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Medicina
Lavarsi con l'acqua fa male alla pelle? L'innovativa ricerca Unifarco

Lavarsi con l'acqua fa male alla pelle? L'innovativa ricerca Unifarco

Creme corpo, maschere, make-up di qualità... tutti elementi fondamentali per la cura della nostra pelle. Ma c’è un altro elemento, di importanza primaria, che nessuno mai considera: l’acqua.

Lavarsi il volto e il corpo è un gesto quotidiano che compiamo migliaia di volte nel corso della nostra vita, senza sapere che, contro ogni nostra convinzione, la sola acqua dura – che contiene elevate concentrazioni di calcio, magnesio e altri minerali pesanti come il calcare e caratterizza la maggior parte dei rubinetti d’Italia – può causare veri e propri danni alla nostra pelle.

A confermarlo è il team Ricerca & Sviluppo di Unifarco che, con la collaborazione dell’Istituto di ricerca Vitroscreen, ha sviluppato – in vitro – un vero e proprio modello di studio inedito dell’acqua, portando alla luce diverse criticità.

In particolare, lo studio in vitro ha smascherato i pericoli causati dall’acqua dura sulla nostra pelle: irritazione, infiammazione e alterazione della barriera epidermica, fattori che possono determinare dermopatie di varia natura, aumentare il rischio di aggressioni esterne, allergie da contatto e infezioni.

Entrando nel dettaglio dello studio, il team di ricerca ha simulato le comuni abitudini di igiene quotidiana su un modello di epidermide ricostruita in vitro e ha analizzato le conseguenze della detersione con acqua a diversi gradi di durezza.

La pelle è stata esposta ad applicazioni giornaliere e ripetute di diverse soluzioni, ovvero soluzione salina (sostanza di per sé innocua), acqua dura, acqua ultrapura, una soluzione di acqua dura e un comune detergente industriale, e infine una soluzione di Ceramol Olio Detergente – prodotto sviluppato da Unifarco Biomedical, divisione di Unifarco che sviluppa dispositivi medici e cosmetici dermatologici per rispondere a problemi irrisolti della barriera cutanea – disciolto in acqua dura.

Dall’analisi è emerso che il solo utilizzo di acqua dura provoca alterazioni della barriera epidermica rispetto all’acqua ultrapura. I dati hanno inoltre evidenziato come a parità di “qualità” dell’acqua, l’uso del corretto detergente influenza il potenziale sviluppo di problematiche correlate alla salute della barriera.

Alla luce di questo modello di studio è bene valutare qualche piccolo accorgimento.

Ecco, quindi, alcune semplici regole per una perfetta routine dermatologica quotidiana:


1. Scegliere il detergente corretto: non fatevi ingannare da schiuma e profumo! Due elementi che nell’immaginario comune sono associati alla pulizia sono la produzione di schiuma e la profumazione del prodotto. In realtà questi non corrispondono ad un maggiore potere lavante del prodotto, anzi. I detergenti migliori sono proprio quelli sprovvisti di proprietà schiumogene, soprattutto nei casi in cui la barriera cuta-
nea è delicata o danneggiata. Lo stesso vale per la profumazione, sarebbe meglio preferire prodotti neutri.

2. Il troppo stroppia! Lavaggi assidui mettono ko la nostra pelle, causando un effetto inverso rispetto a quello desiderato: la cute diventa eccessivamente sensibile e le ghiandole sebacee vengono stimolate a lavorare ancora di più, rendendo la pelle lucida e grassa. È sufficiente detergersi due volte al giorno: la mattina per combattere l’eccesso di sebo prodotto durante la notte e per rimuovere i residui dei trattamenti della sera precedente; e prima di andare a dormire per eliminare agenti esterni, come smog, polveri sottili e trucco accumulatisi durante la giornata.

3. Crema? Mai senza detersione. La detersione ha un grande impatto anche sull’efficacia della crema che utilizziamo. Una pulizia del viso corretta e costante, infatti, prepara la cute e la barriera ad interagire in modo ottimale con la crema, migliorandone inoltre l’assimilazione.

LA SCHEDA DI UNIFARCO
Nata nel 1982 ai piedi del Parco delle Dolomiti bellunesi (Santa Giustina), Unifarco è una Società per Azioni fondata e formata da farmacisti che propone prodotti cosmetici, nutraceutici, dermatologici e di make-up efficaci, sicuri e a un giusto prezzo. Unifarco si rivolge esclusivamente al canale farmacia: attualmente fornisce oltre 4.800 farmacisti europei (di cui oltre 2.600 in Italia). È gestita dai 4 soci fondatori con 350 soci farmacisti. Ha attualmente oltre 370 dipendenti in azienda e 130 collaboratori sul territorio (formatori, informatori, agenti, beauty consultant, ecc).

In Italia, Unifarco è leader nella cosmesi, quinta nella nutraceutica e quarta nel maquillage, con crescite più significative nei diversi settori rispetto ai competitor (Fonte: NewLine ottobre 2018). Nel 2018 Unifarco ha avuto un fatturato di oltre 90.000.000 di euro, con un +7% rispetto al 2017. Ha filiali in Germania e Spagna e reti di vendita sviluppate in Francia, Austria e Svizzera.
Unifarco Biomedical è l’area aziendale di Unifarco dedicata alla ricerca e allo sviluppo di dispositivi medici e prodotti dermatologici specifici per le pelli problematiche.
Gli investimenti in R&D sono valorizzati da una stretta collaborazione con centri di ricerca internazionali, medici e specialisti, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni efficaci nel trattamento delle disfunzioni dermatologiche, per una migliore qualità della vita.

Unifarco Biomedical ha tre linee:

• Ceramol– prodotti per la riparazione della barriera cutanea, formulati per pelli iperreattive, intolleranti e allergiche.

• Ceramage– contrasta i meccanismi complessi dell’invecchiamento cutaneo causato principalmente da inflamm-aging,

• Cerapsor– emollienza specifica per psoriasi e pelli ispessite.
 

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    unifarco; acqua dura
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