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Politica
Dl Sostegni, i nodi finiscono in Cdm. Lite su cartelle e licenziamenti

Lo stralcio delle vecchie cartelle esattoriali e la proroga dei licenziamenti. Sono i due 'nodi' ancora da sciogliere per chiudere il decreto Sostegni sui quali si punta a trovare una sintesi politica direttamente in Consiglio dei ministri. E' quanto riferiscono fonti di maggioranza dopo l'incontro con i ministri Daniele Franco e Federico d'Inca'. Si tratta, viene spiegato, di due temi sui quali si costruisce l'equilibrio all'interno della maggioranza e pertanto l'intenzione e' di trovare una mediazione nella riunione ufficiale di governo in programma domani.

Per lo stralcio delle cartelle esattoriali l'ipotesi sul tavolo finora e' di cancellare tutte quelle fino a 5mila euro affidate dal 2000 al 2015. La Lega continua a spingere per portare il tetto a 10mila euro, sostenuta dal Movimento cinque stelle favorevole all'azzeramento del magazzino fiscale. Ma Leu si oppone perche' lo considera un condono. Iv e' favorevole alla cancellazione delle cartelle esattoriali non piu' esigibili, un tema che trova aperture anche nel Pd. Ma anche quello del blocco dei licenziamenti e' una questione che resta aperta ed e' legata al rinnovo del reddito d'emergenza che dovrebbe essere rafforzato, alla proroga della'indennita' di disoccupazione Naspi e al rifinanziamento del reddito di cittadinanza.

Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha piu' volte ribadito che per i lavoratori delle imprese piu' grandi, che hanno la cassa integrazione ordinaria, il blocco dei licenziamenti in scadenza a fine marzo sara' prorogato fino a giugno mentre per i lavoratori che hanno diritto alla cig in deroga o al Fis, il fondo di integrazione salariale, lo stop sara' esteso fino alla fine di ottobre, il tempo necessario per introdurre un sistema di ammortizzatori sociali in grado di garantire tutti.

LA LITE SULLE CARTELLE DA CANCELLARE - Scontro durissimo nel governo e nella maggioranza sulla cancellazione delle cartelle esattoriali. Tanto che il via libera al Decreto Sostegno rischia clamorosamente di slittare ulteriormente, dopo gli incomprensibili ritardi dell'esecutivo guidato da Mario Draghi.

Inizialmente si era parlato della cancellazione delle cartelle esattoriali fino a 5mila euro, ma la Lega (e in parte anche Forza Italia) spingono per elevare il tetto fino a 10mila euro. Ma a mettersi di traverso è il Movimento 5 Stelle.

Fonti governative dei pentastellati spiegano ad Affaritaliani.it che "è assolutamente impossibile arrivare a 10mila euro, ma anche su 5mila ci sono grossi problemi. Molti nel Movimento vorrebbero fermarsi al massimo a 1.000 euro". I gruppi del M5S, a maggioranza quasi totale, non solo assoluta, "non vogliono questo condono".

Ma la Lega insiste e si mette a sua vota di traverso. "Non si tratta di un condono, ma di aiutare chi non potuto pagare per colpa del Covid e delle restrizioni. Incomprensibile la posizione ideologica del M5S", spiegano fonti governative del Carroccio.

Insomma, lite furiosa e rischio di nuovo rinvio per il tanto atteso decreto.

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