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Politica
Accordo sulla Grecia, le reazioni dei politici italiani

Matteo Renzi, in conferenza stampa a Bruxelles dopo il vertice Ue in cui è stato raggiunto un accordo sulla Grecia, parla di crisi "finita nel buon senso e nella ragionevolezza", ma ora per il premier è necessario lavorare a "una soluzione per l'Europa e il suo futuro". "L'accordo è stato trovato ai tempi supplementari, si poteva chiudere prima - ha osservato Renzi -. Ma ora la vera scommessa è giocare una partita diversa, più basata sui valori europei. L'Europa deve essere protagonista degli scenari internazionali di cui invece si parla a giorni alterni: terrorismo, immigrazione. C'è bisogno di un'Europa che faccia bene il suo mestiere. C'è da salvare la Grecia, ma anche l'Europa e gli europei" perché "l'Europa è una pianta che rischia di morire, va annaffiata con idee, entusiasmo, proposte e non solo con gestione emergenze e crisi". "Per uscire dalla crisi - ha spiegato ancora Renzi - c'è necessità di investire sulla crescita, lo stiamo facendo poco. Credo che costi meno fare un grande investimento sulla crescita che rischiare di fare domani un grande investimento sui salvataggi".
 
In un passaggio, Renzi ha poi sottolineato come l'accordo raggiunto all'Eurogruppo dimostri che l'Unione europea non è guidata dalla Germania. "Stanotte è accaduto esattamente il contrario", ha risposto a chi gli chiedeva del peso della Germania nelle discussioni sulla Grecia, "c'è stata una discussione vera, anche accesa". Il premier ha considerato "un errore" di Tsipras il referendum greco del 5 luglio, "annunciandolo a sopresa alzandosi dal tavolo. Questo ha minato la fiducia" dei partner. "A quel punto doveva esserci una scelta: se si fosse andati avanti, si doveva trovare un'intesa", che è stata "trovata con la mediazione e il contributo di tutti, con il coinvolgimento ampio di tutti" i Paesi dell'area euro. Inoltre, ha sottolineato ancora Renzi, "la Germania non voleva cambiare il governo greco, questa è fantapolitica".
 
In Italia, la notizia dell'accordo raggiunto all'Eurogruppo provoca commenti di ben altro tenore da parte delle maggiori forze d'opposizione, a Renzi e all'euro. Al leader della Lega Matteo Salvini l'accordo sulla Grecia sembra letteralmente "una buffonata: regaliamo altri 80 miliardi e non ridiscutiamo niente dell'Europa e dei trattati", come scrive su Twitter. "Mi pare - aggiunge Salvini - che l'Ue (Germania in testa) si sia 'comprata' la permanenza della Grecia nell'Euro promettendo 80 mld (che Renzi non si permetta di far pagare un solo euro agli italiani!) in cambio di 'svendite' e regali alle solite multinazionali. Ma il 'rivoluzionario' Tsipras che fine ha fatto? Se questa è l'Europa, bella roba".
 
Più approfondito il commento di Beppe Grillo che su Facebook scrive: "E' incredibile. Non pensavo sarebbero arrivati a tanto. Le democrazia è sospesa" e rimanda a un post sul suo blog dal titolo '#thisisacoup, "questo è un colpo di stato". "Una settimana per spezzare le reni alla Grecia - scrive Grillo - Varoufakis si dimette (viene rimosso?) dalla guida del suo ministero. L'ingerenza degli Usa. La proposta di Tsipras uguale per il 95% a quella bocciata dai greci. Il voto del referendum greco calpestato. La Grecia umiliata dalla Germania. Tsipras che si toglie la giacca davanti a Merkel e Hollande: 'prendete pure questa'. Tsipras spinto alle dimissioni per un nuovo governo di 'unita' nazionale' gradito alla troika". Per grillo "la democrazia è sospesa: l'umiliazione della Grecia è un monito per tutti i Paesi che vogliono il riconoscimento della loro sovranità. La strategia dell'Eurogruppo è quella del terrore: colpirne uno per educarne 19. #Thisisacoup, questo è un colpo di stato".
 
