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Politica
Giustizia, accelerata sullo "svuotacarceri": dal Cdm via libera al decreto

Cdm, si accelera sullo "svuotacarceri": ecco cosa prevede la bozza di decreto

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto cosiddetto "svuota carceri", con "misure urgenti in materia penitenziaria, di giustizia civile e penale e di personale del Ministero della giustizia".

Un decreto legge contenente misure urgenti in materia penitenziaria, penale e per l'efficienza del processo penale nonché in materia di diritto ed esecuzione civile è tra i provvedimenti all'ordine del giorno della riunione tecnica preparatoria convocata per le 11 a Palazzo Chigi.

La bozza del decreto, secondo quanto apprende l’Ansa, prevede l'istituzione di un albo di comunità che potranno accogliere alcune tipologie di detenuti - come quelli con residuo di pena basso, i tossicodipendenti e quelli condannati per determinati reati - dove potranno scontare il fine pena. Ma anche la semplificazione e lo snellimento delle procedure per la concessione della liberazione anticipata (o di misure alternative) che potrebbe diventare automatica e senza necessità di domanda al netto di determinati profili che lo impediscano. Il provvedimento contiene anche una serie di norme sull'assunzione di personale, tra dirigenti e polizia penitenziaria, oltre alla formazione degli stessi agenti. È inoltre previsto l'aumento del numero di telefonate concesse ai detenuti.

"Allo scopo di assicurare un più efficace reinserimento delle persone detenute - si legge in un articolo del dl - è istituito presso il ministero della giustizia un elenco delle strutture residenziali idonee all'accoglienza e al reinserimento sociale di coloro che hanno i requisiti per accedere alle misure penali di comunità, ma che non sono in possesso di un domicilio idoneo e sono in condizioni socio-economiche non sufficienti per provvedere al proprio sostentamento". Le strutture residenziali garantiscono, "oltre ad una idonea accoglienza residenziale, lo svolgimento di servizi di assistenza, di riqualificazione professionale e reinserimento socio-lavorativo dei soggetti residenti, di riabilitazione dei detenuti tossicodipendenti o con disagio psichico, che hanno i requisiti per accedere alle misure penali di comunità". Le strutture iscritte nell'elenco, in presenza di specifica disponibilità ad accogliere anche soggetti in regime di detenzione domiciliare, "possono essere considerate luogo di privata dimora", si legge ancora nella bozza visionata dall'AGI.

LEGGI ANCHE: Carcere e suicidi, svolta FI: subito sì alla “liberazione anticipata speciale"

Nel frattempo, il 17 luglio tornerà in Aula alla Camera la proposta di legge in quota opposizioni di Roberto Giachetti per la "Liberazione anticipata speciale", e che prevede 75 o almeno 60 giorni di sconto di pena ogni sei mesi - anziché gli attuali 45 - con il via libera del magistrato di sorveglianza per chi ha dimostrato una buona condotta e un serio ravvedimento. Una proposta che vede contrario il guardasigilli. "Quello dello sconto di pena è un problema di cui si è discusso e io personalmente non sono d'accordo", ha ribadito Nordio: "Sono sempre una sorta di sconfitta dello Stato se lo sconto di pena significa non un atto di generosità ma un atto di resa di fronte a una situazione che giudico tollerabile".

Misure alternative dal magistrato sorveglianza 

E ancora: semplificazione ed efficientamento della disciplina delle misure alternative che potranno essere decise non più in via provvisoria, ma definitivamente e più rapidamente dal magistrato di sorveglianza, senza passare per il tribunale collegiale. Riprogrammazione della riforma per il tribunale per i minorenni e per la famiglia. 

Detenuti 41 bis fuori da giustizia riparativa

Modifiche anche alla disciplina del regime detentivo differenziato del cosiddetto 41 bis (il carcere duro per mafiosi e terroristi) con esclusione all'accesso dei programmi di giustizia riparativa. Il provvedimento prevede anche la modifica di alcune disposizioni in materia di formazione degli agenti di polizia penitenziaria. Introduzione di un meccanismo di semplificazione rispetto all'attuale procedimento relativo alla liberazione anticipata. Previsto inoltre l'incremento del numero di telefonate da 4 a 6 al mese con una ulteriore possibilità di aumento da parte del direttore per fini trattamentali.  






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