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Politica
Enrico Montesano tra arte e politica: da "Febbre da Cavallo" alla lotta No Vax

Il movimento No Green Pass ha tra le sue figure di spicco un attore molto famoso come Enrico Montesano, non nuovo alla politica, ma che da tempo si era chiamato fuori da un impegno diretto

Da “Febbre da cavallo” a “Pazza famiglia”, passando per “Fantastico”, sono innumerevoli i titoli di film, spettacoli televisivi e teatrali che hanno consolidato la fama di Enrico Montesano, nato a Roma il 7 giugno del 1945. 

Il primo di questa serie fu “Io non protesto, io amo”, classico “musicarello” all’italiano che nel 1966 segnò il suo debutto al cinema, accanto a Caterina Caselli, Renato Zero e Mario Girotti.

Oggi, invece, Enrico Montesano protesta eccome, arrigando le folle No Vax con discorsi molto impegnativi: "Vaccinati o non vaccinati siamo tutti uguali, basta con queste divisioni. Questa è una manifestazione pacifica. Parliamo di unità e un appello a tutti i leader dei gruppi e dei partiti nuovi che stanno nascendo e che non sono rappresentati in Parlamento", ha detto sabato scorso durante la manifestazione di Roma.

Magari non tutti tra gli attivisti più giovani conoscono la figura di Montesano, anche se il sequel di “Febbre da cavallo”, chiamato “La mandrakata”, è un vero e proprio cult inter-generazionale. Tra chi invece ha qualche anno in più, non sono molti a ricordare che la passione politica non è certo una scoperta recente per l’attore romano.

Di formazione socialista (ci sono foto che lo ritraggono da giovane con Pietro Nenni e Sandro Pertini), nel 29175 ha realizzato lo spot del PSI per le elezioni regionali. Nel 1994 si è candidato con il PDS alle comunali di Roma, entrando al Campidoglio come il più votato della lista: ben 8.300 preferenze. L’anno seguente è approdato al Parlamento Europeo con un’altra performance notevole (144.044 voti personali), dal quale però sarebbe uscito nel giro di un anno, senza nascondere una certa delusione: "Non vedo una Europa dei popoli, ma dei burocrati".

Anche cantante e scrittore, Montesano ha vissuto una vita piena ed intensa, con tre mogli e sei figli, e anche politicamente non si è negato il piacere di superare gli steccati.

Nel nuovo millennio si è progressivamente avvicinato al centrodestra, fino ad annunciare il suo sostegno a Gianni Alemanno alle elezioni di Roma nel 2008. Nel contempo, però, la nascita del Movimento 5 Stelle lo ha evidentemente affascinato, anche se, dopo aver partecipato a diversi eventi pubblici con la sigla fondata dal collega Beppe Grillo ha preferito non aderirvi, iscrivendosi invece al meno noto Movimento Libertario.

La battaglia contro il 5G si è intrecciata con quella contro i vaccini, che per molti dei dimostranti di questa difficile fase sociale rappresenta un tutt’uno: “Ma non sono cambiato: io non mi sono mosso. Sono i partiti ad essersi spostati", osserva.

“Vogliono sostituire gli uomini con le macchine, i robot, ci vogliono inserire dei chip, dei nano-robot, e chissà che non se non ce li hanno già infilati nel sangue”, ha detto nel corso della succitata manifestazione romana, dividendo il proscenio con la deputata ex M5S Sara Cunial e il segretario di 3V Luca Teodori, punti di riferimento del movimento No Vax.

Insieme a Enrico Montesano, ovviamente, che quando si tratta di solleticare la piazza coi temi più caldi della mobilitazione pare proprio non avere rivali.

Sicuramente non Beppe Grillo, dal quale ha preso le distanza con parole decisamente dure: “Siamo noi che ti mandiamo a fanculo, perché tu ci hai imbrogliato. Il popolo di restituisce i vaffa che hai dato, noi ci dobbiamo battere contro il nuovo ordine mondiale".

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