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Medicina
Coronavirus, lo stress aumenta il rischio di malattie
(fonte Lapresse)

Lo Stress abbassa le nostre difese immunitarie, e facilita l’insorgenza di malattie. Più volte abbiamo affrontato questo tema. Questo frangente, pandemico e davvero difficile, mette tutti a dura prova, ma deve anche permetterci di fermarci, e riflettere su quanto possa talvolta diventare fragile, il nostro sistema immunitario, e quindi attaccabile. Un sistema che abbiamo tutti, sin dalla nascita, ed anche prima, e che talvolta diamo per scontato essere buono, ma che invece non lo è.

Si sente spesso affermare che questo Virus, che è molto aggressivo, ma che rientra nel novero di quelli dello stesso ceppo ( Orthocoronavirinae è una sottofamiglia di  virus , noti anche come coronavirus, della  famiglia   Coronaviridae , del  sottordine   Cornidovirineae, dell' ordine   Nidovirales), colpisce tutti, indistintamente, anche i soggetti cosiddetti " sani", e non solo chi è fragile come situazione fisica, vedi gli anziani. Vengono riportati i casi di un calciatore, o di un bambino, o di soggetti comunque apparentemente in salute come esempi di soggetti che sono stati colpiti da Coronavirus, non a rischio, diciamo. E qui scatta l'allarme. Perchè immediatamente ci chiediamo : " Quindi posso venir contagiato pure io, che sono giovane e sano? "

Oggi più che mai sorge l’esigenza di capire e chiarire le relazioni tra funzionamento psicologico, attivazione di neurotrasmettitori a livello cerebrale, collegamento con il sistema endocrino e funzionamento del sistema immunitario. Il defict del sistema immunitario sembra essere, in questo primo scorcio di secolo, in crescita anche nella popolazione giovanile. L'evidenza di numerosi casi di patologie autoimmuni ne sono la dimostrazione. La più evidente di queste patologie, il morbo di Cron, è la dimostrazione di una alterazione autodistruttiva del sistema immunitario che attacca se stesso. La genesi psicosomatica della deficienza immunitaria è ormai nota da anni ed è materia di ricerche di largo spettro. Il danno a carico del sistema immunitario si può configurare, senza sintomi apparenti sin dalla più tenera età. Si può affermare (vi è sostanziale letteratura della comunità scientifica sull'argomento), che fattori stressogeni si evidenziano a partire dalla vita intrauterina, con conseguenza di un deficit immunitario alla nascita già destinato a subire danni e attacchi da un qualsiasi virus. Lo “stato d’animo”, chiamiamolo così, anche se il concetto è molto più complesso, si trasmette - anche a livello fetale - attraverso la produzione di  cortisolo, un  ormone  prodotto dalle  ghiandole surrenali . Gli stati di insicurezza attivano risposte fisiologiche di continua allerta, da questo, nel tempo, si può riscontrare l’insorgenza ed il perdurare di un processo infiammatorio generalizzato a basso grado foriero di una lenta degenerazione – spesso irreversibile – dei tessuti e dei comparti corporei.

Ecco che, per ben capire come attacca un virus, così come altro tipo di patologia, è bene conoscere come funziona questo nostro " sistema". Occorre, intanto sapere che è molto variabile, e dipendente dallo stato di Stress che stiamo vivendo, cioè dalle condizioni di vita che attraversiamo. Da ricordare che il corpo non distingue tra Stress fisico e psichico, la risposta neuroimmunometabolica è sempre la stessa.

Spieghiamo meglio. Abbiamo parlato spesso di Stress? Termine ormai abusato per significare uno stato di tensione eccessiva. Lo è, ma non solo.

In realtà il termine si riferisce a qualsiasi stimolo (o stressor) proveniente dall’esterno o dall’interno di un organismo. In questo senso lo stress non si può definire né buono né cattivo: gli stimoli determinano una reazione fisiologica e tale risposta allo stress è una risposta di tipo adattivo. Lo stress è la prima sollecitazione che l'organismo subisce quando vi è un cambiamento nell'equilibrio tra organismo e ambiente. Si divide in Eustress ( quello buono) e Distress, definibile come “stress cattivo”, quello che provoca grossi scompensi emotivi e fisici difficilmente risolvibili. Un esempio può essere un licenziamento inaspettato, un intervento chirurgico o la paura della morte, nostra, o di qualcuno a cui teniamo.

La paura, l’ansia di ammalarsi, di perdere la vita, sono reazioni umane naturali e comprensibili in situazioni di emergenza, ma è necessario imparare a gestirle ed a controllarle il più possibile. Non è facile. Oltretutto, la comunicazione che arriva, attiva i sistemi di paura, aggiungendo ansia ad ansia.

E se c'è un aspetto "scientificamente provato" è che più siamo stressati, più siamo vulnerabili a tutto, quindi anche ai Virus, perché le nostre difese immunitarie si abbassano. Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, avrà provato stati d’ansia e avrà pure notato come il corpo reagisce a queste situazioni con manifestazioni differenti: dalla forfora alla perdita di capelli, al mal di stomaco, al mal di testa, alle eruzioni cutanee fino agli eczemi improvvisi.

