Luca Sforzini reagisce all’espulsione da Futuro Nazionale rivendicando la propria idea di destra e accusando il partito di aver respinto libertà di critica e confronto interno. Al suo fianco arrivano gli interventi di Bellotti e Mazzocchi, entrambi molto duri con Roberto Vannacci.
Sforzini rivendica la libertà di critica, Bellotti e Mazzocchi accusano la gestione di Vannacci
Luca Sforzini lascia Futuro Nazionale da espulso e trasforma il provvedimento in uno scontro politico con Roberto Vannacci. Titolare della tessera numero 18 e tra i primi ad aderire al partito, Sforzini rivendica le critiche espresse nelle ultime settimane e contesta le posizioni che considera incompatibili con una destra liberale, occidentale e costituzionale.
La replica di Sforizini: “Leggo ed apprendo così dalle agenzie di stampa della mia espulsione da Futuro Nazionale. Evidentemente a Vannacci i grilli parlanti non piacciono e le cornacchie nere, che si sono ormai impossessate della gestione del partito, amano lanciarli contro il muro. Ma i fatti hanno la testa dura. E io non sono disposto, per quieto vivere o per convenienza (essendo detentore della tessera numero 18 del partito – fra i primi ad aderire a FNV convinto che fosse un veicolo per introdurre un nuovo modo di fare politica), ad accettare disvalori propagandati come valori.
Se chiedere una destra del XXI secolo, liberale, risorgimentale, occidentale e costituzionale; se denunciare nostalgie naziste, saluti romani e derive illiberali e oscurantiste; se evidenziare che passaggi etici, da confinare nella sfera della libera coscienza individuale, al punto da disegnare l’equivalente cristiano dell’integralismo islamico, sono stati introdotti impropriamente e a posteriori – in fase di definizione del programma nelle “segrete stanze” – all’interno di un partito nato per contrastare immigrazione irregolare e per difendere la sicurezza dei cittadini; se, infine, difendere la libertà di pensiero e la libera critica democratica – linfa vitale per la crescita di qualsiasi organizzazione- significa essere considerati un corpo estraneo o un sabotatore, allora sono fiero di esser stato espulso dal partito. Date tutte queste premesse e considerazioni, diventa per me una medaglia al merito.
Non sono disposto a considerare nessuna religione (nè Islam nè ebraismo) incompatibile con lo Stato italiano. Non sono disponibile a chiudere gli occhi di fronte a una visione misogina e liberticida della società nella quale dovranno crescere i miei figli. Non considero le nostalgie e le suggestioni totalitarie un valore della destra. E potrei continuare a lungo. Sono e rimango un liberale, un uomo di destra. Di destra storica, risorgimentale. Fermo nei principi e calato nel XXI secolo, con lo sguardo rivolto al futuro.
Non baratterò mai mie rendite di posizione (che avevo, ben solide) con valori non negoziabili, scritti nella nostra Costituzione.
Non ho mai lavorato per distruggere Futuro Nazionale dall’interno. Ho lavorato perché avesse un futuro. Evidentemente avevamo ed abbiamo idee diverse su quale dovesse essere. Non rinnego una sola parola di ciò che ho detto e scritto in queste settimane. E soprattutto non rinnego le idee per le quali ho combattuto e continuerò a combattere: libertà, responsabilità, valorizzazione delle eccellenze, merito, Occidente e una destra finalmente capace di lasciarsi i mostri del Novecento alle spalle.
Sono e rimarrò fedele alla Repubblica democratica e alla sua Costituzione, quella stessa Costituzione sulla quale anche il generale Vannacci, a suo tempo, ha giurato. Evidentemente abbiamo una concezione diversa anche di cosa significhi essere coerenti. Le espulsioni appartengono ai partiti. Le idee, fortunatamente, no. Stiano serene le cornacchie nere: continuerò a far politica e a promuovere riflessioni e iniziative col mio Centro Studi Rinascimento Nazionale, aperte a tutte quelle forze politiche disponibili al confronto e al dialogo”.
