Politica
Askatasuna, Piantedosi alla Camera: "Il corteo era una resa dei conti con lo Stato, evitati danni ben più gravi"
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nell'informativa alla Camera sugli scontri di sabato scorso a Torino. La Russa: "Deluso perché l'importanza della vicenda doveva spingere alla condivisione"

Askatasuna, La Russa: "Sono un pò deluso. Puntavo a un testo condiviso"
"È una delle rarissime volte che sono un po' deluso" dalla riunione dei presidenti di gruppo "perché l'importanza della vicenda era tale da spingere tutti verso un calendario condiviso al 100%". Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio la Russa, conversando con i giornalisti a Palazzo Madama dopo che, a maggioranza, è stato deciso che domani il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, svolgerà le comunicazioni del governo, con conseguente votazione di risoluzioni, sugli incidenti di Torino.
"Noi non abbiamo mai deciso che questa fosse un'informativa. L'ha deciso la Camera autonomamente, giustamente, legittimamente senza nessuna intesa col Senato. Non so se l'abbia concordata con il governo o meno. Noi, per la prima volta oggi, abbiamo affrontato questo tema e io mi sono trovato di fronte alla legittima richiesta dei gruppi di maggioranza di volere un documento, su cui votare. È stata mia premura, ve lo possono confermare, cercare di rendere il documento assolutamente condivisibile, fondato esclusivamente su principi generali, quali quello della solidarietà alle forze dell'ordine e della necessità di rafforzarne efficienza, capacità sia in termini normativi che economici. Purtroppo, non c'è stata la possibilità neanche su questo documento di trovare i presupposti per dire sì alla strumento delle comunicazioni del governo in Aula."
"Non c'è niente di strano. Si andrà, come in altre occasioni, a decidere il calendario in Aula, con la facile previsione che la proposta della maggioranza avrà più numeri di quelli dell'opposizione. Poi si discuterà e alla fine ci sarà la votazione su un documento. Piangersi addosso prima, dall'una o dall'altra parte, sulla natura di un documento che non è ancora stato neanche formulato mi sembra volere evitare qualcosa che fa parte della normalità della vita parlamentare e cioè che al termine dell’intervento di un ministro si possa chiedere di votare. È questo ciò che avverrà. Non c'è dramma, non c'è arroccamento e si dimentica, forse tutti in questo caso, che stiamo discutendo dopo aver visto immagini drammatiche di un poliziotto colpito in maniera incredibile davanti a delle telecamere, sotto gli occhi dei fotografi, in maniera che, oso dire, neanche nei periodi peggiori".
Quanto alla proposta avanzata ai gruppi, La Russa ha spiegato che si trattava di "votare un testo che non anticipasse in nessuna misura eventuali contenuti del decreto Sicurezza, ma che fosse di principio, sulla necessità di dare solidarietà alle forze dell'ordine e di prevederne una ulteriore capacità operativa migliore in termini normativi e in termini economici".
Askatasuna, Piantedosi: "Il corteo era una resa dei conti con lo Stato”
L’iniziativa di sabato "era stata preceduta e preannunciata, lo scorso 17 gennaio, da una 'assemblea nazionale' presso l’Università di Torino, a cui avevano partecipato circa 750 persone, fra le quali numerosi attivisti delle diverse anime dell’antagonismo nazionale, aderenti al sindacalismo di base, al movimento No Tav e ai gruppi ambientalisti, rappresentanti della Cgil, del partito Alleanza Verdi e Sinistra e della locale comunità islamica. In quella circostanza, nel rilanciare l’appuntamento per la 'manifestazione nazionale' in solidarietà ad Askatasuna, programmata per il successivo 31 gennaio a Torino, è stato sottolineato - cito testualmente - che il corteo avrebbe costituito 'una resa dei conti con lo Stato democratico', in quanto 'lo sgombero di Askatasuna alza l’asticella dello scontro'".
Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nella informativa alla Camera sugli scontri di sabato scorso a Torino. "Il 31 gennaio era stato definito 'uno spartiacque, come una guerra di liberazione nazionale, nella prospettiva di un fronte allargato comprensivo della comunità araba e musulmana, diventate compagne di lotta'".
