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Politica
De Benedetti: "Il Partito Democratico ha conquistato la borghesia e perso il popolo". Vero. Per colpa sua
vignetta Le frasi di Yogananda: "De Benedetti e il suo Yacht"

De Benedetti e il Pd, le parole a Non è l’arena di Giletti

Il set mediatico è quello di Non è l’arena (La 7), il programma condotto da Massimo Giletti. In collegamento c’è un pezzo grosso, l’Ingegner Carlo De Benedetti pasionario rosso a corrente alternata che ha qualcosa da dire sulla sinistra, dopo la pubblicazione di un pretenzioso libello: “Radicalità. Il Cambiamento che serve all’Italia”, edito tra l’altro proprio dalla Solferino di Cairo e quindi il Corriere della Sera e non dal suo Domani. Pure l’editore è passato alla concorrenza. “Annamo bene”, direbbe la sora Lella.

De Benedetti nel libro ha il coraggio di affermare che: “il Capitalismo ha tradito il suo compito” e cioè quello di produrre: “Il maggior benessere possibile per il maggior numero di persone possibile, mentre oggi, produce enormi ricchezze destinate a pochi (cioè a lui stesso, ndr), a spese non solo della larga maggioranza, ma del pianeta” (sic).

Ma torniamo alla trasmissione.

Il conduttore sa fare il suo mestiere e sapientemente estrae il lenzuolo rosso e dice che: “oggi il Pd vince ai Parioli e non più nelle periferie”.

Colpaccio sapientemente assestato, caro Giletti.

E a questo punto il toro Carlo non ci vede più. Sbuffa, ansima e si dimena, le nari fumanti: parte a spron battuto e carica: “Non ho dubbi che il Partito democratico abbia conquistato la borghesia e perso il popolo. È un dato di fatto. Ed è proprio questo che mi fa incazzare”.

Notare la maschia e virile parolaccia che dà “carisma e sintomatico mistero”, come cantava Battiato. E poi continua parlando della Schlein: "L'ho incontrata più di una volta, la considero una persona appassionata di politica". Qualche giorno prima ad un evento della Fondazione Corriere della Sera aveva messo le mani avanti dopo averla lodata: "Magari tra sei mesi ne dirò malissimo. Non so se riuscirà a muoversi nella giungla del Pd", e qui siamo all’evocazione salgariana. L’Ingegnere è un fiume in piena nonostante gli 88 anni suonati e si scatena dicendo che il Terzo Polo di Calenda e Renzi è irrilevante, come del resto il Movimento Cinque Stelle di Conte. Poi torna sul suo antico amore, il Pd, affermando di non aver votato la Schlein perché la moglie avrebbe votato per Bonaccini facendo pari e patta. Elementare Watson, elementare! Questo è un ingegnere e l’algebra la conosce, 1 -1 fa zero, pari e patta. Risparmi tempo e fastidi e a votare non ci vai con come quegli sprovveduti di militanti sotto la pioggia che non sanno fare di conto. Che bella cosa l’algebra. Non poteva mancare poi un certo sadico perculamento dell’elettore tipico del Pd a cui dice: "Assolutamente da sempre sono favorevole alla patrimoniale. L'ho dichiarato da 10 anni. Lo dichiaravo quando ero vicepresidente di Confindustria". Infatti, come ebbe a dire anche dalla Gruber, lui ha la residenza in Svizzera ed ivi paga le tasse (28%) quindi il discorso, semmai, è per i suoi colleghi fessacchiotti che lavorano e pagano le tasse in Italia (43%).

Insomma, una cosa alla Marchese del Grillo.

Ma veniamo alla critica principale che De Benedetti muove al Pd, di cui si è sempre vantato di avere la tessera numero 1, e cioè di aver tradito il proletariato per la borghesia. Una affermazione vera ma assolutamente lunare visto che di questa trasformazione è stato proprio lui e la gente come lui il motore principale.

Il Partito democratico si è trasformato negli anni in un partito di stile liberal americano, il partito che vince nei quartieri ricchi, appunto i Parioli e il centro storico a Roma, ma perde nella periferia, come Tor Bella Monaca, Laurentino 38, Spinaceto, Corviale per restare solo nell’esempio romano, ma il discorso vale per tutta Italia. Vince tra i possessori degli attici di pregio che vivono in pieno centro, quelli che hanno le mani unte di tartine al salmone, quelli che si godono lo champagne sul terrazzo, quelli che “piacciono alla gente che piace” e guarda caso la Schlein, appena eletta segna proprio la consacrazione definitiva del radical – chicchismo di sinistra. Figlia di professoroni, ebrea, bisessuale, ricchissima, il fratello fisico universitario, è proprio agli antipodi di quello che dice di amare De Benedetti ma lui -si sa-, si crogiola nella contraddizione e l’ammira, la corteggia e la fa sua. Sa che la contraddizione confonde e stupisce e che l’interlocutore pensa di essere stupido perché non ha capito e non riesce a dire che “il re è nudo”.

A lui piace il poveraccio barbone che non arriva a fine mese, che vive nelle case popolari e che c’ha in cantina la triplice di Marx, Engels e Lenin. Poi però vota la Schlein. Complimenti per la coerenza Ingegnere!

Infatti, se il Pd ha perso completamente il contatto con il popolo è proprio grazie alle persone come la nuova segretaria ma De Benedetti fa il finto tonto mostrando quantomeno una discreta dose di preoccupante confusione mentale e/o paraculismo strutturale.

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