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Medicina
Meningite, nuovo caso: grave donna 72 anni. Allarme meningite in Italia

Meningite, nuovo caso: grave una donna di 72 anni. Una donna di Fauglia contrae lo pneumococco (non contagioso). Ma è caccia al vaccino: 9.600 chiamate al Cup in un giorno.

Settantadue anni. Febbre alta, mal di testa, rigidità alla nuca, stato confusionale, quasi in coma. I medici del pronto soccorso non hanno avuto incertezze, si legge su http://iltirreno.gelocal.it. Ancora lei: meningite. In un’ora è arrivata anche la risposta dai laboratori sulla tipologia di infezione. La donna giunta mercoledì sera a Cisanello da Fauglia non è un caso di meningococco C, il batterio che da due anni tiene sotto scacco la Toscana. Si tratta di una meningite da pneumococco, un batterio che può scatenare uno choc settico tanto aggressivo quanto gli altri, ma non contagioso.

È il quinto caso dal 30 dicembre, e soprattutto il secondo caso di pneumococco registrato a Cisanello in pochi giorni, lo stesso batterio che ha causato un decesso nel Lazio e uno proprio a Pisa pochi giorni fa. «Niente allarmismi - l’invito di Francesco Menichetti, primario del reparto di Malattie infettive in cui si trova ricoverata l’anziana - Non si tratta di una forma di meningite per cui sia prevista la profilassi, non è contagiosa né ha niente a che fare con il ceppo St11 che preoccupa la regione da ormai due anni. Certo, questa donna sta lottando per la vita. L’infezione è stata scatenata da una otite curata male e in ritardo». A fine anno era arrivata a Malattie infettive una donna di 52 anni colpita dallo stesso tipo di meningite, ma era l'ultimo sintomo di una setticemia da batterio che ha coinvolto tutto l'organismo ed esplosa in seguito all'aggravarsi dell'influenza. Per quest’ultima non c'è stato niente da fare, è deceduta dopo due giorni , mentre per l’anziana ricoverata mercoledì notte la prognosi resta riservata, le sue condizioni gravi.

Come si trasmette la meningite? Risponde la professoressa Chiara Azzari: "Ci sono portatori e il meningococco dalla loro gola può diffondersi nell'ambiente. È così che avviene il contagio" (domanda inviata da Serena Volpi)

Ma il fatto che spesso si tratti di infezioni non contagiose non sembra arrestare la psicosi da vaccino riesplosa proprio dopo una serie nera di casi, sia registrati in Toscana che in altre parti d’Italia. Solo mercoledì il Cup dell’area pisana è stato inondato di 9.600 chiamate. Tutte di cittadini a caccia del vaccino contro la meningite C, per cui da tempo la Regione ha lanciato una campagna di somministrazione gratuita per residenti fino a 45 anni. E un “assedio” simile (circa 3.500 chiamate) ha mandato in tilt i centralini della Asl anche ieri. In due giorni oltre 13 mila telefonate.

«Stiamo facendo di tutto per soddisfare le richieste degli utenti - spiega Emanuela De Franco, direttrice dell’Unità Igiene e prevenzione dell’Asl della Toscana nord ovest per l’area pisana - Rispetto ai 4 ambulatori aperti a settimana, per tutto gennaio ce ne saranno ulteriori dieci. Ma le richieste sono davvero tantissime, proprio oggi abbiamo completato la disponibilità per tutto il mese». Negli ambulatori si procede così al ritmo di 100 vaccini al giorno. Molte le cause del boom. «La preoccupazione certo - dice De Franco - Ma anche il fatto che a Pisa stiano rientrando molti studenti universitari fuorisede per cui il vaccino ovviamente è gratuito, senza contare che il nuovo calendario vaccinale approvato dopo Natale dalla Regione prevede tre dosi e non più due per i minori sotto i 14 anni».

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