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Politica
Giambruno, Meloni contro Berlusconi: come la guerra tra greci e troiani

La vendetta di Giorgia: guerra tra Forza Italia e Mediaset

“Cantami, o Diva, del Pelìde Achille l'ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei, molte anzitempo all'Orco generose travolse alme d'eroi…”

Così inizia il proemio dell’Iliade e mai come ora si addice a quello che sta succedendo tra Giorgia Meloni e Forza Italia – Mediaset. Eh sì, perché dietro le dichiarazioni di circostanza, la premier è furiosa per quello che le hanno fatto nell’affaire Giambruno. Chi la conosce bene la descrive arrabbiatissima e pronta alla vendetta, come del resto è nell’animadella prima donna che è riuscita a fare il Primo Ministro in Italia.

Le prime vittime dei suoi strali sono proprio nel mondo dell’informazione e cioè Mediaset e La7. Infatti, l’abbassamento del canone da 90 € e 70 € nella legge di bilancio, costringerà la Rai a reperire i fondi mancanti – circa 130 milioni di euro in totale- sul mercato pubblicitario a danno in primis proprio di Mediaset e poi di La7.

Così mercoledì il consiglio di amministrazione di viale Mazzini ha discusso della possibilità di richiedere al governo l’aumento della pubblicità. Attualmente la Rai ha il 6% di tetto tra le 6 e le 18 e del 22% tra le 18 e le 24 mentre Mediaset ha il tetto fisso al 20% per tutto il giorno. L’ipotesi è quella di passare dal 6% al 7%.

Da notare come il ministro Urso, competente in materia, sia stato sibillino e tagliente: “Stiamo valutando, niente favori al Biscione...". A queste “punizioni” finanziarie se ne stanno sommando altre più squisitamente televisive. Sigfrido Ranucci, il conduttore di Report, è stato convocato in commissione di Vigilanza Rai per la puntata sull'eredità di Berlusconi. La richiesta proviene da FdI, FI, Lega e Noi moderati, cioè i quattro partiti della maggioranza, con la solita moina del M5S che si è opposto “a prescindere”, come direbbe Totò.

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Tuttavia, la richiesta non deve ingannare. Proviene anche da FdI che ha votato a favore ma se è vera l’ipotesi che i fuori onda sono di quattro mesi fa la puntata potrebbe essere stata voluta da FdI stesso come contromossa preventiva contro la messa in onda da parte di Striscia la Notizia. Insomma, in questo momento Ranucci è un alleato della Meloni e di chi vuole farla pagare “a quelli di Arcore”. Un'altra vittima illustre di questa manovra di taglio del canone è poi Urbano Cairo che sconta una posizione troppo anti - governativa de La7 tanto che l’altra perla della scuderia, il Corriere della Sera che aveva una posizione un po’ più morbida, si è subito inasprito proprio sulla vicenda Giambruno.

Ma se la “vendetta” meloniana si sta abbattendo sul settore più sensibile per Forza Italia, e cioè la Tv, altre razzi illuminano il cielo di Arcore. Infatti, FdI ha cominciato a mettersi di traverso sul tema della prescrizione in commissione Giustizia e contro il decreto Energia del ministro dell’Ambiente di FI Gilberto Pichetto Fratin. Inoltre Chigi qualche giorno fa ha fatto trasparire tutta la sua irritazione per la nomina di Giuliano Amato, un residuato dell’era craxiana, alla guida della Commissione sulla Intelligenza Artificiale, nomina che lo glorifica alla tenera età di 85 anni quando la maggioranza degli italiani è iscritta da decenni all’associazione Umarell. Sullo sfondo di tutto questo grava inoltre una minaccia pesante: si sa, oppure è stata messa in giro la voce, che la “Repubblica indipendente di Mediaset”, che risponde al nome di Antonio Ricci, possiede nel cassetto, frutto della “buona pesca estiva” –come lui stesso l’ha chiamata- diversi altri fuori – onda che potrebbero riguardare non solo Giambruno ma anche il governo.

Giorgia Meloni, per chi la conosce, è solo all’inizio della sua vendetta e Pier Silvio ma soprattutto Marina Berlusconi osservano preoccupati gli sviluppi perché la politica è importante ma l’azienda di famiglia è sacra.

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