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Politica
FdI: “Forza Italia? Nessuno si salva fuori dal centrodestra”

Una coabitazione sempre più difficile quella tra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. Questa volta, almeno fino ad ora, nessuna nota congiunta dei tre leader - Berlusconi, Salvini e Meloni - è riuscita a rimettere insieme i pezzi e ristabilire un fronte comune. Complici le aperture da parte del Pd, infatti, la mano tesa del leader azzurro ha provocato una vera e propria rottura con il segretario del Carroccio che ha parlato addirittura di “inciucio”. Senza contare, inoltre, il passaggio dei tre deputati, Laura Ravetto Federica Zanella e Maurizio Carrara, tra le fila della Lega e il voto contrario del partito di via Bellerio in commissione Affari costituzionali del Senato all’emendamento “salva-Mediaset”. Una frattura che, però, il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani, tende a ridimensionare a “incidente di percorso”. Intervistato da Affaritaliani.it, si è detto certo che “alla fine prevarrà il senso di responsabilità e l’unità. Anche perché - ha avvertito - la storia del centrodestra dimostra che chiunque avesse intenzione, e in questo caso secondo me non c’è, di offrire con i propri voti un sostegno organico a una maggioranza diversa, alla fine, verrebbe pesantemente punito dagli elettori. Ricordiamo il caso del Nuovo centrodestra di Angelino Alfano? Era talmente nuovo che governava con il Pd e alla fine è scomparso dalla scena politica”.

Senatore, ammetterà che qualcosa sta accadendo nel centrodestra.
Nulla di grave, solo qualche sensibilità diversa. Forza Italia, almeno così appare, è più disponibile a un dialogo con la maggioranza, ma non mi pare che questo dialogo abbia poi prodotto frutti concreti. Per dirla tutta, un confronto lo abbiamo tentato anche noi da un anno a questa parte. Ma, appunto, oltre le promesse di collaborazione non si è andati. Ora, per esempio, abbiamo 322 emendamenti al decreto Ristori, vedremo se almeno uno troverà accoglimento da parte della maggioranza.

Queste fibrillazioni nel centrodestra la impensieriscono?
Non sono preoccupato per una ragione molto semplice: il centrodestra è un blocco sociale, prima che un blocco politico e gli elettori non comprenderebbero avventure strane o cambi di casacca. La gente esige chiarezza dalla politica. Non a caso la forza di Fratelli d’Italia è proprio la nostra coerenza, il nostro dire sempre mai col Pd e mai col M5s.

Non si rischia, con tali divisioni, di dilapidare quell’oltre 47 per cento che i sondaggi accreditano alla coalizione?
Credo che alla fine il senso di responsabilità condurrà all’unità. E’ chiaro che viviamo un momento del Paese talmente grave che qualcuno possa essere indotto, in buona fede, ad un atteggiamento più collaborativo, ma Forza Italia non abbandonerà il centrodestra. Non vedo particolari nubi all’orizzonte. E non mi preoccupano neppure le offerte di collaborazione.

Come fa ad essere così tranquillo?
Perché abbiamo la dimostrazione che i governi contro natura non funzionano. Non è mettendo insieme partiti alla rinfusa che si persegue l’interesse nazionale. Abbiamo provato l’esperimento contro natura del governo giallo-verde e ora ne abbiamo un secondo che è quello giallo-rosso. Se ne nascesse un terzo, giallo-rosso-verde-arancione, il risultato sarebbe solo l’ennesimo pasticcio. Ecco perché è necessario che ognuno svolga il proprio compito, con responsabilità e capacità propositiva, come stiamo facendo noi, ma mantenendo distinti i ruoli.  

