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Politica
Dpcm, riaperture e zone rosse. Cosa cambia con il nuovo Dpcm
(fonte Lapresse)

Proseguono i lavori per scrivere il nuovo Dpcm che dovrà essere firmato entro il prossimo 5 marzo. Il governo, attraverso la ministra degli Affari regionali Mariastella Gelmini, si muove tenendo sempre aperto il canale di dialogo con le Regioni. L'intenzione del premier Mario Draghi è quella di imprimere una svolta rispetto ai Dpcm di Giuseppe Conte. Dopo la sfuriata sui vaccini e contro le case farmaceutiche di ieri al Consiglio Ue, il premier si muove su due fronti: sbloccare le dosi destinate all'Italia e lavorare per arrivare nel più breve tempo possibile ai vaccini Made in Italy (non a caso ieri Giancarlo Giorgetti ha avuto il primo incontro al Mise proprio su questo tema e su input di Palazzo Chigi).

Per quanto riguarda il nodo del commissario straordinario all'emergenza Domenico Arcuri, nel mirino in particolare di Matteo Salvini, la linea del presidente del Consiglio è quella di non licenziarlo in modo ufficiale e plateale ma di depotenziarlo gradualmente limitandone di fatto i poteri in breve tempo.

Ma secondo quanto Affaritaliani.it è in grado di anticipare, la vera novità che verrà introdotta con il primo Dpcm dell'era Draghi sarà il passaggio dalle fasce colorate regionali (che comunque formalmente resteranno in vigore) a una strategia che preveda chiusure chirurgiche e mirate non a livello provinciale ma addirittura di singoli comuni. Ad esempio, se la parte Nord di una provincia vede molti casi positivi scatta la zona rossa e il lockdown con la chiusura delle scuole e di tutte le attività non essenziali, ma all'interno della stessa provincia se la zona Sud ha numeri sotto controllo non ci saranno particolari restrizioni.

Le decisioni verranno prese dai presidenti delle Regioni di concerto con l'esecutivo, attraverso la ministra Gelmini e comunque sempre in contatto con il dicastero della Salute, Roberto Speranza (che riceve le informazioni dal Cts), e ovviamente con Palazzo Chigi.

In alcune zone, come oggi la Valle d'Aosta (ma non solo), dove ci sono pochissimi casi con il nuovo Dpcm ci saranno le prime riaperture che riguarderanno i ristoranti e i bar la sera, i teatri, i cinema e forse anche le palestre e le piscine.

In questo modo, politicamente, Draghi punta a trovare un compromesso tra la posizione aperturista di Salvini e quella nettamente più rigida del Pd e di Nicola Zingaretti. Addio al lockdown nazionale e alle zone rosse regionali, si passa a interventi chirurgici e mirati anche per area relativamente piccole.

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