Nati nel 2021 dall’incontro tra musicisti e amici, i Superpop trasformano la passione per le sonorità del passato in uno spettacolo contemporaneo, dove musica, immagine e performance si fondono in un’unica esperienza. Protagonisti di eventi legati a prestigiosi brand internazionali, da Dolce & Gabbana a Valentino, da Gucci a Chopard, passando per Missoni, Etro e Ferrari, portano sul palco una visione del live entertainment che unisce intrattenimento, ricerca estetica e professionalità. In questa intervista ci raccontano le origini del progetto, il rapporto tra musica e moda e le nuove sfide dello spettacolo dal vivo in un panorama sempre più internazionale. L’INTERVISTA
Superpop nasce nel 2021 dall’incontro tra musicisti e amici, con l’idea di trasformare la passione per la musica degli anni ’60 e ’70 in qualcosa di contemporaneo. Come è nata questa visione e quali sono stati i passaggi fondamentali nella costruzione dell’identità artistica della band?
Alcuni di noi provenivano da precedenti esperienze musicali condivise, mentre altri sono stati scelti all’interno di una rete di amicizie comuni. Avevamo tutti una grande voglia di cambiare e di fare qualcosa di nuovo. Lavoravamo già da tempo nel mondo degli eventi e, passo dopo passo, abbiamo messo a fuoco quella che poteva essere la squadra perfetta. Lo stile della band è nato da ciò che ci piace e da quello che ci accompagna ogni giorno. Siamo fatti così e volevamo creare qualcosa in cui sentirci bene, un progetto che ci somigliasse davvero.
Quanto è importante oggi, per una band, costruire un’identità visiva forte e riconoscibile? E come nasce il vostro rapporto con la musica, la moda e l’estetica?
Ognuno di noi interpreta questo aspetto in modo diverso, con sensibilità e approcci personali, ma tutti ci lavoriamo. Per una band è importantissimo, anche se non si tratta di una novità: è sempre stato così. Anzi, nelle epoche più recenti abbiamo assistito a un grande impoverimento estetico. Musica e moda sono sempre andate a braccetto. Basti pensare a quanti capi d’abbigliamento e stili sono entrati nell’immaginario collettivo proprio grazie alle popstar. Avete portato il vostro live all’interno di eventi legati a brand come Dolce & Gabbana, Valentino, Gucci, Chopard, Missoni, Etro e Ferrari. Cosa significa per voi lavorare nel mondo luxury e in che modo la performance musicale può trasformare un evento in un’esperienza esclusiva e memorabile? Gli eventi sono il risultato di grandi sinergie e la musica è uno degli elementi fondamentali. Ci sono tantissime band e artisti bravissimi, ma saper lavorare all’interno di questi contesti richiede una professionalità specifica. Non c’è nulla di trascendentale, naturalmente, ma bisogna conoscere e padroneggiare alcuni aspetti fondamentali. Noi siamo tra le poche realtà in grado di garantire questo tipo di esperienza.
Vi esibite in contesti e Paesi molto diversi, adattando lo spettacolo alla location e alla risposta del pubblico. Guardando al futuro, come stanno cambiando le aspettative di pubblico e brand nei confronti del live entertainment? E cosa significa oggi progettare uno show capace di parlare a persone, luoghi e culture differenti?
Assistiamo a un generale impoverimento culturale che, a volte, si traduce in una minore creatività o in un approccio approssimativo da parte dell’utente medio. Nel nostro caso, questo fenomeno si riflette nella progressiva perdita dei confini tra i generi musicali. Per il pubblico non esiste più una distinzione netta tra rock, disco, pop e le sonorità degli anni ’60, ’70 e ’80: tutto confluisce in un grande insieme che viene definito semplicemente vintage. È questa la direzione musicale che osserviamo. Per quanto riguarda le differenze tra l’estero e l’Italia, forse sarà anche un luogo comune, ma generalmente all’estero si riscontra una maggiore attenzione agli aspetti tecnico-musicali e una più consolidata abitudine alla musica dal vivo durante gli eventi. In Italia siamo ancora molto legati alla visione del DJ tipica degli anni Duemila. Si fa fatica anche a comprendere i costi di una band e il fatto che, per realizzare uno spettacolo di questo tipo, lavorino tante persone, sia sul palco sia dietro le quinte.
Affari Alert
Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.
Dal 1 Gennaio 2027: 0,99€/mese o 9,99€/anno