Askatasuna, Piantedosi: "Solidarietà mia e governo agenti feriti"
"Consentitemi innanzitutto di esprimere, anche in questa sede, a nome mio e di tutto il governo, la solidarietà agli agenti rimasti feriti negli scontri di sabato scorso a Torino e, attraverso loro, a tutti gli appartenenti alle forze di polizia impegnati nel difficilissimo compito di tutela dell’ordine pubblico". Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in apertura della informativa alla Camera sugli scontri di sabato scorso a Torino.
Askatasuna, Piantedosi: "108 agenti feriti, tre gli arresti"
Il bilancio degli incidenti di sabato a Torino "è di 108 feriti tra gli operatori delle forze dell’ordine, di cui 96 della Polizia di Stato, 5 dei Carabinieri e 7 della Guardia di finanza. All’esito di una primissima attività d’indagine, subito avviata e tuttora in corso, sono state sottoposte a fermo 27 persone, 24 delle quali denunciate per resistenza a pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico, porto di armi improprie, travisamento e inottemperanza ai provvedimenti dell’autorità. Tre persone sono state tratte in arresto per resistenza e violenza a pubblico ufficiale".
"Tra di esse - ha ricordato il titolare del Viminale - anche un ventiduenne che, dall’analisi dei filmati acquisiti, risulta aver partecipato all’aggressione dell’agente di polizia e alla sottrazione al medesimo dello scudo e della maschera antigas, motivo per il quale il giovane è stato anche denunciato per rapina in concorso. Ai denunciati è stato, altresì, sequestrato materiale usato negli scontri come chiavi inglesi, coltelli, sassi, e indumenti per il travisamento. Ovviamente proseguono le indagini della Digos di Torino finalizzate a individuare e ad assicurare alla giustizia anche gli altri responsabili delle violenze".
Askatasuna, Piantedosi: "Evitati danni ben più gravi"
Il "grande lavoro" svolto anche in chiave preventiva dalle forze dell'ordine "ha evitato che si verificassero danni ben più gravi che erano nei programmi dei manifestanti, riducendo, altresì, il fronte degli aggressori violenti". Lo ha sottolineato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nella informativa alla Camera sugli scontri di sabato scorso a Torino.
Askatasuna, Piantedosi: "Si vuole innalzare livello scontro"
"Un dato che emerge dal lavoro preventivo delle nostre forze di polizia è che disordini, violenze, danneggiamenti e devastazioni sono, al di là delle motivazioni contingenti di volta in volta annunciate, il vero obiettivo perseguito in molte occasioni. In altre parole, siamo di fronte a una strategia che mira a innalzare il livello dello scontro con le istituzioni e che, attraverso i disordini e la violenza, punta a compattare la galassia anarco-antagonista e a galvanizzarne gli aderenti".
Per il titolare del Viminale, "è possibile dire che stiamo registrando un innalzamento del livello dello scontro che, per certi versi e pur con delle varianti, richiama dinamiche squadristiche e terroristiche che hanno caratterizzato alcune fasi del nostro passato. E, in questo contesto, converrete che appare non priva di irresponsabilità la sottovalutazione della gravità della situazione che ha persino portato qualcuno, in alcuni frangenti e senza troppe prese di distanza, a sollecitare la rivolta sociale".
Askatasuna, Piantedosi: "Tutela non immunità per agenti"
Stiamo pensando "a norme in grado di salvaguardare non solo gli agenti vittime di aggressioni, ma anche tutti i cittadini, senza per questo creare scudi di tipo immunitario. Uno Stato che non si predisponesse a proteggere la sicurezza dei suoi cittadini e che non si facesse carico di tutelare adeguatamente le forze di polizia preposte a garantirla, verrebbe meno alla sua funzione più importante". Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nella informativa alla Camera sugli scontri di sabato scorso a Torino.
"In uno Stato costituzionale di diritto come l’Italia - ha ricordato Piantedosi - le forze di polizia sono un baluardo della democrazia e della libertà. Esse non chiedono immunità, ma non devono essere bersagli mobili della delinquenza e devono anche poter operare senza essere gravate da una costante e sistematica presunzione di colpevolezza".
