Questa formula è stata riconosciuta anche dal mercato, che ha premiato diversi progetti della prima edizione. Auguriamo lo stesso successo alle 10 nuove idee che da oggi entrano nella fase decisiva di BioUpper 2017”.

 
“Siamo orgogliosi di ospitare in Cariplo Factory la seconda edizione di BioUpper, un progetto che si sta rivelando sempre più competitivo”
- ha aggiunto Carlo Mango, Direttore Area Ricerca Scientifica di Fondazione Cariplo. “Il nuovo polo della Fondazione vuole diventare il punto di riferimento per la realizzazione di progetti di open innovation e la valorizzazione di giovani talenti. Con BioUpper abbiamo dimostrato che la collaborazione profit-no profit ha enormi potenzialità tanto che, solo dopo un anno di vita, questo progetto è diventato un modello da seguire per altre aziende che vogliono sostenere l’imprenditorialità giovanile e supportare la nascita di start-up innovative”.
 
La sessione di pitch ha visto i 17 team illustrare i loro progetti in due fasi: 6 minuti iniziali di presentazione del team e del lavoro di ricerca svolto e 6 minuti di confronto con la giuria, costituita da rappresentanti del mondo aziendale, scientifico ed istituzionale attivi nello sviluppo di nuove imprese ed esperti nelle aree di supporto all'imprenditorialità.


I due rappresentanti delle Istituzioni presenti, Mattia Corbetta, della Direzione generale per la Politica industriale, la Competitività e le Pmi del Ministero per lo Sviluppo economico, e Nando Minnella, Capo della Segreteria Tecnica del Ministro della Salute, hanno sottolineato il proprio sostegno alla ricerca e l’apprezzamento nei confronti di BioUpper.


 
“Negli ultimi anni stiamo assistendo a una vera e propria rivoluzione del mondo delle scienze della vita che sta diventando sempre più digitale - ha commentato Minnella - e gli aspiranti startupper, che partecipano a questo programma, sono gli attori principali del cambiamento. In questo contesto, BioUpper svolge un ruolo importante di facilitatore e acceleratore dei processi di industrializzazione di progetti che impattano sulla salute dei pazienti migliorandone spesso le condizioni di vita se non, addirittura, guarendoli da malattie prima incurabili”.


“BioUpper persegue delle finalità coerenti con gli obiettivi che il Ministero per lo Sviluppo economico si è dato negli ultimi anni, a partire dall’approvazione della politica nazionale sulle start up innovative”, ha affermato Corbetta. “Innovazione, talento e capitale umano sono i paradigmi che vogliamo promuovere attraverso misure quali il credito d’imposta a ricerca e sviluppo, il Patent Box e l’iper ammortamento sugli investimenti in innovazione, tutte misure che hanno contrassegnato anche la recente Legge di Bilancio. BioUpper, in questo contesto, rappresenta un’iniziativa di grande pregio perché incarna, in modo evidente, il nostro focus”.
  
 

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