La rottura investe direttamente l’identità politica di Futuro Nazionale. Sforzini respinge le nostalgie naziste e i saluti romani, critica le posizioni sulle religioni e rivendica libertà di pensiero, merito, responsabilità e collocazione occidentale. Nella sua ricostruzione, le divergenze riguardano anche alcuni contenuti inseriti nel programma e il modo in cui il partito gestisce il dissenso interno.
Bellotti contro Vannacci: “Allergico al dibattito e alla democrazia interna”
Sull’espulsione interviene anche Bellotti, che aveva già scelto di lasciare Futuro Nazionale e ora considera il provvedimento contro Sforzini una conferma della propria decisione. “Certamente l’espulsione di Luca Sforzini conferma che Vannacci e’ allergico al dibattito e alla democrazia. D’altra parte mi domando: se non si dibatte all’interno di un partito, quali sono i luoghi deputati oggi a fare politica? Gli smartphone? L’intelligenza artificiale ? Sono abituato ad un partito di uomini e donne in carne ed ossa, che discutono e che contribuiscono con le loro competenze e coi loro contributi di vita vissuta a redigere un programma condiviso, al passo coi tempi e non a editti bulgari dall’alto. Questo modo di fare politica non mi appartiene.
Quanto poi al programma ci sono aspetti anacronistici e rivolti al passato, vedi ad esempio la posizione sull’Islam. Sbattendo la porta ho fatto la scelta giusta. Vado fiero di essere italiano e di essere un uomo di destra ancora convinto che bisogna usare il noi e non l’io. La “destra del Noi” non rinuncia al conflitto quando serve, ma non vive di conflitto e di soli slogan. Individua un problema e propone una soluzione concreta e percorribile. Sul tema dell’Islam la “destra dell’IO” rischia di trasformare una religione in un problema politico generale, la “destra del Noi” dice puoi pregare dove vuoi, ma in Italia devi rispettare le leggi italiane. Chi predica odio o violenza, deve essere perseguito. Come Sforzini, anche io continuerò con coerenza a portare avanti le mie idee nella società e in quegli spazi democratici che me lo consentiranno”.
Bellotti contrappone così la sua “destra del noi” alla linea che attribuisce a Vannacci e indica nella posizione sull’Islam uno dei motivi della distanza politica.
Mazzocchi attacca Futuro Nazionale: “Spazio per un solo uomo al pensiero e al comando”
Sullo stesso terreno interviene Mazzocchi, presidente del Movimento dei Cristiano Riformisti, che concentra l’attacco sul ruolo del leader all’interno di Futuro Nazionale: “Come Presidente del Movimento dei Cristiano Riformisti apprendiamo con scarso stupore e certa conferma, in quanto ampiamente previsto, la notizia dell’espulsione di Luca Sforzini da parte di Roberto Vannacci, motivata con una presunta incompatibilità con il programma politico.
Un provvedimento che certifica, nei fatti, la totale refrattarietà di quel percorso a qualsiasi forma di confronto democratico e dialettico. Sforzini non ha ancora compreso il contesto in cui si muoveva. La politica di mediazione, di ragionevolezza e di credibilità che lui ha ripetutamente ed ingenuamente suggerito a Vannacci ha ricevuto, come era prevedibile, una risposta secca e incontrovertibile.
Nello spazio politico di Vannacci non c’è posto per la moderazione o per il bene comune : la linea guida resta, rigidamente,
quella di “credere, obbedire e combattere solo per Vannacci”. Come Movimento dei Cristiano Riformisti ribadiamo che la vera politica si fa con il dialogo, il rispetto delle istituzioni e la costruzione di programmi condivisi per il Paese, elementi che appaiono strutturalmente incompatibili con derive personalistiche. Con l’espulsione di Sforzini, Vannacci fa un ulteriore salto di qualità sul cammino della strisciante retorica fasciasta: è passato dalle parole ai fatti”.
Per Sforzini l’attività politica proseguirà attraverso il Centro Studi Rinascimento Nazionale, con riflessioni e iniziative aperte alle forze disponibili al confronto e al dialogo.


