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Politica
Decreto anti-rave, parla Meloni: "Norma che rivendico e di cui vado fiera"

Decreto anti rave party, Meloni  su Facebook: "L'Italia non sarà più maglia nera in tema di sicurezza"

Nel giorno del giuramento dei sottosegretari, la premier Giorgia Meloni torna sulle polemiche scoppiate sulla presunta illegittimità del decreto anti rave party varato dal neo governo. E in un post pubblicato nella sua pagina Facebook Meloni rivendica la norma con queste parole:  "Ho letto diverse dichiarazioni da parte di esponenti dell’opposizione in merito alle misure prese in Consiglio dei ministri sui cosiddetti rave party abusivi. Innanzitutto vorrei dire che è una norma che rivendico e di cui vado fiera perché l’Italia - dopo anni di governi che hanno chinato la testa di fronte all’illegalità - non sarà più maglia nera in tema di sicurezza", scrive Meloni. 

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Meloni rivendica il decreto anti rave party: "Non negheremo a nessuno di esprimere il dissenso" 

"È giusto perseguire coloro che - spesso arrivati da tutta Europa - partecipano ai rave illegali nei quali vengono occupate abusivamente aree private o pubbliche, senza rispettare nessuna norma di sicurezza e, per di più, favorendo spaccio e uso di droghe", sottolinea ancora la premier.  "Le strumentalizzazioni sul diritto a manifestare lasciano il tempo che trovano, ma vorrei rassicurare tutti i cittadini - qualora ce ne fosse bisogno - che non negheremo a nessuno di esprimere il dissenso", aggiunge Meloni. 

"A negarlo in passato, semmai, sono stati proprio coloro i quali oggi attaccano i provvedimenti del nostro Esecutivo, difendendo di fatto chi invade terreni ed edifici altrui. Abbiamo dimostrato che se lo Stato c’è, può garantire ai cittadini di vivere in una Nazione più sicura e che anche in passato si sarebbero potuti arginare episodi simili. Infine, vorrei ringraziare le Forze dell’Ordine che hanno gestito in modo ordinato e in piena sicurezza lo sgombero del capannone a Modena", conclude Meloni.

Rave, Mulè (FI): "Ha criticità, va modificato in Parlamento"

"Non è una legge liberticida, è un decreto legge da modificare e migliorare in Parlamento. Ha due criticità: è un decreto che interviene con urgenza per un fatto che era in corso". Lo dice il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, a Metropolis, il podcast del Gruppo Gedi a proposito del decreto legge sui rave party."Il problema nasce dalla genericità della norma e della sua ampiezza. La seconda è la pena che a mia giudizio è spropositata", aggiunge Mulè, "rispetto a reati come la rapina o l'omicidio colposo". 

Rave, Nordio: "Norma non incide su diritto libera espressione"

“La norma tutela i beni giuridici dell’incolumità e della salute pubblica, nel momento in cui questi beni sono esposti ad un pericolo. Essa non incide, né potrebbe incidere minimamente sui sacrosanti diritti della libera espressione del pensiero e della libera riunione, quale che sia il numero dei partecipanti. La sua formulazione complessa è sottoposta al vaglio del Parlamento, al quale è devoluta la funzione di approvarla o modificarla secondo le sue intenzioni sovrane”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in merito alle nuove misure sui rave.

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