Da Milano alle altre città lombarde, l’allerta sui gruppi di giovanissimi si sposta ora su Como e Bergamo. Due operazioni diverse, ma accomunate dall’attenzione delle forze dell’ordine verso ragazzi in larga parte minorenni e dal ruolo assunto da chat e social network nell’organizzazione e nella diffusione dei messaggi.
A Como la Digos ha eseguito una serie di perquisizioni nei confronti di circa 30 giovani tra i 14 e i 24 anni, quasi tutti minorenni, nell’ambito di un’indagine per istigazione a delinquere finalizzata al saccheggio. Al centro degli accertamenti ci sono i messaggi circolati negli ultimi giorni sulle piattaforme social e nelle chat, attraverso i quali, secondo l’ipotesi investigativa, si sarebbe cercato di organizzare per sabato 24 ottobre una serie di incursioni e assalti ai negozi del centro di Como, prendendo a modello quanto avvenuto a Milano nello scorso fine settimana.
Le indagini sono coordinate dalla Procura di Como e dalla Procura per i minorenni di Milano. Gli investigatori hanno concentrato l’attenzione in particolare sugli autori dei messaggi ritenuti più espliciti. Tra i giovani coinvolti ci sono soprattutto italiani, alcuni ragazzi di seconda generazione e un numero più limitato di stranieri.Nel corso delle operazioni sono stati inoltre sequestrati coltelli, armi da softair, passamontagna e cappucci, materiale ora al vaglio degli inquirenti.
L’allarme partito dai social e i negozi nel mirino
L’attenzione delle forze dell’ordine sulle chat comasche era alta già da alcuni giorni. Uno dei gruppi monitorati aveva raccolto centinaia di iscritti e conteneva messaggi relativi alla possibilità di creare disordini nel capoluogo lariano. Tra gli elementi finiti sotto osservazione anche indicazioni sull’abbigliamento da utilizzare per nascondere la propria identità e discussioni sui possibili esercizi commerciali da prendere di mira. Il passaparola online aveva alimentato una forte preoccupazione in città, spingendo alcuni commercianti a scegliere preventivamente di abbassare le serrande.
Per sabato non risultano cortei o manifestazioni autorizzate legate a questi gruppi, ma il dispositivo di sicurezza sarà comunque rafforzato. Controlli più intensi sono previsti nelle stazioni ferroviarie di Como e della provincia, mentre nel pomeriggio si giocherà anche Como-Sassuolo allo stadio Sinigaglia.
Bergamo, 350 ragazzi identificati dopo gli scontri
Un’altra vasta operazione è scattata contemporaneamente a Bergamo, dove gli accertamenti della Polizia di Stato sono partiti dai disordini avvenuti il 17 ottobre. Il bilancio dell’attività condotta venerdì mattina parla di 350 giovani identificati in diversi istituti scolastici e 12 misure di prevenzione personali, dieci delle quali riguardano minorenni e due maggiorenni.
Le verifiche sono state condotte dalla Squadra Mobile, dalla Digos, dalla Divisione Anticrimine e da reparti specializzati, con l’obiettivo di individuare i ragazzi che avrebbero avuto un ruolo attivo nei disordini. Anche in questo caso, una parte importante dell’attività investigativa ha riguardato social network e piattaforme di messaggistica. Tra gli episodi emersi durante i controlli c’è anche quello di un 15enne denunciato perché trovato in possesso di un bastone estensibile.
Dalmine, perquisizione dopo i messaggi nella chat del corteo
Gli accertamenti hanno interessato anche una chat WhatsApp nata in vista di un corteo studentesco previsto per il 24 ottobre a Dalmine. La polizia ha eseguito una perquisizione nei confronti di una persona che avrebbe diffuso all’interno del gruppo messaggi ritenuti istigatori.
Sono state inoltre contestate tre sanzioni per mancato preavviso di manifestazione ad altrettanti esponenti riconducibili agli ambienti antagonisti locali; tra loro figura anche un minorenne. A Bergamo l’attenzione resta quindi elevata anche in vista di sabato. Alle 15 è previsto in piazza della Libertà un presidio dell’Unione degli studenti, con la presenza delle forze dell’ordine nell’area.
Da Milano alle province, social e chat sotto osservazione
Le operazioni di Como e Bergamo si inseriscono in un quadro di controlli molto più ampio seguito alle violenze del 17 e 18 ottobre. Le verifiche stanno interessando diverse città italiane e vedono un forte coinvolgimento di adolescenti e minorenni. Il punto di contatto tra le diverse indagini è soprattutto il ruolo della rete. Chat, gruppi social e piattaforme di messaggistica vengono monitorati per individuare eventuali tentativi di organizzare disordini, saccheggi o azioni violente e consentire alle forze dell’ordine di intervenire prima che dalle parole si passi alle piazze. In Lombardia i riflettori restano così puntati sul prossimo weekend: a Como l’obiettivo è prevenire le scorribande annunciate online, mentre a Bergamo proseguono gli accertamenti sulle responsabilità per gli scontri già avvenuti.
Affari Alert
Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.
Dal 1 Gennaio 2027: 0,99€/mese o 9,99€/anno