Durissima anche l'analisi di Stefano Fassina, che invita il Parlamento greco a esprimere sull'accordo stipulato a Bruxelles un voto "coerente con la scelta chiaramente espressa dal popolo greco il 5 luglio scorso", che evidentemente non si rispecchia nell'intesa chiusa da Tsipras. "La totale solidarietà umana e politica a Alexis Tsipras non può portare a disconoscere che l'accordo sottoscritto stamattina a Bruxelles nell'Eurosummit determina il soffocamento economico e democratico della Grecia e avvicina il naufragio del Titanic Europa - è la premessa dell'ex dem -. Le misure previste su finanza pubblica e mercato del lavoro continuano a essere brutalmente regressive e recessive e, dopo la ristrutturazione promessa, richiederanno ulteriori ristrutturazioni. Più che irrealistico è ridicolo il fondo di 50 miliardi da alimentare con asset pubblici che, in rapporto al Pil italiano, equivarrebbe a 500 miliardi di euro da rendere disponibili per privatizzazioni. Non viene neanche nominato il problema di fondo: l'insostenibilità della rotta mercantilista dell'euro fondata sulla svalutazione del lavoro. Purtroppo, l'uscita cooperativa della Grecia dall'eurozona e conseguentemente il superamento cooperativo dell'euro è il minore dei mali possibili, l'unica strada da percorrere per evitare crescenti conflitti tra i popoli europei".
 
Renato Brunetta, "una volta tanto" dà "ragione", per modo di dire, a Renzi: "Nessun trionfalismo. Ovviamente meglio un accordo che nessun accordo. Meglio un compromesso che la rottura. Detto questo, però, i problemi rimangono ancora tutti aperti. E i problemi non si chiamano Grecia, ma si chiamano Europa" scrive in una nota il presidente dei deputati di Forza Italia. "Il problema dei problemi si chiama bassa crescita dell'Europa. Il problema dei problemi è che l'Europa, dopo sette anni, non è ancora uscita dalla crisi" e "quello che stiamo vivendo è il frutto delle politiche di rigore, del 'sangue, sudore e lacrime', imposte dalla Germania e subite da tutti gli altri". "Questa Europa a egemonia tedesca - a livello economico, politico e culturale - tutta rigore, tutta cessione di sovranità economica senza costruzione politica, non ci piace e non può andare lontano. Non può essere solo il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, a comandare". "La soluzione è sempre la stessa: la Germania deve reflazionare e azzerare il surplus delle esportazioni accumulato in tutti questi anni. Senza reflazione della Germania e senza un New Deal, vale a dire un vero piano di investimenti di almeno 1.000 miliardi di risorse fresche, questa Europa è destinata a implodere".
 
Particolarmente ironico il "Complimenti Europa!" di Maurizio Sacconi di Ncd su Twitter, che a proposito del nuovo piano di aiuti alla Grecia afferma: "È come se nel dopoguerra gli Usa avessero erogato il piano Marshall a un governo filo russo in Italia dopo averlo negato a De Gasperi". Un commento che stride con la "lezione" tratta dalla portavoce nazionale Valentina Castaldini, che nell'accordo di Bruxelles vede invece un positivo "schiaffo" a "populismi e demagogie". "Governare vuol dire ben altro, un bagno di realismo per risolvere i problemi senza slogan urlati in piazza. È questa la lezione dell'accordo raggiunto oggi all'Eurosummit sul debito della Grecia. È uno schiaffo a chi, come la Lega Nord e il M5s, credeva che la Grecia sarebbe davvero uscita dall'euro. Come Tsipras, anche loro saranno costretti a fare retromarcia".

"Spero ovviamente di sbagliare, ma la fatica spossante che le fragili istituzioni comunitarie e i balbettanti governi dei maggiori Paesi hanno impiegato per raggiungere un accordo sulla Grecia ha prodotto poco. Mesi interi e negoziati drammatici per un problema che investiva una quota risibile del Pil del Continente. Si può dire, alla fine, che la montagna ha partorito il topolino". Lo afferma Raffaele Fitto, leader dei Conservatori e Riformisti.

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