La risposta allo "stress" si esplica in tre fasi; nella prima fase, definita fase di allarme, lo stressor suscita nell'organismo un senso di allerta, con conseguente attivazione dei processi psicofisiologici già descritti a proposito della reazione d'ansia (aumento del battito cardiaco, iperventilazione ecc.). Dopodiché, nella fase di resistenza, l'organismo tenta di adattarsi alla situazione e gli indici fisiologici tendono a normalizzarsi anche se lo sforzo attuato è molto intenso. Nel caso in cui l'adattamento non sia sufficiente si arriva alla terza fase, la fase dell'esaurimento (quindi della depressione), in cui l'organismo non riesce più a difendersi e la naturale capacità di adattamento viene a mancare.

"Mi preme ricordare e ribadire", dice Sabrina Ulivi, del Centro Clinico Ulivi, Psicoterapeuta ed Esperta in Neuroimmunomodulazione "come questa fase sia la più pericolosa, in quanto l'esposizione prolungata ad una situazione di stress può provocare l'insorgenza di patologie sia fisiche che psichiche. Si parla di 28 giorni di stress continuato, non sono tantissimi, dopo si parla di Stress cronico. In particolare, questa che adesso diventa patologia vera e propria, attiva un circuito composto da strutture cerebrali e da ghiandole endocrine (asse ipotalamo-ipofisi-surrene) che aumentano la secrezione del già citato cortisolo. Quest'ormone, se presente in quantità superiori alla norma, provoca vari disturbi".

Interviene anche il sociologo/psicologo sociale, e ricercatore scientifico epigenestista Giovanni Cozzolino, da anni impegnato nella ricerca di queste tematiche: "Ogni stimolo (o stressor) che perturba l’omeostasi dell’organismo vivente, la sua tendenza naturale al raggiungimento di una relativa stabilità interna, ovvero uno stato di equilibrio che si mantenga nel tempo anche al variare delle condizioni esterne, attiva immediatamente specifici meccanismi autoregolatori, cioè reazioni neuropsichiche, ormonali, immunologiche, emotive, locomotorie.

Lo stress è “quando tutto diventa troppo”. Molte solo le situazioni nella vita quotidiana e lavorativa che possono produrre tale sensazione". Si è parlato spesso, in questo periodo, della diversa comunicazione tra due Paesi molto diversi tra loro: l'Italia e l'America. Ciò che emerge, è che pur vivendo la stessa pandemia, gli americani sembrano essere più preparati di quello che siamo stati noi, più attrezzati, molto meno confusionari. Con una comunicazione più decisa e sobria, che incute meno panico. In Italia, ogni giorno che passa con i contagi in aumento, c'è un'atmosfera di ansia che si ripercuote in tutto il paese. Si sente nei servizi televisivi, sui Social, tra la gente.

Serve la consapevolezza che il panico potrebbe essere assai ben più pericoloso dello stesso virus, che deve venir utilizzata una comunicazione rivolta a gestire anche l’ansia e il panico. L’ansia prospera sull’incertezza. E in questi momenti di diffusione di questo Covid- 19, molti di noi vivono in continuo stato di incertezza con domande ricorrenti del tipo: quanto rischio? quanto rischia la realtà che mi circonda?.

Ansia e stress diminuiscono le difese immunitarie. Indubbiamente si. E non ce n'è bisogno. Anzi, questo è il tempo di reagire.

"C’è una paralisi, un blocco legato all’incapacità di reagire alla sovra stimolazione, che non è funzionale alla vita. È quel che succede, anche a noi esseri umani, quando il livello di stimolazione è così elevato e le situazioni sono così stressanti (sia dal punto di vista intellettuale, emozionale che fisico), da permettere l’attivazione solo di meccanismi paragonabili alla lotta, alla fuga o al mimetismo (freeezing) . Lo stress ci paralizza, ci blocca, ci impedisce di andare avanti, ovvero ci “deprime” nella sua "fase di esaurimento”: a un certo punto il nostro sistema collassa e non siamo più in grado di adottare delle strategie di risposta efficaci, sane, buone per noi. E’ qui che collassa anche tutto il sistema immunitario: questo permette alle cellule di degenerare verso l'insorgenza di malattie, a volte devastanti" conclude la D.ssa Sabrina Ulivi.

E’ molto importante riuscire a mantenere la calma. Imparare a stare con i piedi per terra, vivendo giorno dopo giorno, momento dopo momento, stare Sabrina Ulivi qui ed ora, evitando di farsi massacrare da mille fonti di notizie. In momenti come questi, si arriva a comportamenti parossistici, dove la spasmodica raccolta di informazioni non è più un giusto bisogno di conoscenza, ma diventa un’ossessione nel cercare risposte che ci possano tranquillizzare. Importante è, davvero, la conoscenza scientifica. Che non significa dire che questo Coronavirus sia una banale influenza, non lo è. Ma neppure è utile creare panico dannoso al nostro "Sistema Uomo", che così, fragilmente, può davvero ammalarsi.

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