Prove di ricomposizione nella Lega a pochi giorni da Pontida. Dopo settimane segnate dalle tensioni tra Matteo Salvini e una parte del fronte nordista del partito, il segretario ha riunito giovedì a Milano il presidente della Lombardia Attilio Fontana, il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto.
Un vertice durato circa un’ora e mezza, con l’obiettivo dichiarato di arrivare compatti all’appuntamento sul pratone. “La volontà comune è quella di rafforzare e far crescere la Lega, valorizzando ancora di più il ruolo degli amministratori e dei territori“, si legge nella nota congiunta diffusa al termine dell’incontro.
Salvini e i governatori cercano la tregua prima di Pontida
Sul tavolo diversi temi: dalla situazione economica di famiglie e imprese all’autonomia e al federalismo, passando per sicurezza e amministrazione dei territori. Ma il significato politico del faccia a faccia va soprattutto cercato nelle tensioni emerse durante l’estate, quando Fontana e altri esponenti della Lega del Nord avevano chiesto una maggiore collegialità nelle scelte del partito e più peso per amministratori e territori. Già nei giorni scorsi Salvini aveva incontrato a Roma gli stessi governatori per provare a ricucire lo strappo. Anche allora il confronto aveva ruotato attorno alla richiesta di ampliare il coinvolgimento della componente settentrionale nella guida politica della Lega.
La formula scelta nella nota di Milano, con il riferimento esplicito alla valorizzazione degli amministratori e dei territori, va dunque incontro almeno formalmente a una delle richieste avanzate nelle ultime settimane.
Nella Lega Giovani lombarda resta lo scontro
La tregua ai vertici non cancella però tutte le tensioni. Secondo quanto riferisce Ansa, malumori sono emersi anche nella Lega Giovani lombarda nei confronti del coordinatore nazionale Luca Toccalini. A far discutere è la scelta di indicare come suo vice nazionale Christian Colombo, consigliere comunale a Rho. Diversi coordinatori provinciali lombardi contestano il metodo seguito per la nomina, giudicata non sufficientemente condivisa, e hanno sottoscritto una lettera indicando invece Matteo Mauri, coordinatore della giovanile lombarda. La stessa lettera, secondo la ricostruzione dell’agenzia, sarebbe stata firmata anche da Colombo.
Durante il direttivo regionale alcuni dirigenti avrebbero inoltre chiesto le dimissioni di Toccalini. Un’altra partita interna che potrebbe trovare spazio proprio nel fine settimana di Pontida.
Pontida come prova per il partito
Il raduno di sabato e domenica diventa così il primo banco di prova della nuova tregua. Anche la partecipazione della base viene osservata con attenzione: secondo Ansa dal Veneto sarebbero previsti 31 pullman, mentre il partito starebbe lavorando per aumentare la presenza di militanti provenienti anche dalle regioni del Centro-Sud. Il messaggio ufficiale arrivato dal vertice milanese è quello dell’unità. Resta da capire se Pontida riuscirà a trasformarlo in una ricomposizione stabile delle diverse anime della Lega o se le tensioni emerse negli ultimi mesi torneranno rapidamente in superficie.


