“L’Unione europea rischia di ritrovarsi profondamente mutata, se non proprio dissolta, alla fine di questa crisi”, afferma ad Affaritaliani.it Carlo Fidanza, capo-delegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo. “L’ostinazione tedesca a voler attivare il MES com’è attualmente previsto dai trattati, cioè con l’applicazione agli Stati più indebitati di pesanti condizionalità (leggasi ricetta greca), è una follia assoluta. Non solo perché quella politica ha dimostrato proprio in Grecia la sua pericolosità e la sua inefficacia, ma anche perché oggi non siamo in presenza di uno shock asimmetrico che colpisce uno o alcuni Stati in ragione dei loro squilibri di bilancio. Siamo di fronte ad uno shock tragicamente simmetrico perché colpisce tutti senza che nessuno ne abbia colpa e ciò giustifica ampiamente il ricorso a strumenti comuni di debito. Con buona pace di tedeschi, olandesi e altri falchetti nordici, non si tratta di mutualizzare i debiti pregressi ma di fare un’emissione comune europea, acquistata dalla Bce e a tasso zero, per garantire a ciascuno Stato – in ragione della propria quota di partecipazione – la liquidità necessaria a fronteggiare l’emergenza economica”.
“Se, nel mezzo della crisi più pesante che l’Ue abbia conosciuto dalla sua fondazione, non si accetta nemmeno questa versione light allora è forse giunto il tempo di cominciare a chiedersi che senso ha continuare a fingere di essere un’Unione. Sta suonando la campana dell’ultimo giro: la storia corre via veloce e l’Ue, zavorrata dall’egoismo di tedeschi e olandesi, arranca nelle retrovie”, conclude Fidanza.

