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Medicina
"The Beauty of Imaging" ci porta a spasso nel tempo: Röntgen e i raggi-X

Ormai da 122 anni, consideriamo i raggi X come uno strumento diagnostico a disposizione di chiunque e di fondamentale importanza della prevenzione e nella cura di svariate patologie.

Non tutti sanno, però, che la loro scoperta avvenne per puro caso, durante un esperimento del fisico tedesco Wilhelm Röntgen, che nel 1901 fu insignito del Nobel per l'innovazione destinata a cambiare radicalmente la medicina.

Con una scelta ammirevole Röntgen mise a disposizione la sua scoperta della collettività, senza volere nulla in cambio. Già un anno dopo la sua scoperta era operativo un reparto di radiologia, ma il fisico – invece di godere di fama e ricchezza - morì in povertà nel 1923 e nel suo testamento chiese di bruciare tutta la sua corrispondenza scientifica.

Per questo motivo, ancora oggi non abbiamo un'idea chiara degli avvenimenti che portarono alla straordinaria scoperta dell’8 novembre 1895. La teoria maggiormente accreditata sostiene che Röntgen stesse compiendo degli esperimenti con un tubo fluorescente e una capsula di vetro sottovuoto attraverso cui veniva fatta passare una corrente elettrica (una sorta di antenato della lampada al neon).

Improvvisamente, Röntgen si accorse che uno schermo cosparso di una sostanza fluorescente, che aveva sistemato a poca distanza dal tubo, stava brillando fiocamente. La luce era visibile solo con la coda dell’occhio, dove è situata una parte particolarmente sensibile della retina. Guardando fisso lo schermo, al contrario, Röntgen non riusciva a vedere nulla.

Siccome il tubo era stato ricoperto con degli spessi fogli di cartoncino nero, la “misteriosa entità” che stava illuminando lo schermo era al contempo quasi invisibile a occhio nudo e tuttavia in grado di penetrare il copioso strato di carta che copriva il tubo!

Ripetuto più volte l'esperimento, Röntgen si accorse che solo il piombo era in grado di bloccare quel raggio. Sostituito lo schermo con una pellicola fotografica, chiese a sua moglie di mettere la mano tra il tubo e la pellicola. 

In quel momento, Röntgen ottenne la prima radiografia della storia: un’immagine delle ossa della mano di sua moglie, dalla quale era possibile scorgere anche il suo anello matrimoniale. Fu proprio il mistero dietro la scoperta e la natura di quei raggi che lo spinse a chiamarli “X”, come il segno matematico che indica una quantità sconosciuta.

L'importanza di quella scoperta era comunque chiara: in certe condizioni gli elettroni che vengono normalmente emessi dai tubi usati per i suoi esperimenti si trasformano in una radiazione elettromagnetica con la capacità di penetrare quasi qualsiasi materiale. 

Solo in seguito si è appreso della potenziale pericolosità delle radiazioni elettromagnetiche, dette raggi gamma, che equivalgono alle più pericolose tra quelle emesse durante le esplosioni atomiche. Pur se non pericolose quando i raggi gamma, i raggi-X possono comunque causare perdita di capelli e ustioni, fino all'insorgere del tumore nei casi di esposizione più severe. 

Molti dei primi studiosi che vollero ampliare la conoscenza sulla scoperta di Röntgen pagarono con la propria salute (o addirittura la propria vita) la sovraesposizione ai raggi.

Oggi, ovviamente, gli strumenti per le radiografie emettono una dose di radiazioni poco superiore a quella che un essere umano assorbe in una giornata e bastano alcune precauzioni di buon senso per non subire alcun effetto collaterale.


Curiosamente, nella motivazione con cui gli fu assegnato il Premio Nobel 1901 si parlava della scoperta dei “raggi che oggi portano il suo nome”. Invece, ancora oggi tutti si riferiscono alla sua scoperta come “i raggi-X”, dal nomignolo iniziale scelto dallo stesso scienziato, e il nome di Röntgen “solo” in occasione di belle iniziative come quelle organizzate dal Gruppo Bracco per i suoi 90 anni.

 

THE BEAUTY OF IMAGING


Credits:
A cura di FeelRouge Worldwide Shows
Supervisione artistica: Marco Balich
Design e progetto di allestimento: Studio GIO' FORMA
Direzione dei contenuti: Mauro Belloni
In collaborazione con: 
Centro Diagnostico Italiano
Fondazione Bracco

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Orari di apertura:
31 MAGGIO - 2 LUGLIO
Dal Martedì alla Domenica h 10.30 - 20.30
TRIENNALE DI MILANO
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INGRESSO LIBERO - FREE ENTRY

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Tags:
the beauty of imaging a spasso nel tempo röntgen raggi-x bracco
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