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Politica
​​​​​​​Conte: "Dpcm già da stasera. Lockdown circoscritti se la curva risale"
(fonte Lapresse)

Coronavirus, Conte: "Escluderei nuovo lockdown generalizzato"

"Escluderei un nuovo lockdown. Lo diciamo a ragion veduta", dice Giuseppe Conte nel punto stampa dopo un incontro in Prefettura a Taranto. "Abbiamo lavorato proprio per prevenire un nuovo lockdown generalizzato. Nel frattempo - sottolinea il presidente del Consiglio - abbiamo rafforzato le strutture ospedaliere, la risposta del sistema sanitario. Siamo molto avanti, facciamo un numero di test impressionante. Addirittura, con l'ultima circolare del ministero della Salute potremo ridurre anche la quarantena dai 14 giorni iniziali. Abbiamo anche la possibilita' di introdurre nuovi test, ancora piu' rapidi".

"Insomma, abbiamo adottato una serie di misure ed abbiamo un sistema di monitoraggio molto sofisticato. Se proprio questa curva dovesse continuare a risalire - anticipa Conte - prevedo qualche cosiddetto lockdown molto circoscritto territorialmente. Ma non siamo piu' nella condizione di intervenire in modo generalizzato sul territorio nazionale o - spiega ancora - su ampie aree del territorio".

Coronavirus: Conte anticipa i tempi 

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al termine del suo intervento alla cerimonia di inaugurazione della nuova sede della Scuola di medicina di Taranto ha anticipato ai giornalisti della stretta sui tempi: "Siamo impegnati per il Dpcm, cercheremo di licenziarlo già per questa sera".

Coronavirus: nel pomeriggio la riunione del Cts 

Questo pomeriggio è prevista un'altra riunione del Comitato tecnico scientifico (Cts) per l'emergenza coronavirus, che dovrà discutere le potenziali misure che dovrebbero essere poi adottate nel prossimo Dpcm. Inoltre, sarà convocata la cabina di regia tra governo e Regioni, Anci e Upi sulle misure anti Covid in vista del nuovo Dpcm. La riunione con gli enti locali è stata convocata dal ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia. Anche Roberto Speranza, ministro della Salute, sarà in video collegamento. 

Coronavirus: le indicazioni già emerse

Nel confronto di ieri sono emerse indicazioni sulla riduzione della quarantena da 14 a 10 giorni, con un solo tampone di controllo in uscita, e sulla possibilità di far fare i tamponi anche ai medici di base e ai pediatri nell'ottica di una riduzione delle file ai drive in. "Per il raggiungimento dell'obiettivo strategico connesso alla sostenibilità del sistema diagnostico dei casi di positività al virus Sars-CoV-2 - si legge ancora - il Cts ritiene necessario il coinvolgimento anche dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta per il prezioso e fondamentale contributo che potranno assicurare nell'esecuzione dei tamponi, al fine di sostenere in maniera essenziale il sistema sanitario nel Paese.

Coronavirus: le condizioni di quarantena

Le diverse condizioni e la relativa ridefinizione dei periodi di quarantena o di isolamento fiduciario sono stati così sintetizzati: 

Casi positivi asintomatici - Diagnosi: confermata da test molecolare positivo; isolamento: 10 giorni più tampone molecolare unico a fine quarantena;

Casi positivi sintomatici - Diagnosi: confermata da test molecolare positivo; isolamento: almeno 10 giorni (dei quali obbligatoriamente gli ultimi 3 in completa assenza di sintomi) più tampone molecolare unico a fine quarantena;

Casi positivi asintomatici che non si negativizzano dopo 21 giorni - Diagnosi: confermata da test molecolare positivo; isolamento: almeno 21 giorni, con riscontro di positività al test molecolare effettuato al decimo e 17esimo giorno (nei casi asintomatici l'isolamento si interrompe comunque al 21esimo giorno in quanto le evidenze disponibili non documentano alcun caso di presenza di virus competente per la replicazione);

Contatti stretti - Isolamento fiduciario: 10 giorni più tampone antigenico rapido o molecolare.

Coronavirus: stretta per movida, smartworking e mascherine

Anche se le misure sono ancora da limare, l'esecutivo è orientato a imporre una 'stretta' sulle feste private e sulla movida, introducendo l'obbligo di massimo trenta partecipanti a cerimonie e riunioni, il divieto di assembramento davanti a bar e ristoranti dalle 21 e la chiusura anticipata di tutti i locali alle 24. Stop anche agli sport amatoriali che prevedano un contatto, come il calcetto.

Dovrebbe essere poi confermata la limitazione alle presenze nei congressi e nelle manifestazioni pubbliche al chiuso (massimo mille persone all'aperto, se consentito dalle condizioni) con una possibile deroga per alcuni teatri (come La Scala di Milano, il San Carlo di Napoli, con percentuale su capienza rispetto al numero già indicato di massimo 200 spettatori).

Il governo starebbe poi valutando l'ipotesi di incentivare, portandolo al 70%, il ricorso allo smart working per la pubblica amministrazione, e insistere con una campagna di forte raccomandazione a favore dell'uso delle mascherine per i non conviventi, anche all'interno delle case. Una circolare sull'obbligo di indossare mascherine all'aperto ha poi costretto il Viminale a una precisazione.

È esentato dall'obbligo di indossare la mascherina all'aperto solo chi fa sport, mentre chi svolge "attivita' motoria" deve indossarla, recitava la circolare inviata dal capo di Gabinetto Bruno Frattasi ai prefetti. Chi fa jogging o footing non deve indossare la mascherina, ha poi precisato il ministero. "Per attività motoria deve intendersi la mera passeggiata e non la corsa, anche quella svolta con finalità amatoriali, in quanto riconducibile ad attività sportiva", ha sottolineato, dopo le proteste di alcuni partiti di opposizione e del leader di Italia viva Matteo Renzi.

Coronavirus: le smentite

Fonti di governo smentiscono che il nuovo Dpcm riduca il limite del numero di spettatori di spettacoli dal vivo e al cinema. Nella bozza del nuovo decreto, in possesso dell'Adnkronos, si legge tra i punti all'ordine del giorno anche "l'eventuale limitazione di partecipazione del pubblico agli eventi sportivi nonché agli spettacoli aperti al pubblico". Sempre secondo la bozza verrebbero di fatto dimezzate le attuali disposizioni prevedendo un "numero massimo di 500 spettatori per spettacoli all'aperto e di 100 spettatori per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala". Una stretta che viene però smentita da fonti del ministero dei Beni Culturali guidato da Dario Franceschini. "Nel dpcm saranno confermati i limiti di 1000 persone all'aperto e 200 al chiuso", si puntualizza.  

 

 

 

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