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Gelmini: "Il messaggio del Terzo Polo sfonda in Lombardia"
Mariastella Gelmini (Imagoeconomica)

Gelmini: "Il messaggio del Terzo Polo sfonda in Lombardia"

Mariastella Gelmini, una delle leader di Azione a livello nazionale ed esponente di punta in Lombardia, in una intervista ad Affaritaliani.it Milano si mostra ottimista: "C'è un entusiasmo crescente rispetto al Terzo Polo e alla proposta di Carlo Calenda e Matteo Renzi. Il messaggio sfonda in Lombardia perché parla alle persone e alle imprese. Forza Italia? Ci sono tanti che non si sentono a loro agio con chi ha mandato a casa il governo Draghi che stava facendo benissimo. Le Regionali? E' presto. Ma dico che Letizia Moratti ha fatto un buon lavoro per la sanità lombarda...." L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT MILANO

Ministro Gelmini, pare che Milano stia rispondendo bene in termini di partecipazione agli eventi del Terzo Polo.
Diciamo che ci sono una partecipazione e un entusiasmo crescente, dall'apertura a Milano con 5mila persone passando da Brescia con Calenda davanti a una sala gremita. Dove siamo andati abbiamo riscontrato che c'è voglia di una Italia sul serio, e l'Italia sul serio apprezza le proposte di Carlo Calenda e Matteo Renzi. Questa non è la stagione delle promesse miracolose. Serve un metodo di governo improntato allo spirito repubblicano di Mario Draghi. Quando saranno al sicuro l'Italia, le famiglie e le imprese, poi si potrà tornare a dividersi tra destra e sinistra. Il metodo Draghi ha garantito al Paese una crescita di 6 punti percentuali prima dell’attacco russo all’Ucraina e di 3 punti percentuali dopo lo scoppio della guerra. È l'agenda Draghi, fatta di riforme e investimenti, non di reddito di cittadinanza.

Più investimenti e meno reddito di cittadinanza. Secondo i sondaggi andate bene in Lombardia...
Milano e la Lombardia sono una realtà che ama le sfide e il cambiamento, che vive di duro lavoro e di capacità di rischiare, creare occupazione. E' chiaro che la ricetta liberale e riformista del Terzo Polo, il taglio del costo del lavoro piuttosto che il sussidio per tutti, il sì alle grandi opere piuttosto che il no di Fratoianni e Bonelli sono posizioni particolarmente apprezzate in Lombardia.

Pensa di riuscire ad attirare i voti di Forza Italia?
La proposta di Azione-Italia Viva credo che sia apprezzata non solo dagli elettori sfiduciati dal Pd, ma anche da quell'elettorato moderato che non si riconosce in Orban come fanno Fdi e Lega, e che soprattutto non capiscono perché sia stato fatto cadere il governo retto dall'italiano più illustre al mondo.

Prevede passaggi da Forza Italia ad Azione in termini di amministratori locali?
Un travaso di consensi e di appartenenza è già capitato. Io mi trovo in un partito in cui ci sono Enrico Costa che era il responsabile giustizia di Forza Italia, Giusy Versace, campionessa paralimpica che è venuta in Azione da Fi, e poi Osvaldo Napoli, Andrea Cangini... Penso ad amministratori locali come Giampaolo Berni. Insomma, qualche problema in Forza Italia c'è. Ma quello che è importante è che la ricetta liberale non statalista di Calenda, che ha il coraggio di dire privatizziamo Ita e Ilva, incontra consensi in molti elettori che prima votavano Forza Italia.

In Lombardia però molti sono trattenuti dal fatto che pensano che il Terzo Polo tornerà organico al Pd dopo le urne.
Calenda ha già risposto, ha detto che se avesse voluto stare con il Pd lo avrebbe fatto. Facciamo chiarezza su cosa è accaduto: inizialmente Calenda ha spuntato un accordo che però è durato 24 ore e che prevedeva il taglio del costo del lavoro, la revisione del reddito di cittadinanza e il sì alle grandi opere. Poi nel momento in cui Letta ha costruito un patto uguale e contrario con la sinistra massimalista, Calenda ha detto no. Poteva tenersi i collegi sicuri e stare a sinistra. E invece no, ha dato vita al Terzo Polo. E lo ha fatto perché vuole uscire dalle ideologie del passato e fare finalmente quel che serve al Paese.

Quindi rimarrete al centro anche alle prossime elezioni regionali?
Per quanto riguarda le elezioni regionali facciamo un passo per volta. Confermiamo la nostra terzietà alle prossime elezioni amministrative. Ma ripeto: un passo per volta. Noi siamo alternativi alla destra di Meloni e alla sinistra massimalista. Penso che si debba rafforzare questo asset che può diventare un cambio di passo radicale rispetto alle beghe del passato che non hanno prodotto nulla.

Come commenta le ultime dichiarazioni di Letizia Moratti?
Colgo in lei il buon senso dell'amministratore che proprio non capisce la caduta del governo Draghi, che stava gestendo bene una fase di estrema emergenza. La posizione di Moratti è quella di tanti amministratori. Lascio a lei considerazioni sul suo futuro. Mi limito a dire che ha fatto un buon lavoro come assessore alla Sanità per far uscire la Lombardia dall’emergenza Covid.

Chiudiamo con il programma: tre punti per la Lombardia.
Aiuto alle imprese. La Lombardia è un tessuto fatto di piccole e medie imprese. Abbiamo bisogno di rigassificatori, termovalorizzatori, per garantire non il razionamento ma l'energia sufficiente. Secondo: il taglio del cuneo fiscale senza il quale non ci può essere buona occupazione. Terzo punto: grande attenzione a sanità e scuola e attenzione ai giovani. Milano è la città dove una stanza per i fuori sede può costare più di 600 euro. Su questo c'è da intervenire e bisogna potenziare il welfare studentesco, con borse di studio e residenze universitarie. E' diventato difficilissimo poter studiare a Milano. Noi prevediamo degli incentivi per le ragazze e i ragazzi iscritti a Università o ITS che studiano lontano da casa. E poi trovo assurdo che chi studia o lavora lontano dal luogo di residenza non possa votare. Si può esprimere il proprio voto se si vive all’estero, non lo si può fare se si vive a Milano con una residenza altrove. Azione ha una proposta già pronta su questo. Bisogna intervenire.

 

fabio.massa@affaritaliani.it

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