Chi ha sbagliato secondo lei: il peccato originale è la mano tesa di Berlusconi alla maggioranza oppure la reazione della Lega è stata esagerata?
Non so distribuire colpe. Quello che posso dire è che purtroppo nella vita politica e parlamentare le frizioni possono capitare. Ma è poco rispetto al fatto che il centrodestra è maggioranza nel Paese, che ha vinto largamente nelle Regioni d’Italia e che si candida a governare unitariamente anche dopo le prossime amministrative di maggio. Alla fine, quindi, si tratta di incidenti di percorso. E nessuno, neppure Berlusconi, sarebbe così spregiudicato da immaginare un destino di Forza Italia diverso da quello all’interno del centrodestra. Come si può solo pensare a un governo con Berlusconi, Di Maio, Boldrini, Zingaretti e Renzi? Sembra un film di fantascienza.

Sta di fatto che questa volta a parlare di inciucio è stata la Lega. Che pure ha in precedenza governato con i Cinque stelle. Come è risuonata questa parola dalle parti di Fratelli d’Italia?
Noi in questa materia non prendiamo lezioni, casomai possiamo darle. Rischiamo di apparire noiosi, però siamo lineari. Anzi, approfitto per chiarire un aspetto sulla misura "salva-Mediaset".

Prego
Noi abbiamo votato solo in base a quello che dice quella norma e avremmo fatto lo stesso se invece che di Mediaset si fosse trattato di Terna, piuttosto che di Eni o Enel. Perché è in linea con i principi del Golden power che è una nostra battaglia.

Come legge il trasloco dei tre deputati di FI nella Lega, invece?
Non entro in queste valutazioni. Mi limito a fare un discorso più generale sul centrodestra unito che è un grande valore. Chi sceglie di uscire da questo perimetro di solito va a sbattere contro un muro.

Messaggio chiaro a Berlusconi, insomma.
Se è tattica, può starci, su questo fronte Berlusconi è fortissimo, ma noi viviamo di strategia. E la nostra strategia è essere chiari, coerenti e lineari. In fondo tutto ciò che ha premiato FdI, diventato il terzo partito italiano, partendo dal 4 per cento.

Crede anche lei che sia in atto una manovra del centrosinistra per dividervi?
Ne sono convinto. Sono tentativi di soffiare sul fuoco delle incomprensioni tra Salvini e Berlusconi, ma anche tra Salvini e Meloni. Credo faccia parte del gioco della sinistra. Siccome il centrodestra unito fa paura perché vince le elezioni, allora si tenta di dividerlo, premiando magari il senso di responsabilità di qualcuno. Ecco perché è essenziale che il centrodestra non cada in questa trappola.

Come replica al vicesegretario del Pd Orlando che dice alla Meloni di lasciare stare “Orban e compagnia” e la invita a dare una mano “a costruire un dialogo costruttivo"?
Cosa c’entri Orban con la trattativa sul decreto Ristori lo ha capito soltanto Orlando. Se vogliamo guardare all’Europa e al Recovery fund, per esempio, i nemici non sono né Orban e né la Polonia, che chiedono solo nessuna intromissione nei loro affari interni. I veri nemici sono i Paesi frugali, con i quali Conte ha ingaggiato un braccio di ferro qualche mese fa. Ancora una volta siamo di fronte al tentativo di spostare l’attenzione su altro, per non ammettere che la tanto sbandierata offerta di collaborazione alle opposizioni non è mai decollata.  Un esempio su tutti?

Quale sarebbe?
Il decreto Agosto. Del valore di 25 miliardi. Al Senato la disponibilità finanziaria, per le opposizioni e per la maggioranza, a copertura di nuovi emendamenti è stata dell'uno per cento dell’intero valore della manovra. Di quale collaborazione stiamo parlando?

Torniamo ai rapporti all’interno del centrodestra. Il caso Morra sembra avervi ricompattati. E' così?
La sua è stata una dichiarazione disumana, nel senso che ha usato parole contro l’umanità delle persone. Di fronte alle sue scuse, io dico che deve venire in Senato, alzarsi e scusarsi in quella sede. Senza giustificazioni, però. Quelle lasciano il tempo che trovano.
 

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